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Trieste Estate 2021 – Un itinerario dantesco con Manuela Custer

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Nell’ambito dei Concerti Straordinari organizzati a margine della 89° Stagione organizzata dalla Società dei Concerti di Trieste e inserito nel cartellone Trieste Estate 2021 del Comune di Trieste, si è svolto alla Chiesa evangelica luterana un concerto di particolare interesse, sia per il programma di raro, se non rarissimo, ascolto, sia per la qualità dell’esecuzione. Intitolato Un itinerario dantesco, possiamo osare affermare che, nell’ambito delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte del sommo Poeta, esso costituisse uno degli appuntamenti più stimolanti per la cospicua selezione di composizioni su testi dell’Alighieri o su adattamenti tratti da essi. La scelta invitava a riflettere non tanto sulla centralità di Dante quale summa della cultura del suo tempo e origine, in senso letterale, di quella a venire, ma su quali aspetti dei suoi versi abbiano colpito i compositori che vi si sono accostati e su come, nel periodo considerato, grosso modo dagli inizi dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, sia mutato l’approccio compositivo.

Così, se il recitativo ritmato “Farò come colui che piange e dice” di Rossini, sui versi 127-138 del V canto dell’Inferno, quello di Paolo e Francesca, ci si presenta, di fatto, all’ascolto come un’aria da camera piuttosto rispettosa della metrica, ma poco caratterizzata, e la Storiella d’amore “Noi leggevamo insieme”, di Giacomo Puccini su un testo del Ghislanzoni, si piega a toni ancor più lievi e maggiori libertà ritmiche, per ricreare in modo del tutto originale l’atmosfera in cui si le parole di Francesca ricollocano lo sbocciare dell’amore che l’ha dannata con il suo amante, ecco che il più ampio brano “Alcuni tratti della Divina Commedia di Dante Alighieri” di Luigi Confidati, per voce e quartetto d’archi, tratta il medesimo episodio attingendo a un più ampio stralcio del Canto e facendone una vera e propria scena lirica che indaga il trasmutare degli affetti dei due amanti e di Dante-personaggio nel sentirne il racconto. Dei brani ispirati al medesimo episodio quello che più ne coglie la teatralità e la traduce in una pagina di stampo prettamente romantico è invece quello di Amilcare Ponchielli sul medesimo testo del Ghislanzoni.

Altro grande personaggio, fra quelli incontrati da Dante nel suo viaggio, è Pia (vv. 130-136 del Canto V del Purgatorio), che secondo i commentatori antichi sarebbe stata discendente della famiglia dei Tolomei e che il marito avrebbe fatto uccidere per sposare Margherita Aldobrandeschi, o secondo altre fonti, per gelosia, e la cui storia fu oggetto nell’Ottocento di un melodramma di Donizetti. A musicare i pochi versi che Dante le dedica, fu Filippo Marchetti, compositore oggetto di recenti riscoperte (Ruy Blas, Romeo e Giulietta), il quale qui coglie il pathos sfumato del breve episodio concentrandolo in una pagina dalla drammaticità raccolta.

Ancora dal Purgatorio vengono i versi musicati da Domenico Alaleona, inclusi nella raccolta Canti di Maggio op. 6: Matelda. Siamo nel XXVIII canto quando, nel Paradiso Terrestre, Dante incontra una fanciulla che si gía / cantando e scegliendo fior da fiore; la figura pare scaturire dalla visione di pace e di aspettativa che si coglie nella divina foresta spessa e viva in cui il Poeta è giunto, e su questo particolare aspetto di gaiezza evanescente pare concentrarsi Alaleona, con una scrittura a tratti diafana e giocata su un’armonia fatta di trasparenze lievi, in una pagina forse fra le più suggestive e fedeli alle immagini dantesche dell’intero concerto.

Castelnuovo-Tedesco, autore di una ricca raccolta di musica vocale, musicò quattro sonetti di Dante da La Vita Nova (opera 41), di cui due sono stati inclusi nel programma presentato a Trieste: “Cavalcando l’altr’ier per un cammino” e “Deh, peregrini che pensosi andate”; in essi l’autore si mostra rispettoso del verso dantesco e attento a cogliere echi arcaici nella conduzione melodica, mentre tre sono le versioni del celebre sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare” riproposte: quelle di Stanislao Gastaldon, di Hans von Bülow e, interessantissima riscoperta, quella di Mario Pilati, autore quasi completamente dimenticato, scomparso prematuramente a soli 35 anni e rappresentante di quel ricchissimo quanto poco conosciuto gruppo di compositori italiani vissuti fra le due guerre.

A dare voce a questo ricco programma che culminava nella magnifica Cantata a voce sola di soprano con accompagnamento di due violini, viola e violoncello di Francesco Morlacchi, sui versi di un’ampia porzione del canto XXXIII dell’Inferno in cui Dante incontra il Conte Ugolino, era Manuela Custer in ottima forma vocale. Dominando con provetta tecnica le diverse scritture musicali, Custer ha offerto una raffinata esecuzione delle pagine proposte, segnalandosi per aderenza stilistica e rara sensibilità e offrendo il meglio di sé nella drammatica lettura del racconto di Ugolino. La cantante ha saputo attingere a una ricchissima tavolozza dinamica trovando accenti rispondenti di volta in volta tanto alla parola del Sommo quanto alle esigenze della musica. Ma non si può non riconoscere il concorso al successo offerto dal Maestro Raffaele Cortesi che al pianoforte ha sfumato, arricchendoli, i colori trovati dalla solista, equilibrando con giusto tocco il riverbero della sala (bellissimi i timbri e le trasparenze degli arpeggi esibiti nella pagina di Alaleona) e dall’ottimo Quartetto Dafne (i Maestri Samuel Angeletti Ciaramicoli, Federica Barbali, Paolo Pasoli e Antonino Puliafito) impegnato nelle composizioni di Confidati e di Morlacchi.

Un solo bis, ovviamente dantesco, ha visto tutti gli applauditissimi interpreti riuniti: l’Ave Maria dai Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi, composta per sfida sulla scala enigmatica pubblicata sulla Gazzetta Musicale di Milano e su testo di Arrigo Boito, volgarizzato da Dante. E come il Poeta, testimone di un’Italia frantumata in comuni e fazioni in lotta, Verdi, che cantò un paese in lotta per la propria unità politica e culturale, ci ha guidati, con questa breve pagina, a contemplare un frammento di Paradiso.

Trieste Estate 2021
UN ITINERARIO DANTESCO
Pagine di Rossini, Marchetti, Puccini, Castelnuovo-Tedesco,
Confidati, Gastaldon, H. von Bülow, Ponchielli, Pilati, Alaleona, Morlacchi

Manuela Custer, soprano
Raffaele Cortesi, pianoforte
Quartetto Dafne, quartetto d’archi

Concerto organizzato in collaborazione
con la Società dei Concerti di Trieste
Trieste, Chiesa evangelica luterana, 30 agosto 2021

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