Milano, Teatro alla Scala – Concerto di Markus Werba e Michele Gamba

Bastano una voce e un pianoforte, anche in streaming, per schiuderci un altro mondo. È quanto accade con il baritono Markus Werba e il pianista Michele Gamba, protagonisti del concerto trasmesso dal Teatro alla Scala lunedì 4 gennaio e tuttora visibile sul canale YouTube del teatro (qui il video). Il mondo evocato è quello del Lied ottocentesco, in cui convivono – come nella vita – piccoli e grandi temi, dal quadretto biedermeier alla folgorazione esistenziale, e nel quale sono compresenti ascendenze popolareggianti e invenzioni armonico-timbriche estremamente elaborate. In altre parole, veniamo immersi nel mondo della civiltà borghese austrotedesca, quando la vicinanza della campagna non aveva ancora distolto dai piaceri semplici e l’incombenza della città non si era trasformata in angoscia, quando la vita sociale e il tempo libero coincidevano e l’artista apparteneva e non si contrapponeva alla società.

I due protagonisti della serata scaligera riescono a farci arrivare intatti, nella loro ideale fusione di musica e poesia, due capisaldi della letteratura liederistica romantica: il Liederkreis op. 39 e il Dichterliebe op 48, esempi straordinari dell’intima simbiosi fra canto e pianoforte raggiunta da Robert Schumann, che li compone entrambi nel 1840. I 12 Lieder dell’op. 39 su testi di Eichendorff ruotano attorno all’idea del viaggio come esperienza dello spirito: un incontro con la natura che porta a una più profonda conoscenza di se stessi e del mondo. Il Dichterliebe, su versi di Heine, sviluppa invece attraverso 16 Lieder l’ascesa e la caduta dell’amore infelice di un poeta. Di questi due cicli esistono molte prestigiose versioni storiche e, nell’affrontarli, non è certo facile dire qualcosa di nuovo.

Markus Werba non propone una chiave interpretativa capace di aprire a dimensioni espressive inedite. Si inserisce piuttosto nel solco della grande tradizione austrotedesca e affronta la sorprendente diversità di ispirazione, scrittura e atmosfera di questi lavori con una gamma molto ampia di colori, accenti e dinamiche. Sull’esempio di Fischer-Dieskau e Prey, la lettura è giocata sulla minuziosa sottolineatura di ogni sfumatura poetica, senza che per questo ne esca compromessa l’aderenza alla sorgiva naturalezza melodica della musica di Schumann. Werba, in altre parole, è analitico nel fraseggio e introspettivo, ma non arriva mai a essere cerebrale o manierista nelle sottolineature testuali, né tanto meno a frantumare le melodie. La musicalità e l’innata morbidezza del suo canto glielo impediscono. La voce è ampia, risonante, duttile nell’emissione: il bel timbro brunito si tinge a volte di colori chiari, quasi tenorili. Acclamato sui palcoscenici lirici internazionali, il baritono austriaco si conferma insomma uno degli interpreti odierni più autorevoli e comunicativi, oltre che stilisticamente avveduti, del repertorio liederistico.

Eleganza e sensibilità culturale emergono anche dalla prova di Michele Gamba che assicura l’essenziale omogeneità dei due cicli poetico-musicali: non canzoni slegate, ma un discorso unitario, appena interrotto da una punteggiatura discreta. Il giovane pianista (nonché direttore d’orchestra, apprezzato nella recente serata scaligera “A riveder le stelle”) asseconda con intelligenza analitica le inflessioni e intenzioni della parte vocale, amplificando e concludendo (nei postludi) l’atmosfera creata dal canto. Gamba valorizza così l’incredibile polivalenza che, nei Lieder di Schumann, ha il ruolo del pianoforte, ora sommesso tessitore di armonie, ora deuteragonista del cantante, ora disvelatore dei significati occulti del testo e perfino commentatore solitario della vicenda poetica quando l’eco della parola cantata svanisce. [Rating:5/5]

Teatro alla Scala – Stagione 2020/21
RECITAL DI CANTO

Robert Schumann:
Liederkreis, op. 39
Dichterliebe op. 48

Markus Werba, baritono
Michele Gamba, pianoforte

Live streaming da Milano, 4 gennaio 2021

Photo credit: Brescia e Amisano