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Torino, Regio Opera Festival 2021 – Il barbiere di Siviglia

Il prossimo 16 settembre si conosceranno nel dettaglio sedi e programma del progetto Regio Metropolitano, che accompagnerà la programmazione autunnale del teatro lirico torinese, attualmente chiuso per la messa a norma del palcoscenico. Alle battute finali è invece la stagione estiva del Regio Opera Festival nel Cortile di Palazzo Arsenale, sede rivelatasi suggestiva oltre che nell’insieme ottimale a ospitare i diversi appuntamenti di un cartellone protrattosi da giugno e settembre, ora in procinto di concludersi con le recite de Il barbiere di Siviglia di Rossini.

Lo spettacolo, firmato dalla regia di Vittorio Borrelli, con scene di Claudia Boasso e costumi di Luisa Spinatelli, riprende una produzione ben nota ai torinesi, nata per essere rappresentata all’aperto, quando debuttò alle Serre Reali della Margaria del Castello di Racconigi nell’estate del 2007, in seguito ripresa diverse volte al chiuso, al Teatro Regio. L’allestimento ora ritorna, come quando era nato, nella sua originaria versione en plein air, utilizzando scenicamente un impianto formato da una serie di periacti: torri sceniche prismiche triangolari che si muovono agevolmente mostrando su ogni faccia il disegno di ambienti formati facendo ruotare le strutture su se stesse ad ogni mutar di scena. Si passa dall’alba delle strade di Siviglia agli interni della casa di Don Bartolo e la narrazione, così come i cambi di scena, scorrono agili e veloci. Si vede tutto quanto ci si aspetta dal Barbiere di Siviglia, per uno spettacolo nato nel segno della più sana tradizione dell’opera buffa rossiniana. Vittorio Borrelli, direttore di scena del Regio di Torino, uomo di teatro di risorse preziosissime, mette a frutto tutta la sua esperienza e conoscenza del teatro comico, memore di quella tradizione teatrale zampillante di sorgiva teatralità, carica di gag e della gioiosa effervescenza che caratterizza le sempre godibili e divertenti controscene buffe. Per di più, rispetto al passato, lo spettacolo ha mantenuto i momenti migliori e si è ripulito di taluni eccessi. Insomma, è un Barbiere sempreverde, che non annoia mai.

A questo si aggiunga che, per render interessante e meno scontata l’ennesima ripresa dello spettacolo, il Regio mette in campo un cast vocale in parte formato da giovani promesse da ascoltare con interesse e ammirazione. È il caso del baritono moldavo Andrej Žilikhovskij, un Figaro a centrifuga vitale continua, dotato di una voce bella, facile, sonora e ampia, così ricca che talvolta, forse per eccesso di esibizione, tende a mostrarsi non ancora del tutto abile nel proiettarla evitando di affondare alcuni suoni rendendoli non sempre rotondi rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un patrimonio vocale come il suo. Canta la celebre cavatina d’ingresso, il duetto con il Conte e quello con Rosina mostrandosi gagliardo in acuto, ma c’è da essere certi che col tempo, oltre alla indubbia prestanza vocale e fisica, unirà anche un fraseggio più vario e attento alla parola. Un baritono comunque da risentire e un Figaro adrenalinico allo stato puro, di schietta comunicativa, vero demiurgo della vicenda, come vuole la parte.
Giovane è anche il tenore statunitense Jack Swanson, recentemente ascoltato al Rossini Opera Festival di Pesaro, dove ha cantato Florville ne Il signor Bruschino. Qui veste i ben più impegnativi panni del Conte d’Almaviva e offre una prova nell’insieme apprezzabile per stile ed eleganza, anche se le agilità sono ancora perfettibili e il registro acuto non sempre a fuoco, tendente a perdere di smalto e a sbiancarsi. Miriam Albano, Rosina, è un mezzosoprano molto chiaro, o se si vuole un soprano corto; patisce qua e là la scrittura grave e centrale, dove il canto appare privo di polpa sonora, eppure interpreta la parte con freschezza femminile più che con scaltra intelligenza espressiva da vera prima donna buffa. I pregi finiscono per prevalere sulle riserve, anche perché canta sempre bene, quando non benissimo, soprattutto l’aria della lezione, dove mostra garbo e gusto.
Marko Mimica si conferma fra i migliori interpreti odierni di Don Basilio e nella “Calunnia”, nonostante un fraseggio ancora poco sottile e insinuante, sfoggia ampiezza sonora, grana vocale da autentico basso-baritono e insolente fermezza di suono in acuto. Anche José Fardilha, che è il veterano della compagnia, è un Don Bartolo che, nonostante qualche suono arrugginito e sillabati non sempre sgranati con precisione nell’aria “A un dottor della mia sorte”, domina la parte in virtù dell’esperienza e del misurato controllo del gesto scenico, ben guardandosi dal cadere nel rischio di fare del personaggio una macchietta buffa. La medesima esperienza sostiene la prova di Laura Cherici, ammirevole nella spiritosa recitazione che fa della sua Berta una donna matura ancora in preda a poco controllati bollori sensuali (impareggiabili sono poi i suoi spiritosissimi starnuti), oltre che di fine musicalità e bel timbro nel dar compiuto e sapido rilievo espressivo alla sua aria. Completano il cast il Fiorello assai ben cantato di Lorenzo Battagion, baritono in forza nel Coro del Regio ma con risorse vocali da solista, Riccardo Mattiotto come Ufficiale e il mimo Alberto Deichmann, Ambrogio.

Altro punto di forza di questo Barbiere di Siviglia torinese viene dalla bacchetta del maestro Giuseppe Finzi, che dirige e accompagna anche i recitativi al fortepiano. Fin dalla Sinfonia emerge una lettura raffinata, che persegue l’eleganza del suono, sempre pulito e lucido, prima ancora che le dinamiche e i contrasti ritmici. Non affretta i tempi ma sa dosare con equilibrio i crescendo e organizza un concertato finale del primo atto leggero e in punta di penna, quasi ricamato da un’Orchestra del Regio che suona con precisione e senza sbavature.
Grande successo finale e altre tre recite in programma, l’11, 15 e 18 settembre, vicine al tutto esaurito. [Rating:4/5]

Torino, Regio Opera Festival 2021
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Melodramma buffo in due atti
Libretto di Cesare Sterbini
Musica di Gioachino Rossini

Il conte d’Almaviva Jack Swanson
Don Bartolo José Fardilha
Rosina Miriam Albano
Figaro Andrej Žilikhovskij
Don Basilio Marko Mimica
Berta Laura Cherici
Fiorello Lorenzo Battagion
Un ufficiale Riccardo Mattiotto
Ambrogio (mimo) Alberto Deichmann

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Direttore d’orchestra Giuseppe Finzi
Maestro del coro Andrea Secchi

Regia Vittorio Borrelli
Scene Claudia Boasso
Costumi Luisa Spinatelli
Luci Andrea Anfossi
Allestimento Teatro Regio Torino

Torino, Cortile di Palazzo Arsenale, 9 settembre 2021