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Novara, Teatro Coccia – La cambiale di matrimonio (progetto RossiniLab)

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Credere nei giovani non deve essere un’utopia, ma un’importante scommessa, vera e concreta, oltre che sincera, per costruire il loro futuro. Farlo bene non è facile, ma Giovanni Botta, che è capo dipartimento della scuola di canto del Conservatorio Guido Cantelli di Novara, oltre che docente di canto stesso, ci crede veramente. In qualità di direttore artistico del progetto ha lavorato in sinergia con l’Accademia Rossiniana Alberto Zedda di Pesaro e ha creato un laboratorio formativo permanente, RossiniLab, mettendo in pista le forze del Conservatorio novarese (istituzione che funziona benissimo, con un’eccellente scuola di canto) in collaborazione con l’Accademia dei Mestieri dell’Opera (AMO) del Teatro Coccia e, appunto, con la Fondazione “Gioachino Rossini” di Pesaro e la sua Accademia; quest’ultima ha patrocinato l’avvio di un progetto approdato a un primo significativo risultato: la selezione e la formazione di giovani cantanti per eseguire l’allestimento in forma semiscenica de La cambiale di matrimonio, proposta per due sere consecutive al Teatro Coccia.

“Preservare e custodire quelle che potremmo definire le idee madri della grande costellazione dell’universo rossiniano è forse la ragione essenziale fondativa del RossiniLab che ho fondato e che dirigo all’interno del Conservatorio ‘Cantelli’ di Novara”. Questo è il motto che ha guidato un lavoro i cui obiettivi fanno ben sperare per il futuro e che, soprattutto, hanno il merito di creare sinergia fra un teatro, il Coccia appunto, il locale conservatorio e la Fondazione pesarese, favorendo il diretto coinvolgimento dei giovani più meritevoli, selezionati e formati per solcare le scene. La novità, per certi versi un unicum per la sua connotazione accademica formativa e performativa, consiste nel fatto che non è il solito allestimento che nasce da una accademia interna a un teatro, né è il saggio finale di un corso di Conservatorio. È ben di più, perché fa dialogare istituzioni formative di alto livello per il bene dei giovani, avvicinandoli a quelli che sono i segreti dello stile rossiniano e alla specificità del suo credo estetico; un vero laboratorio per come cantare Rossini oggi attraverso un approccio metodologico per come eseguirlo e interpretarlo apprendendo i grandi snodi estetico-musicali che caratterizzano la sua grammatica vocale, riportata in auge dalla Rossini Renaissance, per poi portarlo sulle scene. Insomma, si mette in primo piano la didattica, che ha tempi da rispettare e seguire perché i giovani siano poi pronti al vaglio del palcoscenico dopo aver seguito un percorso di alta formazione accademica dalla declinazione didattica meticolosa e attenta, senza la quale l’attività produttiva e il legame con le realtà teatrali non avrebbe completezza.
Si è solo all’inizio di un progetto che vedrà il Teatro Coccia ospitare tutte le farse rossiniane per le prossime stagioni, alle quali si affiancherà la commissione di nuove opere buffe del nostro tempo affidate agli allievi del RossiniLab, formati dal maestro Antonino Fogliani, dalla regista Deda Cristina Colonna e dalle stesse realtà che hanno dato vita a questo primo appuntamento rossiniano, col quale si è conclusa la stagione 2021 del Coccia di Novara.

Detto questo, eccoci a La cambiale di matrimonio, che il Teatro Coccia ospita nell’allestimento in forma semiscenica curato da Alfonso Cipolla. L’orchestra non suona nel golfo mistico ma sul palcoscenico, dietro i cantanti, e l’azione avviene al proscenio, con un gioco di scale e passerelle declinanti verso la platea. Nessun elemento scenico, solo i costumi fantasiosi e un po’ surreali disegnati da Silvia Lumes vestono i cantanti di suggestioni marionettistice ben raccolte da Alfonso Cipolla, il quale, da esperto in marionette e burattini, costruisce una regia sciolta e dinamica, tutta giocata sulla fisicità dei cantanti, su un gioco scenico scorrevole e pertinente al moto perpetuo della musica rossiniana, capace di dar anima sonora a una trama che vede due innamorati, Fannì e Edoardo, osteggiati dal padre di lei, Sir Tobia Mill, che vuole la figlia sposa, con tanto di firma di una “cambiale di matrimonio”, al maturo e ruvido mercante Slook, giunto dal Canada per impossessarsi del bene “acquistato”. Alla fine il buon senso prevarrà. Slook rinuncerà a Fannì e le permetterà di coronare il suo sogno d’amore convincendo il padre ad acconsentire alle nozze dei due giovani innamorati dopo che la cambiale è stata mutata a favore di Edoardo.

La teatralissima regia di Cipolla contribuisce al buon risultato di uno spettacolo che funziona anche musicalmente grazie alla bacchetta di Mirca Rosciani che, alla testa dell’ottima Orchestra del Teatro Coccia, veste di trame sonore eleganti la ritmicità luminosa e incalzante di questa farsa rossiniana, memore di un retaggio che guarda alla tradizione dell’opera settecentesca e ai suoi umori orchestrali non solo vorticosi ma anche leggeri e trasparenti.

Il cast è preparato a vivere il linguaggio rossiniano cogliendone gli ingredienti stilistici prima ancora che vocali. Perché non tutti i giovani che si ascoltano sul palco sono vocalmente ancora del tutto rifiniti, eppure mostrano di saper cogliere quella “grammatica generativa rossiniana”, come la definisce Giovanni Botta nelle note al programma di sala, che li porta sulla giusta via stilistica. Su tutti spicca il bravissimo Matteo Mollica nei panni di Sir Tobia Mill, in bell’evidenza scenica e vocale, già in possesso delle credenziali che potrebbero fare di lui un buffo di valore. Si mette in luce nei due duetti con Slook, quest’ultimo impersonato dal baritono russo Semyon Basalaev, perfettibile nella proiezione del suono ma già padrone del personaggio. Alla voce puntuta di Jayu Jin nei panni di Fannì, che si disimpegna con onore nelle agilità della scoppiettante aria “Vorrei spiegarvi il giubilo”, al tenore Davide Lando (Edoardo) e alla coppia di domestici, composta da Franco Celio (Norton) e Simona Ruisi (Clarina), il compito di chiudere il cerchio di una compagnia affiatatissima, che ha creduto nel valore di un progetto ingegnoso, destinato a sviluppi futuri assai stimolanti.

Teatro Coccia – Stagione autunno-inverno 2021
LA CAMBIALE DI MATRIMONIO
Farsi in un atto su libretto di Gaetano Rossi
Musica di Gioachino Rossini

Sir Tobia Mill Matteo Mollica
Fannì Jayu Jin
Edoardo Davide Lando
Slook Semyon Basalaev
Norton Franco Celio
Clarina Simona Ruisi
Allievi del progetto RossiniLab
Direttore RossiniLab e preparatore vocale Giovanni Botta

Orchestra Teatro Coccia
Direttore Mirca Rosciani
Regia Alfonso Cipolla
Costumi Silvia Lumes
Luci Ivan Pastrovicchio
Produzione Fondazione Teatro Coccia
con il patrocinio della Fondazione Rossini, Rossini Opera Festival

Novara, 23 dicembre 2021

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