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Lieder – Elīna Garanča, mezzosoprano (Deutsche Grammophon CD)

Si intitola Lieder il primo album interamente non operistico o senza accompagnamento orchestrale di Elīna Garanča. Come esplicitato dal titolo, si tratta di un’incisione dedicata all’arte del Lied romantico tedesco. Nella fattispecie, il programma del cd – pubblicato da Deutsche Grammophon – è costruito intorno al ciclo Frauenliebe und Leben Op. 42 di Robert Schumann a cui fa seguito una serie di lieder di Johannes Brahms. Il mezzosoprano lituano è accompagnato al pianoforte da Malcolm Martineau, uno specialista di questo repertorio.

Si tratta di un debutto discografico ma non di un debutto vero e proprio, dal momento che Garanča ha già proposto questo tipo di programma in sede di concerto negli ultimi anni. L’incisione è quasi una presa di posizione orgogliosa delle proprie possibilità artistiche e vocali. Il mezzosoprano, che si è evoluta nel corso del tempo da ruoli belcantistici a ruoli più drammatici sembra infatti voler dimostrare la sua piena versatilità, quasi a voler seguire le orme di cantanti del passato che spaziavano con enorme facilità dall’opera, coniugata nei ruoli più diversi, al Lied (si pensi al fenomeno Christa Ludwig). Garanča mette un piede in questo repertorio con le caratteristiche che la contraddistinguono da ormai da tempo, prime fra tutte gusto, compostezza, intelligenza, femminilità e quel bel velluto caldo e sensuale che ben si addice a questo repertorio. La cantante articola con chiarezza la parola, pur non arrivando sempre a scandagliare in profondità il testo come si dovrebbe.

A leggere le note al cd, curate da Dorothea Walchshäusl e che riportano i pensieri della Garanča a proposito dell’approccio a questa musica e del processo interpretativo che sta alle spalle, risulta palese come la cantante sia un’artista pensante che si sia posta il problema di come immergersi in questa musica, in nome di una “resa totale alle immagini e ai suoni”, come da lei stessa dichiarato. Il mezzosoprano che, dopo i ruoli di Eboli e Santuzza, si cimenterà anche con Amneris e Kundri, vuole dimostrare di essere anche compatibile con una dimensione più intima e cameristica. Le intenzioni sono ammirevoli e giuste, mentre il canto è sicuramente di classe e mai fuori posto. Tuttavia, si ha l’impressione che ci sia ancora della strada da percorrere per dominare veramente questo tipo di repertorio. Il senso stilistico c’è tutto intendiamoci, ma quel caleidoscopio di emozioni poetiche e stati d’animo che è il Lied, stenta poi a passare pienamente all’ascolto, forse anche complice il fatto che il tedesco, talvolta lievemente accentato, non è la lingua madre di Garanča, ma soprattutto, anche per una certo freddo distacco di fondo che in parte preclude un abbandono emozionale generoso (anche se dall’altro lato, questo tiene l’interprete lontana da effetti leziosi e compiacenti). A ogni modo, senza evitare generalizzazioni, ci sono momenti della registrazione indubbiamente molto belli e riusciti, come andremo ora a ripercorrere.

L’incisione si apre con Frauenliebe und Leben (Op. 42 – 1840), una serie di 8 lieder di Schumann, ispirato dall’amore dello stesso per Clara e dall’agognato desiderio del matrimonio. I brani seguono le fasi del ciclo di vita di una donna dal suo punto di vista, partendo dall’innamoramento fino ad arrivare alla vedovanza, attraverso il matrimonio e la maternità. Garanča regala un’esecuzione molto pulita e attenta sia al colore che alle dinamiche. La cantante riesce a cogliere efficacemente l’abbandono ai doveri di moglie (“Du Ring an mainem Finger”), lo slancio obbediente all’uomo (“Helft mir, ihr Schwestern”) o la felicità di una mamma (“An meinem Herzen, an meiner Brust”), mentre il senso di vuoto e perdita legato alla morte viene reso con nobile dignità in “Nun hast du mir den ersten Schmerz getan”. Meno convincente l’ingenuità giovanile di “Seit ich gesehen” mentre lo slancio dell’innamoramento di “Er, der Herrlichste von allen” risulta forse un po’ troppo marziale per essere credibile.

Si passa poi a Brahms, con ben 13 tracce, che con la loro scrittura armonicamente ricca danno l’opportunità all’artista di aprire la voce maggiormente, talvolta facendo inconsapevolmente emergere la sua impronta operistica. Il canto è ineccepibile per omogeneità ma il testo poetico stenta a emergere pienamente, visto che l’attenzione è principalmente orientata al suono, alle dinamiche e alla musicalità, tutte ben curate (impeccabili poi le mezzevoci, i pianissimi, le smorzature e i crescendo). L’interprete è seriosa e tormentata in “Liebestrau” Op. 3 n. 1, nostalgica in “Heimweh II” Op. 63 n. 8, pensierosa e amareggiata in “Mädchenlied” Op. 107 n. 5, disperata in “Verzagen” Op. 72 n. 4. La celebre “Sapphische Ode” Op. 94 n. 4 risulta invece un po’ troppo uniforme. “O liebliche wangen” Op. 47 n. 4 ha un finale quasi operistico mentre “Geheimnis” Op. 71 n. 3 è contemplativa nell’atmosfera. In “Die Mainacht” Op. 43 n. 2, il canto si raccoglie in una evocativa solitudine e a conclusione della registrazione troviamo “Von ewiger Liebe” op. 43 n. 1: qui Garanča canta in libertà partendo risoluta per divenire poi riflessiva e concludere infine con un crescendo di brillantezza e potenza vocale.

Alla tastiera, Malcolm Martineau, si rende partecipe di un accompagnamento ricercato, sinuoso, nostalgico ed elegiaco. Si ritaglia anche dei momenti solistici come a conclusione di Frauenliebe und Leben di Schumann. Il suo modo di suonare asseconda e supporta in modo naturale la cantante, oltre a dimostrarsi duttile nella ricerca dei colori e del fraseggio. Il tocco è sempre gentile anche quando si tratta di cogliere il moto tumultuoso delle onde del mare in “Verzagen” di Brahms o di sviluppare un climax ascendente come in “Von Ewiger Liebe”, sempre dello stesso compositore.

In conclusione, pur trattandosi di una buona registrazione grazie al gusto e all’intelligenza musicale degli interpreti, uniti alle indubbie qualità dello strumento di Garanča, il peso del confronto con registrazioni del passato si fa sentire in alcuni frangenti (si pensi a Christa Ludwig, Janet Baker, Anne Sofie von Otter, Jessye Norman e Bernarda Fink) soprattutto quando si tratta di connettere a livello interpretativo l’emozione in musica a ciascuna parola del testo. Ciò nonostante, il repertorio è congeniale a Garanča e ci auguriamo che l’artista possa continuare a esplorarlo nella maturità, con frutti via via sempre migliori. [Rating:3.5/5]

LIEDER
Elīna Garanča, mezzosoprano
Malcom Martineau, pianista
Etichetta: Deutsche Grammophon
Formato: CD
Registrazione effettuata alla
Meistersaal di Berlino a luglio 2020