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Verona, Teatro Filarmonico – Zanetto

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Una favola liberty sull’impossibilità dell’amore. Zanetto è la sesta opera di Pietro Mascagni, che dopo il successo di Cavalleria rusticana scrisse con il ritmo sostenuto di un titolo all’anno, fino proprio a questo singolare lavoro, destinato agli studenti del Conservatorio di Pesaro, del quale era direttore. Si tratta di una sorta di Cavaliere della rosa ante litteram, con la penna intinta nell’inchiostro di un decadentismo estenuato, ricco di afrori erotici, ma di un erotismo trattenuto, alluso e sussurrato, proprio per questo ancor più intrigante. Il soggetto, affidato ai fidi librettisti Targioni-Tozzetti e Menasci, è ricavato da Le passant (1869) di François Coppée, pièce che diede a Sarah Bernhardt l’occasione di mettere in luce il suo talento.

Due soli i personaggi in scena, introdotti da una pregevole pagina corale priva di testo e di accompagnamento orchestrale, cantata dietro le quinte: la bellissima cortigiana Silvia, stanca di amori fugaci e disillusa dalla vita, e il giovane cantastorie Zanetto, interpretato da un mezzosoprano en travesti. L’opera, ambientata nella campagna fiorentina in epoca rinascimentale, si sviluppa nel dialogo tra le due voci femminili, di fatto senza azione: in fondo, è l’incontro di due solitudini che si osservano, esercitano e subiscono un fascino reciproco, ma alla fine non si intrecciano in un percorso comune. La scrittura musicale, poi, è raffinata, pur se asciutta e parca di mezzi, facile all’involo melodico, con i suoi rimandi alla romanza da camera e allo stornello. Zanetto è stata anche la prima recita con pubblico in presenza al Teatro Filarmonico di Verona, preceduta da una prima parte denominata “Antologia verista”, con alcune pagine tratte da opere di Catalani e Cilea, oltre che di Mascagni, affidate alla sola orchestra.

La partitura ha trovato nella direzione di Valerio Galli una lettura incisiva, capace di evidenziarne il respiro decadente ma senza correre il rischio di scivolare nello stucchevole. In particolare, il direttore toscano ha saputo giocare con una tavolozza timbrica cangiante, evocando efficacemente quel chiaroscuro che tanta parte ha nella tinta di quest’opera, ponendo al contempo giusta attenzione allo slancio lirico e alla trasparenza dei piani sonori. Donata D’Annunzio Lombardi era una Silvia perfetta per bellezza di voce, chiara, duttile e corposa, nonché per una squisita sensibilità di interprete, favorita certo dalla seducente presenza scenica. Altrettanto convincente lo Zanetto di Asude Karayavuz, timbro ambrato di autentico mezzosoprano, molto musicale ed espressiva.

Il regista Alessio Pizzech intercetta la natura decadente e floreale del titolo scegliendo un’ambientazione di inizio Novecento, con una regia elegante e sobria, ove i personaggi si sfiorano senza mai toccarsi. Necessità delle recite in tempi di Covid, ma anche spunto coerente con lo spirito dell’opera mascagnana. Raffinato e perfettamente in linea con l’idea registica l’impianto scenico di Michele Olcese, costituito dal letto di lei e un bosco entro cui si muove il protagonista. Alle due interpreti, Pizzech ha affiancato un aitante mimo che apre e chiude lo spettacolo nelle vesti di un amante di Silvia. Efficaci le luci di Paolo Mazzon e coerenti con l’insieme i costumi di Silvia Bonetti.
Molto bene ha fatto l’orchestra nella prima parte della matinée, facendo apprezzare la vivacità di scrittura dell’ouverture da Le maschere, nonché la preziosa trama di Catalani e Cilea, l’afflato romantico del Ratcliff e l’emozione dell’intermezzo da Cavalleria.

Teatro Filarmonico – Stagione 2021
ANTOLOGIA VERISTA
Pagine orchestrali di Mascagni, Catalani e Cilea
ZANETTO
Opera in un atto su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
Musica di Pietro Mascagni

Silvia, cortigiana Donata D’Annunzio Lombardi
Zanetto, giovane poeta e cantore Asude Karayavuz

Orchestra e coro della Fondazione Arena di Verona
Direttore Valerio Galli
Maestro del coro Vito Lombardi
Nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona

Verona, 9 maggio 2021

Photo credit: Ennevi

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