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Milano, Teatro alla Scala – Fedora (cast alternativo)

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Vivo successo al Teatro alla Scala di Milano per i due protagonisti di Fedora di Umberto Giordano, nel nuovo allestimento firmato da Mario Martone (spettacolo già recensito da Connessi all’Opera: qui il link). Il soprano Chiara Isotton, chiamata a sostituire l’indisposta Sonia Yoncheva, e il tenore Fabio Sartori, già in cartellone dopo le prime recite affidate a Roberto Alagna, sono stati lungamente applauditi dal pubblico. E a ragione. Chiara Isotton presenta un ritratto della protagonista tutto impostato sul canto, senza mai scadere nella tentazione del gratuito effetto, sempre dietro l’angolo quando si tratta di titoli come questo, ascritti all’estetica verista. Così accade, ad esempio, nello struggente finale, dove non si ascoltano certe sgradevoli espressioni al limite del parlato. Isotton lavora molto sull’accento, trovando la giusta misura per restituire in maniera convincente il ritratto di una protagonista che è insieme donna di potere e donna innamorata. Tutto ciò lo fa con una voce importante di soprano lirico, ampia e piena, di bel colore, ben proiettata e sorretta da notevole musicalità. Al suo fianco, Fabio Sartori è un Loris tutto giocato sulla immediata comunicativa di un canto che fa anzitutto leva sulla pienezza vocale e lo squillo. Il timbro ha una sua maschia bellezza, che si ammanta di una morbidezza vellutata nel settore centrale e in quello grave. L’accento è sobrio, l’involo all’acuto facile e imperioso, la linea scorrevole. Ciò che forse manca per offrire un ritratto pienamente compiuto di quello che resta un bellissimo personaggio, è un maggiore gioco di chiaroscuri e un lavoro più approfondito sul fraseggio.

Milano, Teatro alla Scala, 30 ottobre 2022

Photo: Brescia e Amisano

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