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Milano, Teatro alla Scala – Concerto della Filarmonica diretto da Andris Nelsons

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Cancellato, a causa delle difficoltà di spostamento dovute all’attuale situazione pandemica, il previsto concerto dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, in sostituzione è stato proposto, al Teatro alla Scala, un evento musicale ugualmente di buon livello. Debutta infatti sul podio della Filarmonica della Scala, con un nuovo programma, il direttore principale della Gewandhausorchester Leipzig nonché direttore musicale della Boston Symphony Orchestra, per la prima volta alla guida di un complesso italiano: Andris Nelsons. 43 anni, nativo di Riga e vincitore di tre Grammy Awards, nel 2010, poco più che trentenne, ha esordito con gran successo al Festival di Bayreuth, confermando la propria indole wagneriana con una superba edizione di Lohengrin con la contrastata regia “dei topi” a firma di Hans Neuenfels, spentosi un paio di giorni fa. Nelsons è, oggi, attivo sui più rinomati palcoscenici internazionali, dal Covent Garden di Londra al Salzburger Festspiele, dal Festival di Lucerna a Carnegie Hall di New York, collaborando con rinomate compagini quali i Wiener Philarmoniker, i Berliner Philarmoniker, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, l’orchestra del Concertgebouw di Amsterdam.

La serata si apre nel nome di uno dei compositori maggiormente congeniali al maestro lettone, Richard Wagner, proponendo due fra le pagine più metafisiche e rarefatte del sassone (siamo infatti lontani dal Wagner di forte impatto e di sicura presa sul pubblico del Vorspiel dall’opera Die Meistersinger von Nürnberg, per esempio), tratte dai due drammi ispirati alle leggende mistico-cavalleresche del Sacro Graal: il Preludio dall’Atto I di Lohengrin e il Preludio e l’Incantesimo del Venerdì Santo da Parsifal. Con un gesto ampio e armonioso Nelsons ottiene, da una Filarmonica invero non in forma smagliante e non sempre precisa (ma lo sappiamo, Wagner non è affatto la “cup of tea” delle orchestre italiane), sonorità corpose ma controllate e mai enfatiche o tronfie, analizzando con nitida e minuziosa lucidità i vari aspetti delle partiture. E così, sin dal vibrante pianissimo dei violini in apertura, il Preludio iniziale di Lohengrin risuona ieratico e, al contempo, incorporeo, improntato a un’agogica dilatata e a una policromia brillante e cangiante. I successivi Preludio del Parsifal e il Karfreitagszauber risultano solenni e trascendentali, anch’essi contraddistinti da tempi larghi e da un suono maggiormente morbido, luminoso e rotondo, con una netta enucleazione dei vari Leitmotive che li compongono, dall’Amen di Dresda al sospiro della peccatrice pentita Kundry, dal tema della Lancia a quello delle sensuali Fanciulle-Fiore. Una visione, quella di Andris Nelsons, tutta di cesello, interessata soprattutto a sbalzare con incisività e raffinatezza le singole tessere melodiche che impreziosiscono le singole pagine wagneriane, a scapito a volte della tenuta d’insieme e della coesione orchestrale.

Dopo l’intervallo, sui leggii troviamo la Sinfonia n. 7 in la magg. op. 92 di Ludwig van Beethoven, composta tra 1811 e 1812 ed eseguita l’8 dicembre 1813 all’Universitätssaal di Vienna, in un concerto di beneficenza per i soldati austriaci e bavaresi feriti nella battaglia napoleonica di Hanau. Un brano collegato alla prima parte della serata, poiché un Wagner adolescente fu così colpito dalla ritmica festante della Settima da definirla «l’apoteosi della danza». Propendendo per una gestualità maggiormente vigorosa ed esuberante, e per un’agogica spedita, il maestro lettone – meglio seguito dalla Filarmonica – opta per una lettura decisa e pregnante, coinvolgente e tesa, baldanzosa e attenta agli equilibri e alle dinamiche. Il primo movimento, Poco sostenuto – Vivace, scorre con fluidità e vibrante energia, pervaso da un’atmosfera estrosa, satura di vitalità. Il seguente Allegretto, dai colori lividi e dal clima più sommesso, è affrontato da Nelsons con profondità e penetranza, ben evidenziando la ritmica quasi assillante di questa preghiera mesta ed elegiaca. Una temperie bacchica e irruente, di schietto sapore popolare, ritorna nel terzo movimento, Presto, per sfociare infine nel conclusivo Allegro con brio, un vero e proprio trionfo rutilante e scoppiettante, una caleidoscopica girandola di suoni, sfumature e accensioni, resa da Andris Nelsons e dalla Filarmonica della Scala con vividezza, trascinante esaltazione dionisiaca e compattezza.
Il concerto, prima della serata scaligera, è stato eseguito il 6 febbraio al LAC di Lugano.

Teatro alla Scala – Stagione Filarmonica della Scala 2022
CONCERTO
Musiche di Richard Wagner e Ludwig van Beethoven

Filarmonica della Scala
Direttore Andris Nelsons

Milano, 7 febbraio 2022

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