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Firenze, Teatro del Maggio – Linda di Chamounix

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Come sia possibile che un’opera accolta con successo clamoroso e un tempo così celebre venga oggi tanto raramente eseguita resta un mistero. Alla sua prima rappresentazione assoluta, a Vienna nel maggio del 1842, Linda di Chamounix trionfò e ottenne ben 16 repliche, merito congiunto dell’amabile musica di Donizetti e di interpreti vocali (Eugenia Tadolini era Linda, Napoleone Moriani era Carlo) sensazionali. Ripresa a Parigi con Fanny Tacchinardi-Persiani nel ruolo della protagonista alcuni mesi dopo, l’opera entrò definitivamente in repertorio per poi trovarsi catapultata, nel secolo appena trascorso, in una sorta di limbo oblivioso dal quale fu sporadicamente tratta grazie a interpreti eccezionali (Gavazzeni, Kraus e Bruson per l’edizione scaligera del 1972. Mariella Devia per quella olandese del 1992) che vollero dedicarle la loro attenzione.

Benissimo ha fatto dunque il Maggio Musicale Fiorentino a riproporre questo discusso capolavoro di Gaetano Donizetti, penalizzato forse dall’appartenere a un genere, quello dell’opera “semiseria”, poco amato oggi. Il ruolo, francamente insopportabile conveniamone, del Marchese di Boisfleury, sciocco attentatore alla verginità di Linda, inquina infatti alcuni momenti squisitamente lirici sbalzandoci all’improvviso in una sorta di farsa “alla Rossini” senza trovare il sovrano equilibrio a cui Donizetti attingerà con il Don Pasquale. Firenze, allestendo l’opera per la sua produzione in streaming (visibile dal 15 gennaio, ore 20.00, a questo link) ha fatto le cose in grande affidando la direzione d’orchestra al giovane Michele Gamba e assemblando un cast fra i migliori oggi possibili.

Jessica Pratt ha tutto per essere vocalmente una Linda eccezionale. Bel legato, sopracuti limpidi e fiammeggianti, dizione accurata. Eseguendo per esteso la scena della pazzia (che Donizetti considerava fra le migliori che avesse mai composto), compresa la sensazionale cavatina presente nell’edizione viennese “Nel silenzio della sera” di solito tagliata nelle esecuzioni tradizionali, raggiunge vertici espressivi commoventi. Peccato che nel primo atto l’emozione e una certa tensione non le consentano di eseguire al meglio la celebre tyrolienne “O luce di quest’anima” (aggiunta da Donizetti per le esecuzioni parigine), solitamente suo cavallo di battaglia in tanti concerti. Bravissimo anche Francesco Demuro nel ruolo di Carlo. Nonostante un fraseggio che potrebbe essere ulteriormente approfondito il giovane tenore sardo interpreta da par suo la bellissima romanza “Se tanto in ira agl’uomini”, con acuti raggianti e smorzature in alta quota di difficile esecuzione. Suo poi lo struggente, bellinianamente sublime, “È la voce, che primiera palpitar ti fece il cuore”, al canto del quale Linda rinsavisce, primo esempio di “musicoterapia” ante litteram.

Altri fiori all’occhiello della produzione fiorentina il vellutato Pierotto di Teresa Iervolino, perfetta anche come resa scenica, e il solenne, sonoro e amorevole Prefetto di Michele Pertusi. Il ruolo, preverdiano, di Antonio padre di Linda è tratteggiato con sicurezza da Vittorio Prato così come la madre, Maddalena, di Marina De Liso. Fabio Capitanucci, nel ruolo del Marchese, trae il possibile dall’insopportabile ruolo, ma nel caso specifico occorrerebbe qualche idea registica geniale per rendere in qualche modo digeribile il personaggio. Idee geniali, in effetti, la regia di Cesare Lievi non è in grado di elargirne. Bravo regista di prosa, Lievi sembra a disagio con il linguaggio operistico. La sua è una illustrazione piuttosto pedissequa del libretto di Gaetano Rossi, senza accensioni e senza voli ma anche, per fortuna, senza rovinose cadute di gusto. Bellissimo, in ogni caso, il gioco luci scelto insieme a Luigi Saccomandi.

Resta da dire della direzione d’orchestra di Michele Gamba. Il giovane Maestro milanese dirige con amorevole attenzione al canto, caratterizza con efficacia i diversi cambi di clima, rende fluido e godibile lo svolgersi della vicenda. Strana la scelta di tagliare la Sinfonia iniziale, composta da Donizetti alla velocità del lampo per venire incontro al gusto viennese. Michele Gamba ce ne spiega la ragione nell’intervista che ci ha rilasciato (leggi qui). Bene il coro preparato da Lorenzo Fratini. Una serata assolutamente piacevole, dunque, che si spera segnerà il ritorno di Linda di Chamounix sui palcoscenici internazionali.

Teatro del Maggio – Stagione lirica 2020/21
LINDA DI CHAMOUNIX
Melodramma semiserio in tre atti di Gaetano Rossi
Musica di Gaetano Donizetti
Edizione critica a cura di Gabriele Dotto

Linda Jessica Pratt
Pierotto, giovane orfano savoiardo Teresa Iervolino
Carlo, Visconte di Sirval Francesco Demuro
Antonio, affittaiuolo, padre di Linda Vittorio Prato
Maddalena, madre di Linda Marina De Liso
Il Marchese di Boisfleury Fabio Capitanucci
Il Prefetto Michele Pertusi
L’Intendente del feudo Antonio Garés

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Michele Gamba
Maestro del coro Lorenzo Fratini
Regia Cesare Lievi
Scene e costumi Luigi Perego
Luci Luigi Saccomandi
Assistenti regista Mirko Rizzi
Assistente scenografo Luca Filaci
Nuovo allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze, 10 gennaio 2021
In streaming dal 15 gennaio 2021 

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