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Monte-Carlo, Grimaldi Forum – Plácido Domingo, Nuit espagnole

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Un omaggio a Plácido Domingo, al mondo della zarzuela e al modo che il grande tenore, oggi baritono, ha di sentirla, essendone ambasciatore nel mondo; alla sua inesauribile vitalità e alla determinazione nel non fermarsi mai, neanche dinanzi agli inevitabili acciacchi di una età che, pochi giorni prima questa serata di gala monegasca, lo ha costretto a Vienna ad abbandonare, prima della fine, una recita di Nabucco. Gli anni, si sa, sono ben ottanta, eppure l’energia e la voglia di solcare il palcoscenico hanno ancora del miracoloso. Quando poi è in serata buona, come in questa occasione, il carisma che riesce a trasmettere ha ancora qualcosa di unico e grande. E dire che, all’ingresso di un Grimaldi Forum vestito con i colori bianco e rosso della bandiera monegasca per la Festa Nazionale del 19 novembre, correva voce che Domingo fosse giunto nel Principato molto stanco. Si era pertanto pronti al peggio.

La serata, proposta nella grande Salle des Princes, è intitolata Nuit espagnole, programmata in omaggio al Principe Alberto II e alla sua famiglia, presenti in sala per un gala elegante come lo sono sempre questi appuntamenti annuali nel Principato di Monaco. Tutti in piedi ad accogliere la famiglia regnante, salutata intonando l’inno nazionale monegasco eseguito dall’Orchestra Philharmonique di Monte-Carlo e dal Coro dell’Opéra. Domingo ha condiviso il programma con il soprano Saioa Hernández e il tenore Ismael Jordi, tutti e tre impegnati in arie e duetti tratti da celebri zarzuelas, intervallate dall’altrettanto prestigiosa presenza della Compagnia Antonio Gades, che con i suoi ballerini ha dato vita a inserti di danza proposti in mezzo alle pagine cantate, a partire dal noto interludio La boda de Luis Alonso di Gerónimo Giménez, coreografato di Mayte Chico. Ogni pagina eseguita viene contestualizzata sul palcoscenico grazie a una messa in scena, assai ben curata da Stefano Trespidi, con costumi di Hugo Pérez de la Pica e video di Ezio Antonelli con fondali richiamanti temi pittorici, paesaggi e architetture spagnoleggianti, come i grandi palazzi madrileni, o atmosfere iberiche che la bacchetta di Jordi Bernàcer, alla testa dell’Orchestra Philharmonique di Monte-Carlo, ha restituito con il giusto respiro.

Plácido Domingo entra in scena accolto dal pubblico con un applauso di sortita che si riserva solo ai grandi. Inizia a cantare e subito è magia, anche se ricorre ad accorgimenti inevitabili in rapporto all’età e alle sue attuali condizioni vocali. Intona “Ya mis horas felices…Quiero desterrar” da La del soto del Parral di Reveriano Soutullo e Juan Vert e la zampata del vero artista, del vecchio ma ancora fiero leone della scena, fuga ogni dubbio; minia la pagina con un’arte espressiva che calza come un guanto il sentire di questo repertorio, che conosce come pochi al mondo, nei respiri, nel fascino con il quale riesce ancora a fraseggiare avvolgendo la melodia di un cuore infranto rivolta alla donna amata e perduta cantando con appassionato trasporto “Quiero desterrar de tu pecho el temor”, dando anima e spirito spagnolo anche alle pause, colorandole di irresistibile patetismo nostalgico al momento di intonare la frase in cui dichiara di vivere dominando un dolore amoroso che gli fa perdere la speranza (“Vivo dominando mi pena, siento la esperanza perder”). L’emozione scatta da subito e si ripete quando lo si ascolta intonare “No puede ser!” da La tabernera del puerto di Pablo Sorozábal, da lui resa celebre, e prima ancora “Mi aldea!” da Los Gavilanes di Jacinto Guerrero. Da Luisa Fernanda di Federico Moreno-Torroba canta “Luche la fe por el triunfo” e duetta con Saioa Hernández in “Ten pena de mis amores” da La del soto del Parral. Prosegue duettando con Ismael Jordi in “Se fue! se fue la ingrata!” da Marina di Emilio Arrieta, poi con Saioa Hernández in “En mi tierra extremeña” da Luisa Fernanda e in “Hace tiempo que vengo al taller” da La del manojo de rosas di Pablo Sorozábal.

Saioa Hernández si esibisce da sola in “Tres horas antes del día” da La marchenera di Federico Moreno-Torroba e in “¿Qué te importa que no venga?” da Los claveles di José Serrano, poi duetta con Ismael Jordi in “¿Me llamabas, Rafaeliyo?” da El gato montés di Manuel Penella e in “Amor! mi raza sabe conquistar” da La leyenda del beso di Reveriano Soutullo e Juan Vert.

Ismael Jordi comincia con l’aria “Por el humo se sabe” da Doña Francisquita di Amadeo Vives, pagina che fu cavallo di battaglia del suo maestro, Alfredo Kraus, poi in “De este apacible rincón de Madrid” da Luisa Fernanda e, come fuori programma, esegue “Bella enamorada” da El último romántico di Reveriano Soutullo e Juan Vert.

Domingo, in barba agli inevitabili fiati corti, sfoggia il magistero del grande artista di sempre. Gli basta una frase, intonata con quel timbro ancora avvolgente e caldo e il pubblico è dalla sua, tanto da far dimenticare anni e fatiche di una carriera che pare non volersi mai concludere. Ismael Jordi non gli è artisticamente da meno e oggi, allo zenit della sua forma vocale, risente della lezione krausiana mostrandosi abile nel piegare elegantemente i suoni, accarezzandoli con seducente involo spagnoleggiante; così, al momento in cui canta “Noche de amor, noche misteriosa” da El último romántico, l’emozione sale alle stelle, i suoni galleggiano sul fiato e vengono sfumati ad arte oltre che messi al servizio di un sensuale incanto notturno ispanico; si capisce di essere dinanzi a un cantante di rango, così come risulta difficile non rimanere coinvolti ascoltando la cavata rigogliosa e intensa di Saioa Hernández. Anche lei ha nel sangue questa musica, della quale fa percepire quel fascino ammaliante, in bilico fra leggerezza e sangue latino che attraversa melodie la cui malìa può essere colta appieno solo se si è di madre lingua e se ne sente, come nel suo caso, l’intimo sentire musicale.
Gli applausi, numero dopo numero, si fanno scroscianti fino al trionfale esito conclusivo di una serata memorabile.

Monte-Carlo, Grimaldi Forum, Salle des Princes – Stagione 2021/2022
PLÁCIDO DOMINGO – NUIT ESPAGNOLE
Serata per la Festa Nazionale Monegasca

Plácido Domingo, baritono
Saioa Hernández, soprano
Ismael Jordi, tenore

Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo
Direttore Jordi Bernàcer
Studi musicali Kira Parfeevets
Messa in scena Stefano Trespidi
Video Ezio Antonelli
Costumi Hugo Pérez de la Pica
Luci Benoit Vigan
Assistente ai costumi Paula Paterna Bleda
Compagnia Antonio Gades

Monte-Carlo, 19 novembre 2021

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