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Reggio Emilia, Teatro Municipale Valli – Il barbiere di Siviglia

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Premessa: il teatro senza pubblico è un ossimoro. Non dico nulla di nuovo né in generale, né nel particolare delle narrazioni di questo nostro tempo sospeso. Eppure, anche ripetere l’ovvio può aiutarci nel tentativo di capire il mondo in cui viviamo. E così, lo ripeto: il teatro vive con, per e attraverso il pubblico. E il teatro d’opera in particolare, per realizzarsi (nel senso più profondo del termine: diventare realtà), non può prescindere dalla presenza materiale, corporea, delle persone in sala. È nella tensione che si instaura all’incontro fisico tra l’opera d’arte, i suoi (ri)creatori e il pubblico che il teatro acquista significato; è nel respiro coordinato di palcoscenico e platea che il teatro diventa alcova dei sensi, palestra di civiltà, scuola (per dirla con Lorenzo Bianconi) di sentimenti.

Tornare in un palchetto del Teatro Valli di Reggio Emilia, assistere a una rappresentazione del Barbiere di Siviglia di Rossini fatta per essere registrata e trasmessa in streaming e purtuttavia aperta a una sparutissima compagine di addetti ai lavori, ha significato (almeno per me) scambiare un frammento di vita con la forma d’arte più straordinaria e complessa che il mondo occidentale sia stato in grado di inventare. Verranno tempi migliori, il pubblico tutto tornerà in sala: ora occorre giocoforza accontentarsi, fare di necessità virtù, sostenere, in tutti i modi possibili, chi del teatro lavora. Ciò detto, consigliare a tutti coloro che leggono la visione da remoto del Barbiere reggiano (a partire da domenica 11 aprile, sulla piattaforma OperaStreaming e sul sito www.iteatri.re.it/) non è solo un obbligo di coscienza; è anche un invito spassionato a godersi uno spettacolo che si annuncia fresco e gradevole assai.

La cifra visiva scelta dal regista Fabio Cherstich e dal suo team (Nicolas Bovey alle scene, Arthur Arbesser ai costumi, Marco Giusti alle luci) è quella di un assoluto antirealismo. Pianoforti che svolazzano, pedane che dondolano, botole che inghiottono, confessionali a testa in giù; e poi tendaggi e costumi dai colori shocking, insegne luminose, un cameriere acrobata tanto snodato quanto goffo… Un po’ circo, un po’ Las Vegas degli anni Sessanta, sul palcoscenico c’è di tutto, e forse anche di più: ma non bisogna dimenticare che quel che abbiamo visto in sala è anche il making of di uno spettacolo pensato per lo streaming, che vivrà quindi attraverso l’occhio selezionatore del regista video. In questa stravagante cornice dal sapore dadaista i cantanti agiscono in modo artificioso, sopra le righe, azionati da un «grande ingranaggio a orologeria» – così vuole il regista, sulla scorta di una lunga (forse ormai un po’ datata?) tradizione interpretativa del comico rossiniano. Ne esce un’azione svelta, ben calibrata, a tratti davvero spassosa, che funziona anche grazie a un cast vocale che, oltre a cantare, sa ben recitare.

Bella voce e buona tecnica mostrano sia Simone Del Savio nei panni di un Figaro toreador, sia Michela Antenucci in quelli di una Rosina tutta pepe. Piacevole e appropriato l’Almaviva di César Cortés, e ben delineati il Bartolo dell’energico Pablo Ruiz e il Basilio di un coriaceo Guido Loconsolo (che non manca l’appuntamento con la cavatina “della calunnia”). Completano la compagnia, da ottimi comprimari, Ana Victoria Pitts e Alex Martini, rispettivamente Berta e Fiorello/Ufficiale. Si fa piacere anche la direzione di Leonardo Sini, che guida la Filarmonica dell’Opera Italiana “Bruno Bartoletti”, il coro Claudio Merulo e la compagnia tutta su tempi briosi e contrasti timbrici ben dosati.

Teatro Municipale Valli – Stagione d’opera 2020/21
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Commedia per musica in due atti di Cesare Sterbini
Musica di Gioachino Rossini

Il conte d’Almaviva César Cortés
Bartolo Pablo Ruiz
Rosina Michela Antenucci
Figaro Simone Del Savio
Basilio Guido Loconsolo
Berta Ana Victoria Pitts
Fiorello / Un ufficiale Alex Martini

Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti
Coro Claudio Merulo di Reggio Emilia
Direttore Leonardo Sini
Maestro del coro Martino Faggiani
Regia Fabio Cherstich
Scene Nicolas Bovey
Costumi Arthur Arbesser
Luci Marco Giusti
Nuovo allestimento
Coproduzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
e Fondazione Teatro Comunale di Modena

Reggio Emilia, 26 marzo 2021

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