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Vicenza in Lirica 2021 – La Betulia liberata

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Un uomo a quindici anni. Parafrasando Despina, così si potrebbe sintetizzare l’impressione dall’ascolto de La Betulia liberata, oratorio composto da Mozart proprio all’età che – oltre un secolo dopo e per un altro grande compositore – sarà invece stigmatizzata come quella “dei giochi e dei confetti”. Non giochi e confetti per il giovane Wolfgang che, certo guidato dall’ingombrante padre Leopold, a 15 anni è già in grado di scrivere un lavoro di sconcertante bellezza e originalità. Non una novità nel senso stretto del termine, trattandosi di un oratorio che si colloca nel solco della tradizione sacra, scritto quarant’anni prima da Pietro Metastasio e da trenta musicato da Niccolò Jommelli. Tuttavia, nella musica già si avvertono i germogli del Mozart maturo, un compositore che, in un certo senso, con il passare del tempo non cambia ma cresce. Su un testo forgiato con classica eleganza dal poeta, il Cigno di Salisburgo ricama melodie ora assorte nella loro contemplativa bellezza, ora attraversate da un fremito di languore o di accorato tormento. E se in alcune arie Mozart paga un pegno al virtuosismo così in voga al momento, ma stando ben attento a che non si riduca a esteriore esibizione, nel lungo recitativo col quale Giuditta racconta l’uccisione di Oloferne siamo di fronte a un momento di autentico teatro.

Bene ha fatto dunque il Festival Vicenza in Lirica a inaugurare la sua nona edizione con questa gemma, eseguita – come di consueto – entro quello scrigno di inaudita bellezza che è il Teatro Olimpico. Sul palco, l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Comin, il Coro Iris Ensemble e un sestetto di giovani e validi interpreti. D’altra parte, da sempre la rassegna diretta da Andrea Castello scommette sui giovani (“L’opera è giovane” è anche lo slogan scelto per questa edizione), come dimostra la presenza nel ricco calendario di masterclass e produzioni che li vedono protagonisti. L’esito musicale è nel complesso di qualità. Comin tiene bene le fila del discorso, nel segno di una teatralità più preromantica che settecentesca: una direzione fluida e luminosa, capace di evidenziare l’unitarietà di una musica permeata molto più da sentimenti che da effetti. I tempi, in particolare, sono organizzati in modo da generare una tensione frutto non tanto di violenza timbrica quanto di continua pulsazione drammatica.

Nile Senatore affronta con proprietà stilistica, eleganza di fraseggio e grande musicalità l’impegnativo ruolo di Ozia, che peraltro richiede anche spiccate doti virtuosistiche. Che il giovane tenore possiede, ma che talvolta risolve alleggerendo troppo la voce, soprattutto in alto. Il contralto Alessandra Visentin vanta uno strumento di bella brunitura in ogni registro e si fa apprezzare per una lettura incisiva del ruolo di Giuditta, sia nelle pagine di ispirazione lirica che in quelle più mosse, nonché nel lungo recitativo citato, ove trova accenti di vibrante intensità. Il soprano Paola Leoci è una eccellente Amital, dall’emissione controllata e stilisticamente rifinita, mentre Caterina Meldolesi disegna una Cabri di dolcissima purezza, complice l’intrinseca preziosità del timbro e la morbida e pastosa linea di canto. Patrizio La Placa, la cui voce ha un bel colore baritonale, veste i panni di un espressivo Achior, mentre il mezzosoprano Véronique Valdès si fa molto apprezzare per lo slancio teatrale col quale affronta la sua unica aria. Puntuale l’intervento del coro istruito da Marina Malavasi, in grado di ravvivare le pagine a esso affidate. Vivo il successo per tutti.

Festival Vicenza in Lirica 2021
LA BETULIA LIBERATA
Oratorio sacro in due parti per soli, coro e orchestra K 118
Libretto di Pietro Metastasio
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Ozia Nile Senatore
Giuditta Alessandra Visentin
Amital Paola Leoci
Archior Patrizio La Placa
Cabri Caterina Meldolesi
Carmi Véronique Valdès

Orchestra di Padova e del Veneto
Coro Iris Ensemble
Direttore Marco Comin
Maestro del coro Marina Malavasi

Vicenza, Teatro Olimpico, 28 agosto 2021

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