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Parma, Festival Verdi 2021 – Recital di Lisette Oropesa

Uscire dal teatro per recarsi in un salotto. E cogliere così un’altra faccia, meno nota ma non meno interessante, del fare musica nell’Italia (e nell’Europa) dell’Ottocento. “In salotto con Verdi” è il titolo del bel recital che ha visto protagonista, sul palco del Teatro Regio di Parma, il celebre soprano Lisette Oropesa, al suo debutto al Festival che la città emiliana dedica al suo più illustre figlio. Serata memorabile non solo per il simpatico fuori programma dell’ultimo bis della diva: come molti organi di informazione (e social) hanno riportato, un giovane tenore orientale, verosimilmente studente al Conservatorio di Parma, ha cantato le battute di Alfredo nella cabaletta “Sempre libera” da La traviata, improvvisando dalla platea, tra lo stupore e l’approvazione generale. È stato forse il momento culminante di una serata davvero in crescendo, durante la quale Lisette Oropesa non si è risparmiata non solo in termini di lunghezza e qualità dell’esecuzione, ma anche nell’instaurare un rapporto empatico con il pubblico. Certamente, il soprano americano è oggi una delle stelle più luminose del panorama operistico internazionale e questo recital ha confermato tale convinzione.

Una diva gentile, Oropesa, che pare pervasa da una grazia leggera, elegante e aristocratica senza essere distante, incisiva come interprete senza mai essere affettata e, soprattutto, senza sacrificare la spontaneità. Il timbro è davvero molto bello per colore e rotondità, la voce è corposa nei centri e via via più morbida e pastosa nel passaggio sino ad acuti luminosi, che riempiono davvero la sala. Per di più il canto è sempre ottimamente proiettato, la tecnica superba (meravigliosi i trilli), il fraseggio elegante e curato, notevoli le sfumature. L’interprete riesce nel non facile compito di conferire a ciascun brano una propria identità, pur trattandosi di pezzi scritti – anche da celebri compositori – per voce e pianoforte, quindi tendenzialmente opere d’occasione o comunque, come si diceva all’inizio, per una disimpegnata esecuzione salottiera. Ci sono così quattro delle romanze da salotto di Verdi, ma pure l’ultimo pezzo vergato dal Cigno di Busseto, eseguito come bis: una breve e intensa preghiera del 1894, intitolata “Pietà Signor”, che l’anziano musicista scrisse per contribuire a una raccolta di fondi per terremotati.

Francesco Izzo, fine musicologo, ha svolto qui anche il compito di puntuale accompagnatore al pianoforte, intervenendo talvolta per spiegare al pubblico le motivazioni di alcune particolari scelte nel programma (come la Mazurca in la minore op. 67 di Chopin o due Lieder di Schubert). Non sono mancati gli unici due brani scritti da Verdi per solo pianoforte: la breve Romance sans paroles del 1844 e il Valzer in fa maggiore del 1859, immortalato nel Gattopardo di Visconti grazie anche all’orchestrazione di Nino Rota.

Alchimista di squisite dolcezze vocali, Oropesa è passata con disinvoltura dalla piana ispirazione di Mercadante ai fremiti romantici di Schubert, ricamando con virtuosistica leggerezza il Valse des belles viennoises di Arditi. In questo itinerario non sono mancate la bellezza contemplativa di Bellini e Donizetti, il ritmo di bolero di Rossini e, ancora di Verdi, nell’unico pezzo realmente operistico nel programma ufficiale della serata, “Merci, jeunes amies” da Les Vêpres siciliennes.
L’entusiasmo del pubblico e la bella atmosfera creata dagli artisti hanno favorito quello stesso clima di spontaneità e improvvisazione che Izzo cita nelle note di sala come propizio alla creatività nei salotti ottocenteschi. Così, dopo i bis ufficiali (il già citato pezzo di Verdi, “La promessa” di Rossini e “Caro nome” da Rigoletto), cantante e pianista hanno deciso di eseguire l’intera aria di Violetta dal finale del primo atto di Traviata. Semplicemente emozionante. [Rating:5/5]

Festival Verdi 2021
IN SALOTTO CON VERDI
Musiche di Mercadante, Verdi, Schubert, Arditi,
Bellini, Donizetti, Luzzi, Rossini, Chopin.

Lisette Oropesa, soprano
Francesco Izzo, pianoforte

Parma, Teatro Regio, 7 ottobre 2021