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Innsbruck, Festival della musica antica 2021 – Pastorelle en musique

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Le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik non mancano di pianificare alcuni eventi lirici che propongono al pubblico titoli particolari e perlopiù inediti. È il caso di Pastorelle en musique di Georg Philipp Telemann che cura anche il libretto desunto da Les amants magnifiques di Molière. La partitura è stata concepita per un matrimonio, probabilmente di una coppia metà francese e metà tedesca, svoltosi a Francoforte tra il 1712 e il 1721. Si tratta di una serenata, genere particolarmente in voga tra Sei e Settecento, che sviluppa argomenti mitologico-pastorali o storici, di stampo allegorico, da eseguire in situazioni private, con pochi personaggi e scopi perlopiù celebrativi. È un’occasione senza dubbio imperdibile quella offerta dal festival tirolese: stando alle conoscenze attuali la serenata è il primo lavoro drammatico di Telemann giunto nella sua interezza. Dopo la riscoperta nei primi anni duemila, la partitura è stata eseguita, incisa e edita. Una ulteriore particolarità è ravvisabile nella commistione di elementi francesi, presenti anche sotto forma di tracce linguistiche nel libretto, e italiani, ravvisabili questi ultimi soprattutto in certe scelte stilistiche. Inoltre l’aspetto arcadico, che pervade e caratterizza l’intero plot, si estrinseca attraverso le esperienze comuni e condivisibili dei tormenti amorosi. Il linguaggio barocco si manifesta nelle figurazioni musicali che rappresentano processi naturali, il tutto sottolineato dalle qualità e dalle varietà strumentali dell’orchestra.

La messinscena curata da Johann Ritter per le scene e Nils Niemann per la regia ha il pregio assoluto della chiarezza e linearità: i costumi sono ideati con evidenti riferimenti al linguaggio di Antoine Watteau, mentre la scenografia guarda all’arte di Johann Oswald Harms, pittore di scena particolarmente in voga all’epoca di Telemann, con una mescolanza di elementi italiani, francesi e tedeschi volti alla caratterizzazione della natura e dei paesaggi arcadici. Sfruttando l’imaginario primo settecentesco Ritter assicura al pubblico uno spettacolo assai godibile, variopinto per trucco e costumi, semplice e a tratti nostalgico per la raffigurazione scenica. Altrettanto valido il lavoro di Niemann che conferisce levità alla narrazione e la giusta caratterizzazione ai singoli personaggi calati nel panorama bucolico della vicenda.

La versatilità esecutiva di Dorothee Oberlinger è trasfusa nella brillante e ineccepibile concertazione: la direzione è tecnicamente virtuosistica grazie alla sua piena padronanza del dettato barocco e a una solidale concordanza d’intenti con il reattivo Ensemble 1700, compagine da lei fondata nel 2002. L’abilità nel gestire la particolare coesistenza degli elementi stilistici tipici delle tradizioni tedesca, francese e italiana giova a una resa fluida che beneficia anche di un cast vocale decisamente ben assortito. La presenza dei solisti del Vocal Consort Berlin assicura alla recita un ulteriore elemento di pregio e valore.

Nel lavoro di Telemann, sussiste la tipica suddivisione tra la coppia caratterizzata con maggiore serietà contrapposta alla coppia più leggera e vivace: la prima è composta dal baritono Florian Götz, un Damon dotato di voce corposa e fraseggio curato, e dal soprano Lydia Teuscher, una Caliste caratterizzata da perizia tecnica ed espressività, la seconda dal controtenore Alois Mühlbacher che nei panni di Amyntas mette in risalto l’emissione omogenea, ben valorizzata dalla scrittura di Telemann, e dal soprano Marie Lys, abile nel delineare, con incisività e versatilità, la vivace pastorella Iris. Al di fuori delle coppie ufficiali agisce il tenore Virgil Hartinger che sa cogliere, come Knorfix, i favori del pubblico grazie alla sua innata predisposizione attoriale e alla piena padronanza vocale. Da segnalare anche le ottime prove del violinista Yves Ytier, Tanzmeister, e del flautista Max Volbers, Cupido, coinvolti, in costume, nella messinscena.
Il successo finale premia tutti gli esecutori e gli ideatori dello spettacolo che nasce come coproduzione tra Musikfestspiele Potsdam Sanssouci, Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, Musica Bayreuth e Magdeburger Telemann-Festtagen.

Innsbrucker Festwochen der Alten Musik 2021
PASTORELLE EN MUSIQUE
Serenata in un atto
Musica di Georg Philipp Telemann 

Libretto del compositore da Les Amants magnifiques di Molière
Edizione critica a cura di Kirill Karabits

Caliste Lydia Teuscher
Iris Marie Lys
Amyntas Alois Mühlbacher
Damon Florian Götz
Knirfix Virgil Hartinger
Tanzmeister Yves Ytier
Cupido Max Volbers

Ensemble 1700
Vocal Consort Berlin
Direttore Dorothee Oberlinger
Scene e Costumi Johannes Ritter
Regia Nils Niemann

Innsbruck, Haus der Musik, Großer Saal

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