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Festival della Valle d’Itria 2021 – Concerto di Veronica Simeoni

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Serata ricca di suggestioni per il Festival della Valle d’Itria che, nell’ambito della rassegna “Il canto degli ulivi”, ha visto protagonista una magnifica Veronica Simeoni, accompagnata al pianoforte da Vincenzo Rana, nella settecentesca cornice della Masseria Palesi, poco fuori Martina Franca. Recital invero raffinato nel programma, che si muoveva tra Francia e Germania, tra opera e Lied, tra passioni pubbliche e tormenti privati. La serata, peraltro, è stata introdotta dalla musicologa Valentina Anzani in modo puntuale ed esauriente.

Il mezzosoprano romano ha proposto una scelta musicale che si adatta alla perfezione alla sua voce morbida, vellutata, luminosa negli acuti e capace di piegarsi sempre in un fraseggio ricco di sfumature ora vibranti ora appassionate, con una singolare attenzione alla parola. Se in “Divinités du Styx” da Alceste di Gluck la declamazione aveva il respiro della compostezza classica, pur se sfumata in sottili chiaroscuri, con la grande scena di Didon da Les Troyens di Berlioz Veronica Simeoni ha assunto un’autentica statura tragica, chiudendo poi la prima parte del recital con un “O ma lyre immortelle” (da Sapho di Gounod) di toccante espressione. Prima di passare alla seconda parte, il mezzosoprano ha voluto leggere una lunga poesia di Mariangela Gualtieri, intitolata “Alcesti”, testo emozionante per il trasporto con cui la poetessa racconta il tormento dell’amore e del sacrificio dell’eroina greca.

Con i due Lieder “Morgen” e “Zueignung” di Richard Strauss si è così passati all’elegia amorosa, con la voce di Simeoni che brillava per morbidezza e purezza di linea. A seguire è stata la volta di tre brani di Gustav Mahler: “Das irdische Leben” da Des Knaben Wunderhorn, “Urlicht” da Sinfonia n. 2 “Auferstehung” e “Ich bin der Welt abhanden gekommen” da Rückert-Lieder; qui il canto si è fatto più teatrale, l’accento cangiante, non senza screziature di sottile sensualità. Un itinerario davvero impegnativo per l’interprete e di grande godimento per il pubblico, che infatti ha reagito con entusiasmo, ma senza ottenere bis: Veronica Simeoni ha spiegato che, dopo aver eseguito “Ich bin der Welt abhanden gekommen”, non era più possibile per lei cantare altro. E a ragione.
Eccellente anche la prestazione di Vincenzo Rana (non a caso, padre di Beatrice): pianismo di gran classe, il suo, sensibilissimo al canto ma anche alla trasparenza di un suono ovunque cesellato con gusto e finezza.

Festival della Valle d’Itria 2021 – Il canto degli ulivi
CONCERTO DI VERONICA SIMEONI
Musiche di Gluck, Berlioz, Gluck/Sgambati, Gounod,
R. Strauss, Mahler

Mezzosoprano Veronica Simeoni
Pianoforte Vincenzo Rana

Martina Franca, Masseria Palesi, 28 luglio 2021

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