In una Milano agghindata a festa, illuminata e abbellita da decorazioni natalizie glamour, spesso firmate da prestigiosi brand (ricordiamo, almeno, in Piazza Cordusio l’albero targato Chanel N° 5 e, in Piazza della Scala, il luminoso e spettacolare chandelier a cura di Dior Parfums), è andato in scena, in un Teatro alla Scala adeguatamente e sobriamente ornato, l’atteso appuntamento musicale nel quale il Piermarini celebra le festività del mese di dicembre, il Concerto di Natale.
Inizialmente, sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala era prevista la presenza del vegliardo Zubin Mehta, costretto qualche settimana fa a rinunciare per motivi di salute; al suo posto, troviamo Pablo Heras-Casado. Classe 1977, nativo di Granada, è tra i più acclamati maestri spagnoli della sua generazione, di casa sui più insigni palcoscenici internazionali e direttore ospite principale del Teatro Real di Madrid; il suo repertorio spazia dalla musica antica a quella contemporanea. Nominato “Artista dell’anno” agli International Classic Music Awards del 2021, nel 2023 debutterà sul podio della Filarmonica della Scala (musiche di Ligeti, Beethoven, Dvořák) e, sulla sacra collina di Bayreuth, con Parsifal.
Per l’occasione, viene proposto un programma per nulla scontato, che guarda alla prima scuola di Vienna. Apertura di serata nel nome di Wolfgang Amadeus Mozart, con la celebre aria “Laudate Dominum”, cuore del lavoro chiesastico Vesperae Solennes de Confessore K 339 del 1780, ultima composizione sacra creata da Mozart per l’Arcivescovo di Salisburgo, destinata alla liturgia dei vespri. Mozartiano di razza, dirigendo sempre senza bacchetta e con gestualità armoniosa, Heras-Casado ne dà una lettura di tersa e pacata bellezza, ariosa nelle dinamiche, distesa nell’agogica e soffice nel suono, sbalzando con gusto un’oasi di puro lirismo. In sostituzione dell’annunciata Lauren Michelle, brilla la giovanissima Caterina Sala, distintasi per una vocalità pastosa, malleabile e morbida, di seducente colore ambrato, che ben si amalgama con l’omogeneità e la ferrea precisione del sempre encomiabile Coro del Teatro alla Scala, guidato con mano sapiente da Alberto Malazzi.
Si prosegue sempre con il classicismo viennese, con due composizioni di Franz Joseph Haydn, a partire dalla Sinfonia n. 94 in sol magg. “Mit dem Paukenschlag” / “La sorpresa” Hob. I:94, una delle cosiddette sinfonie “londinesi” nate tra 1791 e 1795 in occasione del tour in Inghilterra del musicista austriaco, invitato a Londra dall’impresario John Peter Salomon. Il maestro spagnolo propende per una direzione chiaroscurata e briosa, che rifinisce ed evidenzia con nitidezza i contrasti dinamici della partitura. Alla musicalità danzante e spumeggiante dell’iniziale “Adagio – Vivace assai”, tornito nelle sonorità, segue il preziosismo imperturbabile del secondo movimento in forma di variazione (“Andante”), contraddistinto dai vivaci e corposi interventi con il timpano di Andrea Bindi (il “colpo di timpano” del titolo in tedesco). Il successivo “Minuetto”, di sapore prettamente immediato e rude che lo avvicina al Ländler, la tipica danza popolare dei paesi germanofoni, è permeato di un’atmosfera di schietta festosità. Chiude la sinfonia l’arguto e scattante “Finale. Allegro di molto”, in forma sonata, un’esplosione di effervescenza, umorismo e agile dinamismo, grazie anche agli esuberanti e giocosi accordi del timpano.
Chiude la serata la Missa in tempore belli in do magg. “Paukenmesse”, Hob. XXII:9, composta nel 1796, seconda delle sei grandi messe scritte da Haydn tra 1796 e 1802; nella fattispecie, la Paukenmesse (“Messa dei timpani”) allude al travagliato e turbolento periodo vissuto dall’Impero asburgico, in guerra su più fronti con la Francia di Napoleone. Heras-Casado opta per una lettura sfumata, coesa e controllata, di limpido sinfonismo, dosando tempi rilassati e altri maggiormente sostenuti, particolarmente attenta agli impasti timbrici, all’articolazione formale e all’espressività. Nell’economia della composizione, si apprezzano i tonanti, corruschi interventi dei timpani di Andrea Bindi e, nel Gloria, il melodioso assolo del violoncello di Sandro Laffranchini. Affiatato il quartetto dei solisti: la già citata Caterina Sala, luminosa in acuto ed estremamente musicale; il mezzosoprano Annalisa Stroppa, vocalità educata e di bel colore vellutato, di volume non debordante e stilisticamente sorvegliata; il tenore Giovanni Sala, dalla voce duttile, ricca di armonici e omogenea nell’emissione, di ammaliante tinta brunita e squillante nelle note alte; il baritono Luca Micheletti, in possesso di uno strumento robusto e di grana scura, ben espanso nell’ampia sala del Piermarini, impreziosito da un fraseggiare netto. Compatta e icastica la resa del Coro, emerso per intensità e vigoria nel suono, eloquenza e chiarezza nella dizione, tecnica inappuntabile.
Teatro quasi esaurito e, al termine, calorosa e prolungata accoglienza da parte di un pubblico, a onor del vero, eccessivamente prodigo di applausi, come dimostrato dai battimani fuori luogo dopo ogni singolo movimento della sinfonia e ogni parte della Missa in tempore belli. Il concerto verrà trasmesso su Rai1 il 24 dicembre (ore 10.50), su Rai5 il 30 dicembre (ore 21.15); il 26 dicembre sarà, inoltre, visibile anche in Austria e Germania su ServusTv. 




Teatro alla Scala – Concerti straordinari 2022/23
CONCERTO DI NATALE
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Franz Joseph Haydn
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Direttore Pablo Heras-Casado
Maestro del coro Alberto Malazzi
Soprano Caterina Sala
Mezzosoprano Annalisa Stroppa
Tenore Giovanni Sala
Basso Luca Micheletti
Milano, 22 dicembre 2022

