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Teatro alla Scala – Orchestra Sinfonica di Milano, direttore Andrey Boreyko, pianisti Lucas e Arthur Jussen

Una nuova identità, ma la passione e la qualità di sempre. L’Orchestra Sinfonica di Milano (ex “La Verdi”) apre la sua stagione con un bel concerto ospitato dal Teatro alla Scala, nel segno di un programma interamente ottocentesco, che ha visto brillare il giovane talento dei pianisti olandesi Lucas e Arthur Jussen, con la guida del russo Andrey Boreyko, nuovo direttore musicale della compagine milanese.

Teatro gremito e grande entusiasmo da parte di un pubblico fatto anche di tanti giovani, per una serata ricca di emozioni. Regalate soprattutto dalla performance dei fratelli pianisti, artisti in residenza con l’orchestra, che hanno trasfuso la loro energia nella scrittura del Concerto per due pianoforti e orchestra in mi maggiore di Mendelssohn, lavoro giovanile di un compositore da sempre ritenuto un classico tra i romantici. Una scrittura, la sua, animata da una olimpica limpidezza, ma come increspata da un fremito vitalistico che non solo ha saputo rendere ragione del virtuosismo, ma ha pure illuminato di elegante respiro i momenti più scopertamente lirici (penso in particolare all’Adagio ma non troppo). Trascinante la forza con cui i due pianisti hanno contagiato anche l’orchestra nell’Allegro vivace iniziale, al punto che il pubblico – al termine del primo movimento – ha applaudito con trasporto. Inutile dire che l’intesa tra i due è pressoché perfetta, sia in termini di intenzioni interpretative, che di esito artistico. I lunghi applausi sono stati premiati con un bis, Sinfonia 40 di Igor Roma (variazioni sulla celebre sinfonia mozartiana), anch’esso molto apprezzato.

La serata si era aperta con il monumentale Preludio da I maestri cantori di Norimberga di Wagner, con i due temi (di Walter e dei Maestri) ben sbalzati dall’orchestra, capace di inquadrare con efficacia il confronto tra la musica regolare, solenne dei Maestri e l’elemento della sensibilità individuale, che torna poi nel sogno finale di Walter.

Nella seconda parte, l’orchestra ha eseguito la Sinfonia n. 2 in Re maggiore di Johannes Brahms. Sinfonia complessa, con una scrittura orchestrale raffinata e potente che tuttavia poco (o nulla) concede al pubblico. Il merito di Boreyko è stato quello di renderla narrativamente avvincente, evidenziandone la ricchezza armonica e timbrica, dando il giusto risalto alla linea di canto nel valzer del primo movimento, delibato con pregevole fraseggio, e di guidare con sapienza gli strumenti nell’arduo secondo movimento, così come nello Scherzo, restituito con inedita leggerezza. Duttilità espressiva, unita a una apprezzabile bellezza del suono, hanno caratterizzato l’ultimo movimento. [Rating:4/5]

Orchestra Sinfonica di Milano
CONCERTO INAUGURALE DELLA STAGIONE 2022/23
In collaborazione con il Teatro alla Scala

Direttore Andrey Boreyko
Pianoforte Lucas & Arthur Jussen

Richard Wagner
da Die Meistersinger von Nürnberg
Preludio. Sehr mässig bewegt

Felix Mendelssohn
Concerto per due pianoforti e orchestra in mi maggiore MWV O5

Johannes Brahms
Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73

Milano, Teatro alla Scala, 11 settembre 2022