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Concorso Toti Dal Monte, assegnati due ruoli su cinque dei “Capuleti” di Bellini

Si è svolta con vivo successo di pubblico al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, la finale del 50° Concorso Toti Dal Monte, promosso dal Comune di Treviso e dal Teatro Stabile del Veneto. Presentata in modo informale da Tiberio Timperi, la serata ha visto esibirsi alla presenza del sindaco Mario Conte e della giuria presieduta da Giorgio Benati i cinque finalisti che concorrevano per aggiudicarsi i ruoli dell’opera a concorso: I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini.

Quasi una sfida la scelta dei Capuleti, tipico lavoro di transizione che oscilla tra melodramma vecchio e nuovo, “tra rossinismo e romanticismo”. Se l’impianto generale rispetta gli schemi formali della tradizione e viene ancora una volta utilizzata una voce femminile per il ruolo di Romeo, dalla musica lievita una inedita sensibilità romantica, evidente nella purezza di una vocalità intensa e spianata. È evidente che per cogliere la cifra stilistica di un’opera così ardua, contesa tra conservazione e apertura al nuovo, tra stile declamatorio e quello fiorito, e compensarne in qualche modo la debolezza drammaturgica, bisogna disporre soprattutto di voci votate al belcanto che la rendano vitale e attraente. La giuria del Concorso Toti dal Monte ne ha individuate solo due.

Più che meritata la vittoria di Francesca Pia Vitale che si è aggiudicata la parte di Giulietta. Voce piacevole e chiara ma ben timbrata nel medium, il ventiseienne soprano avellinese canta con morbidezza, si muove agevolmente in zona acuta ed è a suo perfetto agio nei momenti in cui devono prevalere la levità, la dolcezza e l’eleganza del canto legato e portato: smorza, rinforza, sa eseguire la messa di voce, se la cava con i trilli. Il fraseggio è accurato e vario, all’occorrenza trova il giusto pathos drammatico. Una Giulietta, dunque, sottratta a connotazioni eccessivamente angelicate e diafane. Si aggiunga la bella presenza scenica e si avrà l’idea di un personaggio a tutto tondo, pronto per il palcoscenico.

Positiva anche la prova di Davide Tuscano a cui è stato assegnato il ruolo di Tebaldo. Dotato di una vocalità che ha i suoi punti di forza nel timbro gradevole, nell’emissione corretta e nello squillo degli acuti, il ventisettenne tenore calabrese risolve adeguatamente anche i passaggi in cui la scrittura gravita su una tessitura centralizzante (Tebaldo, a rigore, sarebbe un ruolo da baritenore). Efficace nei tratti di agilità previsti, sa farsi valere sia nell’espressione lirica che nei momenti di passionalità e ardore guerriero.

Condivisibile la scelta di non assegnare il ruolo di Romeo. La ventisettenne Aoxue Zhu non ha saputo dominare infatti la scrittura ardua della parte, che presenta una tessitura da mezzosoprano-contralto e un’estensione che va dal Sol sotto il rigo al Si acuto. Tra i momenti meno riusciti, la cabaletta “La tremenda, ultrice spada”, dove il mezzosoprano cinese ha praticamente omesso agilità e variazioni nel “da capo”, mentre i Si acuti toccati risultavano fissi e calanti. Discutibile, invece, la scelta di non assegnare il ruolo di Capellio al trentenne Alberto Comes, che ha esibito una voce di basso-baritono ben timbrata, sonora, sostanzialmente corretta nella fonazione. Per una parte da comprimario, priva di arie e dalla scrittura spianata, che cosa si pretendeva: un Pinza redivivo? Non assegnata nemmeno la parte di Lorenzo, per la quale concorreva il basso Nicola Ciancio.

Pregevole il contributo di Giuseppe Marotta, un maestro di grande esperienza che ha accompagnato i cantanti con puntualità e amorevole attenzione ottenendo, nel giro di pochissime prove, il massimo che si poteva ottenere dall’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta.

I due vincitori debutteranno nei rispettivi ruoli nell’allestimento dei Capuleti che andrà in scena la prossima stagione lirica nei Teatri Mario Del Monaco di Treviso, Verdi di Padova, Sociale di Rovigo e Pergolesi-Spontini di Jesi. La giuria ha inoltre assegnato due premi speciali: il primo, consistente in una borsa di studio del valore di 1.500 euro offerta dal Comune di Pieve di Soligo, è andato al più giovane soprano meritevole emerso dal Concorso, Eleonora Boaretto; il tenore Simone Fenotti ha ottenuto invece una borsa di studio di 1.000 euro e un concerto premio in memoria del baritono Paolo Silveri offerti dalla figlia Silvia.