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Parma, Teatro Regio al Parco della Musica – Don Pasquale

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Don Pasquale come il padrino. E Norina che riesce nell’intento di mettere nel sacco un personaggio senza scrupoli e temuto da tutti. Funziona l’idea del regista Pier Francesco Mestrini, che cura la messa in scena del capolavoro di Gaetano Donizetti nell’ambito della stagione Estate al Parco della musica del Teatro Regio di Parma. Non siamo a Roma ma a New York, nel periodo a cavallo tra gli anni venti e gli anni trenta del Novecento, tra proibizionismo e Grande Depressione. Dunque, il protagonista è un gangster italoamericano che più che ispirarsi alla saga cinematografica di Vito Corleone strizza l’occhio alle commedie di simile argomento. Il ritmo narrativo è così assicurato dalla mano leggera e sicura di Maestrini, che affianca ai protagonisti anche tre bravi mimi, incaricati di interpretare simpatiche gag. Un contributo importante alla suggestione dell’insieme lo danno le bellissime (e funzionali) scene déco di Juan Guillermo Nova e i magnifici costumi firmati da Luca Dall’Alpi, nonché le proiezioni e le luci di Andrea Borelli. A un certo punto, sulle note estatiche della Serenata del terzo atto, compaiono anche due ballerini, redivivi Ginger Rogers e Fred Astaire, per danzare leggiadramente alla luce pallida della luna (belli i movimenti coreografici di Michele Cosentino).

Sul fronte musicale l’insieme risulta apprezzabile, nonostante alcuni piccoli problemi nel coordinamento tra buca e palcoscenico. Allestire un’opera all’aperto, d’altro canto, costituisce sempre un rischio (a un certo punto, il vento era alquanto fastidioso). Dal podio, il giovane Ferdinando Sulla mette in luce tutta la spumeggiante vivacità della partitura donizettiana – qui eseguita nella versione per orchestra ridotta – con gusto e senso dello stile, nonché con una singolare attenzione alle ragioni del canto.

Federico Longhi è un protagonista solido nella recitazione e nel canto, mai sopra le righe: riesce così a restituire le diverse sfaccettature del personaggio, dalle inflessioni più ironiche alla dolente malinconia che, in fondo, è la sua più autentica cifra distintiva. Laura Giordano è una Norina scenicamente molto convincente, sia nelle vesti della pudica Sofronia “appena uscita di convento” che in quelle della moglie volitiva (addirittura “dominatrice”, nella rilettura di Maestrini); sul fronte vocale mette il suo timbro dovizioso a servizio di un personaggio sfaccettato e ricco di colori. Il giovanissimo Ernesto di Antonio Mandrillo esibisce una bella musicalità e un’espressività sobria: il timbro ha un bel colore e l’interprete si impegna molto, anche se ci sono margini di maturazione sotto il profilo interpretativo. Vivace e spigliato il dottor Malatesta di Pablo Galvez, dal timbro chiaro e dalle buone agilità. Apprezzabile anche il notaio di Giulio Riccò, così come molto bene ha fatto il coro istruito dall’ottimo Martino Faggiani.

Teatro Regio di Parma – Estate al Parco della musica
DON PASQUALE
Opera buffa in tre atti su libretto di Giovanni Ruffini
Musica di Gaetano Donizetti
Partitura in versione per orchestra ridotta a cura di Enrico Minaglia
Casa Ricordi, Milano

Norina Laura Giordano
Ernesto Antonio Mandrillo
Don Pasquale Federico Longhi
Dottor Malatesta Pablo Gálvez
Notaio Giulio Riccò

Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore Ferdinando Sulla
Maestro del coro Martino Faggiani
Regia Pier Francesco Maestrini
Luci Andrea Borelli
Scene Juan Guillermo Nova
Costumi Luca Dall’Alpi
Movimenti coreografici Michele Cosentino
In coproduzione con
Ente Luglio Musicale Trapanese

Parma, Parco della musica, 30 giugno 2021

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