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All’amore immenso – Josè Maria Lo Monaco, mezzosoprano (Glossa CD)

L’8 maggio, nel giorno della Festa della mamma e nel mese dedicato alla Madonna, esce il primo cd singolo del mezzosoprano Josè Maria Lo Monaco, barocchista di valore, intitolato “All’amore immenso”. Se molte possono essere le ragioni che hanno spinto un’artista del suo valore a realizzare un simile progetto discografico, a partire ovviamente da quelle artistiche prima ancora che commerciali, in questo caso, nella scelta del programma, vi si aggiungono anche motivazioni umane. Josè Maria Lo Monaco è infatti da non molto diventata madre di un bellissimo bimbo e, nel lungo periodo di serrata dei teatri a causa del covid, ha cercato di realizzare un progetto che la rappresentasse al meglio, come artista e donna. Ha pensato a un taglio che non fosse scontato, ovviamente incentrato sul barocco; un programma che costituisse un ideale “abbraccio” tra l’amore celeste, quello della vergine Maria, e l’amore terreno, di madre. Per far questo, insieme al complesso Divino Sospiro, diretto da Massimo Mazzeo, ha selezionato pagine sacre dell’epoca aurea del barocco di tematica mariana, o legate alla figura di Maria Maddalena.

Il cd si apre e si chiude con due pagine di Alessandro Scarlatti, con l’aria de La Speranza “Mentr’io godo” e quella de La Penitenza “Starò nel mio boschetto”, entrambe da Il Giardino di Rose. Seguono pagine dall’oratorio La Conversione di Maddalena: “Fugge il tempo”, il recitativo “Al sibilar tremendo” e l’aria “In tiepidi fiumi” di Giovanni Bononcini. Sempre di Bononcini, “Voglio Piangere”, da La Maddalena a’ piedi di Cristo, mentre di Antonio Caldara si ascolta l’aria di Maddalena “In lagrime stemprato” da La Maddalena ai piedi di Cristo. La sinfonia da Il trionfo della Divina Giustizia di Nicola Porpora funge da cuscinetto fra le tre Salve Regina incise: quelle di Leonardo Leo, Alessandro Scarlatti e Domenico Scarlatti. Un programma colto, raffinato, come lo è la voce di Josè Maria Lo Monaco, che ha i tratti gentili di una femminilità elegante, che si riverbera nelle pagine eseguite.

Carlo Vitali, nel suo dotto saggio introduttivo al booklet del cd, ricorda come l’amore di Maria Maddalena, che assistette alla crocifissione del Cristo, rappresenti il simbolo di un amore sacro il cui ardore ha il potere di lavare i peccati della carne. Per questo la sua figura ispirò molti oratori del 600 e 700, così come largamente anche le arti figurative. Ancor più di Maddalena, l’immagine della vergine Maria, madre del Salvatore, piangente dinanzi al figlio morente, ha costituito per l’arte come per la musica sacra un topos imprescindibile di pietismo sacro, di raccoglimento, di potenza di un amore materno eretto ad archetipo di perfezione umana, fino a toccare le corde del divino.
È proprio sul sottile filo di questo amore in bilico fra il terreno e il celeste che il cd intende appunto soffermarsi, seguendo la metafora dell’abbraccio di una madre al proprio figlio quale riflesso di un amore non solo protettivo ma anche spirituale; un amore che accomuna tutti, indistintamente, appianando ogni differenza di genere, etnia, religione o nazionalità.

Una volta ammirato l’intelligente taglio donato al cd, non resta che mettersi all’ascolto. Nel primo brano del cd, “Mentr’io godo”, tratto da Il Giardino di Rose, la voce di Josè Maria Lo Monaco colpisce per l’arte di sfumare i suoni, per il colore mezzosopranile venato di quel patetismo ipnotico, vagamente bucolico, che sposa un andamento musicale nelle cui volute espressive sacre che lo contraddistinguono si sente il profumo d’Arcadia. Così si percepisce anche nel placido andamento di “Starò nel mio boschetto”, tratto dal medesimo oratorio, dove alla grazia vocale si uniscono le figurazioni che richiamano il canto dell’usignolo, accompagnate da un melodizzare pulito, dolce, sempre intriso di comunicativa e grazia espressiva. Non è un caso che l’oratorio fu eseguito a Roma, per volontà del marchese Francesco Maria Ruspoli, lui stesso mecenate, poeta e finanziatore della Accademia dell’Arcadia. All’esecuzione romana, alla quale assistette il fior fiore della nobiltà romana e straniera, prese parte anche il giovane Händel, che accompagnò al cembalo un ricco ensemble strumentale.

La voce di Josè Maria Lo Monaco si mostra subito carezzevole, attraversata da fili di seta che innervano un timbro soffice e intimo, dal vibrato sorvegliatissimo. A fianco della morbidezza d’emissione e della piena consapevolezza stilistica si avverte nel suo canto quel divino sospiro che si percepisce anche nelle pagine di Bononcini, “Voglio piangere”, ma ancor più “In tiepidi fiumi”, dove sulle parole “m’è caro il penar” e “le piaghe d’amore” si coglie quella poesia delle lagrime che si fa quasi affettuosa emozione. La cantante di classe si percepisce anche quando, al momento di intonare l’aria tripartita “In lacrime stemprato”, esegue il da capo raccogliendo i suoni a mezza voce, specchio di un dolore che si china dinanzi alla tragedia terrena della Croce come chiave per una trasfigurazione celeste del pianto terreno.

C’è sempre, nella voce di Josè Maria Lo Monaco, piena consapevolezza di uno stile belcantistico che si fa intima espressione della parola intonata con quel piangente alito di dolore che, attraverso note legate, messe di voci e melodie distese, dona a ogni frase il corretto equilibro espressivo, complice l’intesa perfetta con un ensemble, Divino Sospiro, e un direttore, Massimo Mazzeo, che l’accompagnano cogliendo tinte e colori intime, accorate, delicatamente cameristiche, eppure mai svaporate.
Il tutto a conferma del valore di una cantante formatasi al canto barocco, del quale conosce tutti i segreti, ma anche apprezzata in Rossini. Non a caso, dopo la prova all’Opéra di Monte Carlo dello scorso gennaio, della quale si è riferito su queste colonne, sarà ancora Zaida ne Il turco in Italia alla Staatsoper di Vienna, accanto alla Fiorilla di Cecilia Bartoli, ma prima ancora è attesa a Teatro Royal de Wallonie di Liegi per vestire i panni Donna Elvira in Don Giovanni. Intanto regala, con questo cd d’esordio, una lezione di eleganza. [Rating:4.5/5]

ALL’AMORE IMMENSO

Josè Maria Lo Monaco, mezzosoprano
Massimo Mazzeo, direttore
Divino Sospiro

Etichetta: Glossa
Formato: cd
Registrazione effettuata nella Capela da Bemposta, Lisbona
dall’11 al 14 novembre 2020