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Firenze, Teatro della Pergola – Ariadne auf Naxos

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Dato l’organico ridotto Ariadne auf Naxos è un’opera che a Firenze si è sempre data sul palco del Teatro alla Pergola, se si esclude una produzione al Comunale nel 1977. Dopo un quarto di secolo, ritorna quindi nel suo luogo fiorentino usuale, marcando la terza produzione italiana del titolo in soli tre mesi, dopo quelle di Bologna e di Milano. Colpisce questa circostanza anche in virtù del fatto che Ariadne nell’ultimo decennio si era giusto vista nel nostro Paese nel 2019 alla Scala, e per una produzione precedente bisognava risalire a dieci anni prima a Genova. Speriamo dunque di non dover aspettare nuovamente così tanto per rivedere un titolo che nel resto del mondo è di repertorio, e qui è invece rarità, soprattutto se si tratta di un capolavoro del teatro in musica.

Questa nuova produzione nasce nell’ambito dell’84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino e porta la firma di Matthias Hartmann, già conosciuto a Firenze per l’allestimento del Fidelio che ha inaugurato l’Auditorium Zubin Mehta lo scorso dicembre. Nel programma di sala il regista dichiara di voler lasciare la quarta parete per la durata del Prologo, per poi abbatterla durante l’opera così che gli interpreti possono rivolgersi direttamente al pubblico. Gli spettatori vedono quindi prima un dietro le quinte dell’allestimento, rinforzato dal fatto che il sovrintendente Alexander Pereira recita quale collaudato Haushofmeister, per poi scoprire che essi stessi sono i committenti del pastiche creato nell’opera. Se l’idea funziona sulla carta, pur non essendo il massimo dell’originalità, nella pratica sembra più un pretesto per tenere gli interpreti al proscenio fissi a guardare il pubblico, con poche idee di direzione attoriale a sostenere il tutto. Ciò ha quantomeno il pregio di aiutare le voci a espandersi in sala dato che la scenografia, firmata da Volker Hintermeier e valorizzata dalle belle luci di Valerio Tiberi, rende alquanto sorda l’acustica: la casa dell’uomo più ricco di Vienna, lussuosamente arredata con mobili e opere d’arte contemporanea, ha le pareti fatte di frangisole in legno che, per quanto suggestive da vedere con le loro trasparenze, non aiutano le voci a risuonare in sala. La dimora ordinata del Prologo viene poi messa a soqquadro per la rappresentazione dell’opera, in mezzo a un profluvio di oggetti, dalle palme a una grande scritta “NAXOS” in lampadine a simboleggiare l’isola del titolo, ma in cui tutto scivola via senza particolari guizzi o emozioni.

La parte musicale risulta decisamente più apprezzabile a partire dalla direzione di Daniele Gatti, il quale ha più volte dimostrato di essere portato per questo repertorio. Il Maestro dà di Ariadne una lettura analitica e riflessiva, in cui ogni tema viene opportunamente sottolineato senza dare troppa enfasi al bel suono, privilegiando anzi scarti dinamici arditi e meno prevedibili. Tuttavia sa anche accarezzare i temi più cantabili con la giusta patina malinconica e dialoga perfettamente con le voci: esemplare a tal proposito come Bacchus e l’orchestra cantino praticamente all’unisono, in una compenetrazione musicale che raramente si sente. Quella di Gatti può tranquillamente essere considerata una direzione di serie A, anche se il Prologo difetta talvolta di guizzo teatrale, effetto probabilmente dovuto anche a una variazione di cast dell’ultim’ora.

Rispetto alla locandina annunciata, Jessica Pratt, titolare del ruolo di Zerbinetta, si ritira dalla prima recita in seguito alla riscontrata positività al Covid-19. Direttamente da Barcellona, dove stava provando Zauberflöte al Liceu, arriva prontamente Sara Blanch e offre una prestazione di tutto rispetto. La voce risulta ben proiettata e contraddistinta da un timbro chiaro ma mai petulante. La linea poi è omogenea, la coloratura e le agilità ben a fuoco e usate sempre a fini espressivi, così che, anche grazie ai giusti accenti e alla dizione puntuale, il personaggio emerge in tutta la sua forza dirompente.
A confronto Krassimira Stoyanova appare una Ariadne monocroma e sotto tono, in primis per un fraseggio poco pregnante e poi per la costruzione di un personaggio artefatto e ben poco sfumato anche nel Prologo. Il soprano ha tuttavia una solida tecnica che le permette di affrontare anche i passaggi per lei più impervi, soprattutto nei monologhi, uscendo vocalmente indenne da un ruolo comunque non facile. La affianca il Bacchus di AJ Glueckert, che ben risalta nei passaggi più centrali della tessitura, grazie a un fraseggio sbalzato e a un bel volume. Qualche difficoltà si registra nell’intervento di chiusura, ma quello è sempre un problema per chiunque abbia sostenuto questo ruolo.
Michéle Losier offre un ritratto in crescendo del Komponist, brillando soprattutto nella descrizione di Ariadne dopo l’intervento sconvolgente dell’Haushomeister, anche se qualche acuto risulta un po’ al limite della sua tessitura. Apprezzabili risultano comunque il timbro un po’ chiaro, gli accenti e le discrete capacità attoriali. Markus Werba è ormai un collaudatissimo Maestro di Musica e come sempre sa ritagliarsi i suoi momenti anche grazie a una voce tornita che ben risuona nella sala della Pergola. Liviu Holender cesella con fraseggio accurato e morbida emissione il suo Lied “Lieben, Hassen, Hoffen, Zagen”.
Ben assortiti gli altri commedianti interpretati da Luca Bernard (Scaramuccio), Jacoub Eisa (Truffaldino) e Daniel Schliewa (Brighella). Ottimo poi per accento, dizione e presenza scenica il Maestro di Ballo un po’ metrosexual di Antonio Garés. Tra le ninfe, si notano il timbro pastoso di Eleonora Filipponi (Dryade), la tenera voce di Liubov Medvedeva (Echo), e le spigliate agilità di Maria Nazarova (Najade). Chiudono poi il cast il seccato Lakai di Amin Ahangaran, l’Ufficiale di Davide Piva e il Parrucchiere di Matteo Guerzè.
Il pubblico si dimostra attento e partecipe riservando vere ovazioni a Sara Blanch dopo la sua grande aria (unico applauso a scena aperta, praticamente di tradizione), e un vivo successo alla fine delle due parti, con particolare entusiasmo per Werba, Losier, Blanch, Stoyanova e Gatti.

84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino
ARIADNE AUF NAXOS
Opera in un atto con Prologo
Libretto di Hugo von Hofmannsthal
Musica di Richard Strauss

Der Haushofmeister Alexander Pereira
Der Musiklehrer Markus Werba
Der Komponist Michéle Losier
Primadonna/Ariadne Krassimira Stoyanova
Der Tenor/Bacchus AJ Glueckert
Zerbinetta Sara Blanch
Harlekin Liviu Holender
Scaramuccio Luca Bernard
Truffaldino Jacoub Eisa
Brighella Daniel Schliewa
Der Tanzmeister Antonio Garés
Ein Perückenmacher Matteo Guerzè
Ein Lakai Amin Ahangaran
Ein Offizier Davide Piva
Najade Maria Nazarova
Dryade Eleonora Filipponi
Echo Liubov Medvedeva

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Daniele Gatti
Regia Matthias Hartmann
Scene Volker Hintermeier
Costumi Adriana Braga Peretzki
Luci Valerio Tiberi
Nuovo allestimento

Firenze, 7 giugno 2022

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