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Pesaro, Rossini Opera Festival 2021 – Stabat Mater

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Strano destino quello del Rossini Opera Festival 2021, che trasforma le opere in oratori (Moïse et Pharaon) e le composizioni sacre in opere. O almeno ci prova. Come ha fatto con lo Stabat Mater di Rossini, allestito in forma scenica da Massimo Gasparon, che ne ha curato anche scene, luci e costumi.
Sullo sfondo di un cielo cupo, solcato da nubi grigie, alcuni figuranti vestono i panni di Cristo, di Maria e dei soldati incaricati di eseguire la crocifissione, secondo la scansione del testo latino, per uno spettacolo che recupera la gestualità rituale di certe sacre rappresentazioni diffuse soprattutto nel meridione d’Italia o in quella Spagna per la quale l’opera venne scritta. Il tutto mediato da un gusto marcatamente estetizzante, giocato su pose plastiche, colori vividi nei costumi e un uso accorto del grande spazio scenico, lo stesso del Moise per la regia – oratoriale, appunto – di Pierluigi Pizzi. Anche il quartetto vocale, vestito di abiti sontuosi, partecipa all’azione. Pur non mancando momenti suggestivi, l’insieme finisce tuttavia per risultare un tantino stucchevole.

Sul fronte musicale, Jader Bignamini tiene bene le fila di una Filarmonica Rossini, in verità non sempre sollecita nel cogliere le indicazioni del maestro. Che riesce comunque a contemperare la dimensione più intima della scrittura rossiniana con quella magniloquente, che trova spazio in alcune pagine di marcata impronta operistica, nonché in alcuni possenti momenti corali. Dal canto suo, il Coro del Teatro Ventidio Basso, istruito da Giovanni Farina, si disimpegna con onore, in una ricerca di sfumature che tuttavia non sempre ottiene l’esito di restituire la trama musicale con la dovuta trasparenza. In particolare, l’equilibrio tra orchestra e palco non era sempre a fuoco, forse anche per le ampie dimensioni del palcoscenico e i movimenti richiesti a coro e solisti.

Ben assortiti, questi ultimi, tutti giovani, di simile peso vocale e dunque portatori di una visione condivisa del capolavoro rossiniano. Giuliana Gianfaldoni esibisce uno strumento prezioso e trova il meglio di sè nella dolcezza di filati sempre sul fiato, in una lettura trepida e dolente. Vasilisa Berzhanskaya– acclamatissima in Moïse – adotta nello Stabat Mater una espressività più intima e si fa apprezzare per una voce notevole di autentico mezzosoprano, omogenea e morbida, usata con grande gusto. Ruzil Gatin, con il suo timbro argentino, dotato di un bello squillo e ragguardevole estensione, viene a capo con onore della difficile tessitura della sua aria, cercando sempre di modulare il canto in maniera da seguirne gli affetti. Il basso Riccardo Fassi, infine, piega il suo timbro scuro e rotondo a una lettura sempre teatrale e meditata.

Rossini Opera Festival 2021
STABAT MATER
Per soli, coro e orchestra
Musica di Gioachino Rossini

Soprano Giuliana Gianfaldoni
Mezzosoprano Vasilisa Berzhanskaya
Tenore Ruzil Gatin
Basso Riccardo Fassi

Filarmonica Gioachino Rossini
Coro del Teatro Ventidio Basso
Direttore Jader Bignamini
Maestro del coro Giovanni Farina
Regia, scene, costumi e luci Massimo Gasparon
Nuova produzione

Pesaro, Vitrifrigo Arena, 20 agosto 2021

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