Chiudi

Zurigo, Opernhaus – I racconti di Hoffmann

Condivisioni

In attesa di poter riprendere ad andare in scena regolarmente, alla presenza di pubblico (al momento, sono cancellate tutte le attività almeno sino alla fine di aprile), anche l’Opernhaus Zürich sta offrendo spettacoli in live streaming. Dopo un discutibile e caotico allestimento di Orphée et Euridice di Gluck, è ora la volta di una nuova produzione di uno dei titoli più noti di Jacques Offenbach, l’opéra-fantastique in cinque atti Les Contes d’Hoffmann, proposta domenica 11 aprile a sala vuota in diretta sul sito del teatro (il video è disponibile gratuitamente  fino al 30 aprile a questo link).
Firma la regia il sovrintendente dell’Opernhaus, Andreas Homoki. Con coerenza, brio e intelligenza, Homoki dà vita a uno spettacolo godibilissimo, fedele al libretto e dinamico pur nella sua semplicità, caratterizzando con gusto i personaggi e inserendo momenti di forte impatto (uno fra tutti, la morte di Antonia). La scarna scenografia di Wolfgang Gussmann, dominata dal colore nero e da pochi attrezzi scenici (quali un sofà a righe, un pianoforte, un lampadario di cristallo, una botte di vino), è suddivisa in due da una parete che, aprendosi al centro a forma di trapezio, mostra in secondo piano e in posizione leggermente rialzata un pavimento optical inclinabile di piastrelle Escher, spazio dove si svolgono le vicende delle tre donne incontrate da Hoffmann. La tetraggine delle scene è ravvivata dai bei costumi, di taglio ottocentesco, a firma di Gussmann stesso e di Susana Mendoza, caratterizzati da cromie quali il blu scuro, le sfumature del rosa e del viola, il blu elettrico e il rosso cupo. Efficaci e non invadenti le luci di Franck Evin, nell’economia di un allestimento sobrio e pulito, nel quale coesistono senza forzature elementi quali l’eccentricità, la fantasia, il tragicomico, il sentimentalismo.

Alla guida della Philarmonia Zürich, posta in una sala di registrazione attigua e trasmessa in diretta grazie a una tecnologia all’avanguardia, Antonino Fogliani affronta la partitura con raffinatezza, verve, solidità e coesione, sbalzando con nitida puntualità e con garbo ogni singolo dettaglio, ottenendo dalla compagine svizzera sonorità brillanti che, nei momenti di maggior languore, si alleggeriscono in soffici pennellate di consistenza serica.

Di buon livello la compagnia di canto scritturata. Debutta nel ruolo del protagonista Saimir Pirgu. Stando all’ascolto in streaming, il tenore albanese esibisce una vocalità solare e di schietto colore mediterraneo, ben estesa e squillante in acuto, vigorosa ma, all’occorrenza, stemperata con morbidezza ed eleganza in suoni delicati e sfumati.
Nei molteplici panni del villain Lindorf/Coppélius/Le docteur Miracle/Le capitaine Dapertutto, il basso-baritono inglese Andrew Foster-Williams si distingue per l’eleganza del fraseggio e la cura nella dizione; la voce, timbricamente chiara, risuona omogenea nell’emissione, a eccezione del registro grave a tratti opaco. Strumento vocale aggraziato e di tinta sopranile, non sempre a fuoco nelle note basse, il mezzosoprano ucraino Alexandra Kadurina (La Muse/Nicklausse) brilla per musicalità e leggiadria.
Una piacevolissima scoperta, per il sottoscritto, è il soprano statunitense Katrina Galka, un’Olympia dalla vocalità puntuta e cristallina nei vorticosi virtuosismi dell’aria “Les oiseaux dans la charmille”, affrontati con freschezza e naturalezza, credibile nella parte della bambola (resa, vivaddio, senza quegli stucchevoli movimenti meccanici ai quali siamo abituati). Luminosa e di pregnante potenza drammatica l’Antonia del soprano russo Ekaterina Bakanova, interprete accorata e corretta nell’emissione, puntuale nelle note alte e intensa nel fraseggiare. L’affascinante australiana Lauren Fagan indossa con sensualità gli abiti della cortigiana Giulietta, alla quale dona una voce sopranile suadente, screziata di avvolgenti bruniture nel registro medio-grave.
Valida la folta schiera dei comprimari. Tra questi, vogliamo almeno ricordare la notevole poliedricità e la spigliatezza del tenore americano Spencer Lang (Andrès/Cochenille/Frantz/Pitichinaccio), ben noto al pubblico abituale dell’Opernhaus; l’adamantina Stella del soprano Erica Petrocelli; il sonoro Maître Luther del basso Valeriy Murga; Judith Schmid (La Voix de la tombe), vocalità mezzosopranile di velluto; la signorilità del basso-baritono tedesco Yannick Debus (Hermann) e la baldanza del tenore bosniaco Omer Kobiljak (Nathanaël). Come sempre incisivi e calibrati gli interventi del Coro (anch’esso in sala prove assieme all’Orchestra), sapientemente guidato da Janko Kastelic.
Una produzione nel complesso ben riuscita che, speriamo, possa essere riproposta, alla presenza degli spettatori, se non nelle quattro recite originariamente calendarizzate per il mese di maggio, almeno in una delle prossime stagioni zurighesi.

Opernhaus Zürich – Stagione 2020/21
LES CONTES D’HOFFMANN
Opéra-fantastique in cinque atti di Jacques Offenbach
Libretto di Jules Paul Barbier

Hoffmann Saimir Pirgu
La Muse/Nicklausse Alexandra Kadurina
Olympia Katrina Galka
Antonia Ekaterina Bakanova
Giulietta Lauren Fagan
Stella Erica Petrocelli
Lindorf/Coppélius/Le docteur Miracle/Le capitaine Dapertutto Andrew Foster-Williams
Andrès/Cochenille/Frantz/Pitichinaccio Spencer Lang
Maître Luther Valeriy Murga
Hermann Yannick Debus
Nathanaël Omer Kobiljak
Wolfram Andrei Skliarenko
Wilhelm Oleg Davydov
Spalanzani Iain Milne
Crespel Wieland Satter
La Voix de la tombe Judith Schmid
Peter Schlémil Thomas Erlank

Philharmonia Zürich
Chor der Oper Zürich
Statistenverein am Opernhaus Zürich
Direttore Antonino Fogliani
Maestro del coro Janko Kastelic
Regia Andreas Homoki
Scene Wolfgang Gussmann
Costumi Wolfgang Gussmann, Susana Mendoza
Aiuto scenografo Thomas Bruner
Luci Franck Evin
Aiuto coreografo Arturo Gama
Drammaturgia Beate Breidenbach
Nuova produzione Opernhaus Zürich

Diretta streaming da Zurigo, 11 aprile 2021

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino