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Taranto, Giovanni Paisiello Festival 2022 – La Claudia vendicata

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Felicità melodica, senso del teatro, ironia, sapienza di scrittura musicale. Non manca nulla all’ispirazione di Giovanni Paisiello, glorioso esponente della Scuola napoletana, onorato dalla sua città d’origine, Taranto, con un Festival che tocca quest’anno il traguardo della ventesima edizione. Ricco il programma di appuntamenti, culminato nella rappresentazione della farsa in un atto La Claudia vendicata, andata in scena per la prima volta al Teatro dei Fiorentini di Napoli nel 1770. Ripresa nel 2001 al teatro Bellini di Napoli con la direzione di Antonio Florio e la regia di Davide Livermore, lo spettacolo ebbe un bel successo, anche in diverse città europee e finì pure in una incisione discografica. La versione allestita a Taranto – anch’essa oggetto di una registrazione che sarà pubblicata da Bongiovanni – si presenta però fedele all’autografo paisielliano, che nella precedente ripresa era stato eseguito con alcune licenze. Giuseppe Labadessa ha curato la revisione e trascrizione dell’autografo, mentre Alessandro Lattanzi si è occupato del libretto.

Protagonista della farsa è la maschera di Pulcinella che da sempre esprime l’identità più profonda di una città palcoscenico come Napoli, capitale musicale italiana all’epoca della formazione e del successo del tarantino Paisiello. Originale la trama, su libretto immaginifico di Francesco Cerlone, che riprende e ricombina con dotta ironia alcuni schemi tipici del teatro di improvvisazione, facendo leva sulla verve attoriale degli interpreti e sul susseguirsi di simpatiche gag.
La pescivendola di Torre Annunziata Carmosina, corteggiata da Pulcinella, ricambia però le profferte amorose del nobile romano don Camillo, aiutato nel corteggiamento dall’astuto servo Coviello. Don Camillo aveva infranto le promesse d’amore indirizzate alla bella Claudia che, dopo essere stata abbandonata da lui, si è unita a una compagnia di artisti girovaghi. Facile immaginare il lieto fine, con il ricongiungimento delle coppie di amanti e, anzi, con l’amore che scocca anche tra gli altri personaggi dell’intreccio. Che però riserva diverse sorprese, tra le quali addirittura un mago ripescato dal mare che, prima riottoso, si mette poi a servizio di Claudia e Pulcinella.

Nella musica di Paisiello si mescolano riferimenti alla tradizione popolare e a quella colta, in perfetta aderenza alla trama e al carattere dei personaggi in scena. Non tutti hanno un’aria (la farsa ha una durata limitata), ma comunque per tutti c’è il giusto spazio di emergere, anche grazie ai diversi pezzi d’assieme. In perfetta coerenza con lo spirito della scuola napoletana, la scrittura di Paisiello ha una affettuosità e una dolcezza straordinarie, soprattutto nel descrivere lo struggimento amoroso di Pulcinella o la malinconia di Claudia, due ruoli che sanno valicare il confine tra dramma comico e serio.

L’impressione è che davvero il compositore, con il minimo sforzo a livello di struttura armonica e strumentazione, ottenga il massimo sul piano della teatralità. Facendo leva – come detto – sulle qualità attoriali degli interpreti. Cosa che, a Taranto, ha trovato pieno riscontro nella performance di tutti i cantanti coinvolti. A cominciare da Domenico Colaianni, buffo comico per eccellenza, Pulcinella perfetto scenicamente e vocalmente, capace di restituire con credibilità l’ironia ma soprattutto la malinconia della maschera. Valeria La Grotta era una spigliata Carmosina, dalla voce chiara e agile, mentre il personaggio di Claudia vantava la vocalità corposa e la notevole presenza scenica di Tina D’Alessandro. Anna Roberta Sorbo era Bianchina, procace maccheronaia, vezzosa e seducente, limpida nell’emissione e molto disinvolta, così come la simpatica Marioleta di Donatella De Luca. Carmine Giordano nel ruolo di Coviello ha pienamente convinto per facilità vocale e istrionica presenza sul palco, anche quando viene trasformato in asino dal mago, ottimamente interpretato con voce tonante dal basso Alberto Comes. Due i tenori: il nobile don Camillo (uno Stefano Colucci di pregevole colore e sobria espressività) e il simpatico Trafichino (il duttile Francesco Amodio).
Iason Marmaras, sul podio dell’Orchestra barocca “Giovanni Paisiello Festival”, ha saputo imprime un bel passo teatrale alla narrazione, accompagnando sempre con sensibilità e gusto, sia nell’accarezzare l’involo melodico, sia nella vivacità delle pagine dal sapore più comico.

Convincente anche la lettura di Piero Mastronardi, che ha curato regia, scene e costumi, nel segno di un descrittivismo non didascalico ma semplice e poetico, soprattutto nel personaggio di Pulcinella. La Napoli evocata dall’allestimento promana il suo fascino senza tempo grazie anche alle belle proiezioni e alle luci, nonché ai costumi che collocano la vicenda in un elegante Ottocento. Apprezzabile la presenza delle danzatrici istruite da Venere Turi. Vivissimo il successo per tutti.

La serata si è aperta con la consegna del Premio Giovanni Paisiello Festival alla musicologa e critico musicale Paola De Simone, collaboratrice di Connessi all’Opera, visibilmente emozionata. A consegnare il riconoscimento, che dal 2007 viene attribuito a un personaggio della cultura, ente o istituzione impegnatosi nella riscoperta e valorizzazione dell’arte di Paisiello, il direttore artistico del Giovanni Paisiello Festival, Lorenzo Mattei, il presidente degli Amici della Musica, Paolo Ruta, e l’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Fabiano Marti.
Paola De Simone è autrice di saggi e ricerche dedicati alla ricostruzione documentaria degli eventi storico-artistici e spettacolari nella Napoli, sia sacra che teatrale, del Sette e Ottocento, con particolare attenzione proprio alla produzione di Paisiello, dunque nello spirito che da vent’anni anima le scelte del festival tarantino, che continua a celebrare e salvaguardare la musica del grande compositore, riscoprendone la produzione anche meno conosciuta.

Giovanni Paisiello Festival 2022
LA CLAUDIA VENDICATA
Farsa per musica in un atto di Giovanni Paisiello
Prima rappresentazione moderna secondo la lezione dell’autografo

Pulcinella Domenico Colaianni
Carmosina Valeria La Grotta
Claudia Tina D’Alessandro
 Bianchina Anna Roberta Sorbo
 Marioletta Donatella De Luca
 Don Camillo Stefano Colucci
 Coviello Carmine Giordano
 Mago Alberto Comes
 Trafichino Francesco Amodio

Orchestra Barocca del “Giovanni Paisiello Festival”
Direttore, maestro al cembalo Iason Marmaras
Regia, scene e costumi Piero Mastronardi
Scuola Studio Danza & Art
Coreografa Venere Turi

Taranto, Teatro Fusco, 20 ottobre 2022

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