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Ferrara, Teatro Comunale – Il Farnace

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Storia di un’occasione perduta e recuperata. Con tanto di ammenda da parte di chi provocò l’antico torto. L’occasione mancata è la messa in scena, nel lontano 1739, de Il Farnace di Antonio Vivaldi, nuovo adattamento di un titolo già variamente rimaneggiato dal grande compositore veneziano, in questo caso realizzato espressamente per il Teatro Bonacossi di Ferrara. Il “danno” fu causato del cardinale Tommaso Ruffo, Legato Pontificio nella cittadina emiliana, il quale proibì l’opera a causa dell’eccessiva “confidenza” tra il Prete Rosso e la primadonna Anna Girò, decisamente inopportuna agli occhi della Chiesa. Quella frattura è ora stata recuperata grazie alla decisione del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara di mettere in scena proprio la versione ferrarese del lavoro vivaldiano, consistente in soli due atti, invece che tre, essendo il terzo atto scritto nel 1738 andato perduto. Come annunciato dai media, a voler ulteriormente riparare al torto subito, l’attuale arcivescovo di Ferrara Gian Carlo Perego ha assistito alla prima dello spettacolo.

Complessivamente gradevole, quest’ultimo, affidato alla mano registica sobria e delicata di Marco Bellussi che sceglie di lavorare per sottrazione, affidando alcuni momenti di innegabile suggestione all’efficacia icastica delle scene (firmate da Matteo Paoletti Franzato), ma soprattutto alle luci e alle proiezioni curate rispettivamente da Marco Cazzola e Creative. Nelle note di regia, Bellussi parla di “un clima cupo di incombente luttuosità” e di “un allestimento scenico rigorosamente essenziale e schematico”: diciamo che ha tenuto fede all’impegno. La figura alta, magra, portatrice di una ossuta e inquietante fisicità di Elisabetta Galli, mimo insieme a Davide Craglietto, ha segnato con forza i passaggi registici di maggiore impatto. Belli i costumi di Carlos Tieppo, volutamente non storicizzati ma rappresentativi dei profili caratteriali dei personaggi.

Resta sempre la difficoltà di affrontare un titolo barocco come questo, ove la drammaturgia è di fatto inesistente, la storia irrilevante e tutto è affidato alla ispirazione musicale dell’autore. Che ha conosciuto vertici decisamente più alti in altri lavori, ma che non manca di regalare pagine di luminosa bellezza anche in questo caso. Dal podio dell’ottima Orchestra Accademia dello Spirito Santo, Federico Maria Sardelli conferma una volta di più il suo talento elettivo per questo repertorio, nel segno di una proprietà stilistica che se da un lato serve con sensibilità il canto, dall’altro esalta le ragioni dell’intreccio strumentale. Direzione asciutta, nervosa, quella di Sardelli, quindi molto teatrale.

Il cast faceva leva sulla personalità carismatica di Raffaele Pe nel title role, affrontato dal controtenore lodigiano con la consueta eleganza di fraseggio, sia nell’incisività dei recitativi che nella morbidezza del canto, sempre improntato a un legato ammirevole. Pregevoli il gioco delle sfumature e la proiezione del suono. Al suo fianco un gruppo di interpreti apprezzabili, a cominciare dal Gilade di Francesca Lombardi Mazzulli, la cui voce rotonda e ben emessa ha pure esibito un bel virtuosismo. Molto brave anche Chiara Brunello nei panni della tormentata Tamiri, moglie di Farnace, e Silvia Alice Gianolla quale seducente Selinda, sorella del sovrano, contesa da due uomini. Meno a fuoco l’emissione di Elena Biscuola, Berenice scenicamente fiera. Molto bene hanno fatto Leonardo Cortellazzi (Pompeo) e Mauro Borgioni (Aquilio), mentre perfettibile è il coro istruito da Francesco Pinamonti.
Alla fine, i calorosi applausi per tutti gli interpreti hanno siglato la pace tra Vivaldi e Ferrara.

Teatro Comunale Claudio Abbado – Stagione lirica 2021
IL FARNACE
dramma per musica in due atti
su libretto di Antonio Maria Lucchini
Musica di Antonio Vivaldi
Versione del 1738
Edizione critica a cura di Bernardo Ticci

Farnace Raffaele Pe
Gilade Francesca Lombardi Mazzulli
Tamiri Chiara Brunello
Berenice Elena Biscuola
Pompeo Leonardo Cortellazzi
Selinda Silvia Alice Gianolla
Aquilio Mauro Borgioni
Mimi Elisabetta Galli, Davide Craglietto

Orchestra Accademia dello Spirito Santo
Coro Accademia dello Spirito Santo
Direttore Federico Maria Sardelli
Direttore del coro Francesco Pinamonti
Regia Marco Bellussi
Scene Matteo Paoletti Franzato
Costumi Carlos Tieppo
Luci Marco Cazzola
Video Creativite
Assistente alla regia Elisabetta Galli
Produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
coproduzione Teatro Municipale di Piacenza

Ferrara, 30 dicembre 2021

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