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Stresa Festival 2021 – Stefano Bollani rilegge Jesus Christ Superstar

Giunto alla sua 60ª edizione, un traguardo davvero importante, lo Stresa Festival decide di festeggiare in grande stile, proponendo (come sempre, del resto) eventi prestigiosi con nomi di richiamo. Tra i concerti di luglio, dedicati alla musica jazz, la serata forse più attesa era quella con il poliedrico pianista Stefano Bollani, reduce dal recente successo della sua trasmissione televisiva Via dei Matti n°0, andata in onda su Rai3 tra marzo e maggio. La richiesta di partecipazione è stata così ampia che l’artista, in accordo con il Festival, ha deciso di esibirsi nello stesso giorno in un doppio appuntamento con identico programma, alle 18 e alle 21 (noi abbiamo seguito il primo dei due); inutile precisare come, in entrambi casi, i biglietti siano andati esauriti in pochi giorni.

In Piano Variations on Jesus Christ Superstar (questo il titolo del recital pianistico), Bollani esegue un omaggio personalissimo all’opera rock di Andrew Lloyd Webber su testi di Tim Rice Jesus Christ Superstar, in una tournée che toccherà, nelle prossime settimane, località italiane ed estere quali Lione, Firenze, Taranto, Gardone Riviera, Macerata, Basilea, Parigi e Londra. La serata trae spunto dall’omonimo album di Bollani, uscito nella primavera del 2020 per l’etichetta indipendente Alobar, in cui il musicista milanese, con il consenso di Lloyd Webber, si accosta alla partitura di Jesus Christ Superstar reinterpretandola con estro e giocosità, in un’inedita versione strumentale per pianoforte solista; per l’occasione, lo strumento è intonato a una frequenza di 432 hertz, così da ottenere un suono maggiormente caldo, intenso e avvolgente. Un amore duraturo e profondo, quello che lega Stefano Bollani al celeberrimo musical degli anni Settanta: adolescente quattordicenne, vede per la prima volta il film del 1973 con protagonista Ted Neeley, e ne rimane stregato, tanto da ispirarsi liberamente all’opera cult di Lloyd Webber per creare un arrangiamento rispettoso dell’originale ma che se ne discosta in toto o quasi.

Il concerto ha luogo all’aperto, presso il suggestivo Lungolago La Palazzola di Stresa, con affaccio panoramico sul Lago Maggiore e sull’Isola Bella; rispetto alle trascorse edizioni, però, c’è un’importante novità. Su espresso volere di Mario Brunello, neodirettore artistico della kermesse e convinto fautore di una svolta green della manifestazione, gli ospiti si esibiscono su di un Palco Acustico in legno di larice e abete scurito con procedimento naturale, trasportabile e assemblabile e illuminato con luce riciclabile; progettato dallo studio multidisciplinare AMDL CIRCLE e dall’architetto e designer Michele De Lucchi, questo dispositivo a impatto zero ha la forma di una conchiglia ed è pensato come una scenografia errante che funge da cassa di risonanza per il suono senza l’ausilio di componenti elettroniche.
Istrionico, magnetico, scanzonato, Bollani ha subito conquistato gli ascoltatori (tra i presenti, anche un emozionato Renato Pozzetto) con molteplici caratteristiche, dando vita a un esuberante one man show: il virtuosismo funambolico e travolgente; la presenza scenica carismatica; la spigliatezza; la mimica sbarazzina; l’indole schietta; l’approcciarsi alla tastiera visceralmente e con passione, quasi danzando con tutto il corpo nell’assecondare le melodie; la libera e immediata interpretazione dello spartito di Lloyd Webber. Dopo un Preludio delicato e leggero, composto da Bollani stesso, seguendo la trama della storia vengono via via snocciolati con fluidità e agilità, per oltre un’ora, i motivi più noti dell’opera rock. Riconosciamo così, per esempio, le sonorità corrusche del dubbio che attanaglia Giuda in “Heaven On Their Minds”; la maestosità di “This Jesus Must Die”, con uno dei temi più celebri dell’intera partitura; la luminosità puntuta e leggiadra dell’ingresso a Gerusalemme di Gesù (“Hosanna”); la dolcezza anelante e struggente dell’aria di Maria Maddalena “I Don’t Know How To Love Him”, uno dei momenti forse più toccanti della serata; l’eccentricità sgargiante di sapore vaudeville della “King Herod’s Song”. Il tutto trasfigurato e filtrato dal linguaggio guizzante, giocoso ed estemporaneo di Stefano Bollani, vero e proprio mattatore camaleontico, con richiami spontanei a tradizioni e generi musicali tra i più disparati, dal jazz allo swing, dalla musica colta alla sigla della sitcom statunitense Tre nipoti e un maggiordomo. Il flusso pirotecnico e coinvolgente di note è inframmezzato da brevi interventi esplicativi dell’artista, non privi di brio (uno fra tutti quello su Ponzio Pilato, oggi rivalutato e ritenuto esempio da seguire perché “si lava le mani” – una delle norme vigenti per contrastare la pandemia tuttora in corso), e dagli immancabili applausi del pubblico, divertito e partecipe.

Al termine, accoglienza trionfale ricambiata dall’esecuzione di un bis atipico, nel quale Bollani ha suonato e cantato, proponendo un omaggio alle proprie origini milanesi: la canzone umoristica “Sopra i vetri”, su testo di Dario Fo e musica di Fiorenzo Carpi, portata al successo da Enzo Jannacci negli anni Sessanta. Il tutto nella splendida cornice del Lago Maggiore con, di sottofondo, il cullante sciabordio delle acque lacustri, increspate da una lieve brezza. [Rating:5/5]

Lungolago La Palazzola, Palco Acustico – Stresa Festival 2021
PIANO VARIATIONS ON JESUS CHRIST SUPERSTAR

Pianoforte Stefano Bollani
Stresa, 17 luglio 2021