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Giuseppe Sinopoli – Opere giovanili 1964-78 (Da Vinci Classics CD – prima mondiale)

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Una scrittura musicale che cammina sull’orlo del silenzio, sino a precipitarvi. La storia di Giuseppe Sinopoli come compositore è il racconto di un addio: in meno di vent’anni, dai primi esperimenti giovanili all’opera Lou Salomè del 1981, il musicista veneziano scrisse poco più di venti lavori, abbandonando poi definitivamente la penna per la bacchetta e il podio che lo avrebbero reso celebre prima della morte prematura.

Un pregevole disco da poco pubblicato da Da Vinci Classics fa luce in particolare sui primi anni dell’attività di compositore di Sinopoli, raccogliendo prime esecuzioni assolute di brani vocali e cameristici scritti tra il 1964 e il 1978 ed eseguiti dal Coro Lirico Siciliano diretto da Francesco Costa, dal Vincenzo Bellini String Quartet, dai soprani Clara Polito e Galina Ovchinnikova, dal tenore Alberto Munafò Siragusa e dal pianista Francesco Allegra.

Se i brani degli anni sessanta mostrano un giovanissimo Sinopoli alla ricerca di una propria identità musicale tra le reminiscenze del passato – echi di Mascagni nella lirica Evasione, armonie di Alban Berg nella breve Suite Balletto per pianoforte – dal 1970 si fa chiara l’adesione alla musica seriale, seppure filtrata dalla lezione del suo maestro Franco Donatoni.

Il brano che più incarna questa svolta è Sunyata per soprano e quartetto d’archi, opera che testimonia anche l’avvicinamento di Sinopoli alla filosofia orientale e alla contemplazione del nulla, come recita il testo musicato: “La forma non è diversa dal vuoto, il vuoto non è diverso dalla forma”. Questo sguardo rivolto all’abisso inghiottirà progressivamente e molto rapidamente la voce del compositore: il richiamo fatale del silenzio risulta già evidente in un minuscolo (per la durata) capolavoro come Pour le paradisiers du Peverelli per quartetto d’archi, una fragilissima impalcatura di suoni eretta nel cuore del nulla.

È una contemplazione desolata di un linguaggio che ha ormai esaurito ogni slancio vitale. Nella visione di Sinopoli, la musica è morta da tempo, l’esperienza delle avanguardie non è che un lungo funerale. Perciò smetterà di comporre e si dedicherà a reiventare dal podio la musica del passato: nel futuro aveva smesso di credere.

Giuseppe Sinopoli
MANCHMAL, FOGLIE CHE IL VENTO NON TOCCA
Chamber and choir music (1964-1978)
Prima registrazione mondiale

Clara Polito, soprano
Galina Ovchinnikova, soprano
Alberto Munafò Siragusa, tenore
Vincenzo Bellini String Quartet
Francesco Allegra, pianoforte
Coro Lirico Siciliano
Francesco Costa, direttore

Formato: cd
Etichetta: Da Vinci Classics

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