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Credo – Marina Rebeka, soprano (Prima Classic CD)

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Pubblicato lo scorso dicembre, Credo è l’ultimo album di Marina Rebeka per Prima Classic, l’etichetta indipendente di cui il soprano lettone è fondatrice e produttrice. Il cd è stato inciso nel 2020 nella chiesa riformista di Riga assieme alla Sinfonietta Riga e al Coro della Radio Lettone, diretti da Modestas Pitrėnas. Dopo due registrazioni di successo, rispettivamente dedicate al belcanto italiano (Spirito) e al repertorio operistico francese (Elle), Rebeka – ideatrice delle sue incisioni e dei concept che vi stanno alle spalle – ha deciso questa volta di puntare su un album di musica sacra che contenesse non solo preghiere o celeberrime Ave Maria, ma anche dei brani dal carattere spirituale in senso lato. La registrazione include pagine di Bach, Mozart, Verdi, Mascagni, Händel, Purcell, Brahms, Schubert, Fauré, Gounod, Saint-Saëns, Albinoni e altri compositori. L’idea di un album di arie sacre non è sicuramente nuova anche se, in questo caso, il programma è leggermente più ampio grazie a qualche fugace incursione operistica. In mano ad altre interpreti una registrazione di questo tipo potrebbe produrre un risultato banale, generico o eccessivamente commerciale. Al contrario, nelle mani di una cantante di primo rango dalla tecnica solidissima quale è Rebeka, il prodotto finito diventa di grande qualità e di estrema bellezza.

Sulla copertina dai toni celesti si staglia il volto candido di Rebeka dove spiccano due occhi azzurri, glaciali e contemplativi al tempo stesso, mentre all’interno e sul cd stesso troviamo stampato un cielo al di sopra delle nuvole, quasi già a preparare l’ascoltatore a un viaggio verso il divino. L’album, concepito, finanziato e interpretato da Rebeka, è stato fortemente voluto dalla stessa e vuole essere un messaggio di speranza per tutti, in un periodo di profonda incertezza e tribolazione. Da parte del soprano lettone trattasi di un vero e proprio atto di fede, dichiarato senza mezzi termini, ma comunque senza ostentazione. Si tratta di una scelta che denota coraggio nell’affermare la propria identità e la componente religiosa della tradizione musicale occidentale (cosa assolutamente non scontata di questi tempi, anzi quasi controcorrente), ma nello stesso tempo inclusiva, dal momento che l’album vuole essere un invito a tutti, credenti o non, a mantenere viva la speranza e a ricercare qualsiasi tipo di conforto spirituale attraverso la musica. Ecco che il verbo credere assume una connotazione universale, con anche altre sfumature oltre al credo in Dio, che è il concept principale. Vi è il tema dell’addio alla vita ad esempio, presente in Ein Deutsches Requiem di Brahms o nell’aria “When I am Laid in Earth” dal Dido and Aeneas di Purcell. Inoltre, come spiegato da Rebeka ai microfoni di RSI-Rete Due, vi è anche la sfumatura meno scontata del “credo” inteso come falsa convinzione e, guarda caso, l’incisione comprende alcuni brani di cui si è creduta a lungo una certa attribuzione, rivelatasi poi scorretta. Si prendano ad esempio l’Ave Maria di Caccini in realtà un brano del 1970 di Vladimir Vavilov, l’aria “Bist du bei mir” attribuita a J.S. Bach e in realtà derivante dall’opera Diomede (1718) di G.H. Stölzel e infine l’Adagio in Sol minore, attribuito a Tommaso Albinoni e in realtà un arrangiamento di Remo Giazotto su un frammento manoscritto di Albinoni. Per tutti questi brani si riporta correttamente la doppia attribuzione ma la si omette invece per l’aria “Pietà, Signore”, considerata erroneamente di Stradella ma attribuita a Louis Niedermeyer.

Il carattere celestiale dell’incisione viene dettato da subito con il brano di apertura, il Laudate Dominum di Mozart dove Rebeka mostra alcune delle qualità che la contraddistinguono, tra cui una voce ben tornita dal suono corposo e ben timbrato, emissione morbida e controllo del fiato con suoni che via via vengono rimpolpati e smorzati con estrema facilità. Ben cinque le Ave Maria sparse nel programma, su un totale di 16 tracce. Si parte con l’Ave Maria di Verdi (volgarizzata da Dante), dove Rebeka esordisce con candore contemplativo per poi giocare su un fraseggio ampio e accenti quasi operistici, rafforzando il volume con trasporto religioso. L’Ave Maria di Caccini-Vavilov fluttua in maniera commovente tra fiati solidissimi, dinamiche che si aggiustano in maniera perfettamente bilanciata tra crescendo e pianissimi in perfetto equilibrio tra i registri. La pagina celebre di Schubert è calda e sentita senza troppa melensaggine con fiati sempre controllati al millesimo. Meno nota invece l’Ave Maria di Saint-Saëns, resa con una bella varietà di sfumature con centri chiaroscurati e attacchi intonatissimi. Centri pieni e acuti fulgidi si alternano nella versione dell’Ave Maria adattata dell’intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni. Corretta l’esecuzione del celebre arrangiamento di Gounod sul Preludio di J.S. Bach, ancora una volta con un bel controllo delle dinamiche. In “Bist du bei mir” di Stölzel, Rebeka potrebbe forse osare di più con le sfumature e inflessioni del testo ma la linea di canto è ben curata. In “Pietà, Signore” di Stradella/Niedermeyer la voce si solleva solenne e teatrale nella richiesta di pietà all’altissimo, salvo poi diventare vulnerabile nella ripresa. Nella preghiera “La Vergine degli Angeli” da La forza del destino, Rebeka sfoggia un bel legato che non va a discapito dell’intelligibilità delle parole e delle dinamiche suntuose, forse anche con troppo impeto. La resa del celebre “Pie Jesu” di Fauré è raffinata nelle modulazioni e solenne nell’invocare il sonno eterno. “Vergin tutto amor” di Francesco Durante, è una intima e velata invocazione alla bontà della Vergine, dove il soprano lettone porge la frase musicale con estrema dolcezza e devozione. In “Ihr habt nun Traurigkeit” da Ein Deutsches Requiem di Brahms, Rebeka canta con trasporto lirico anche se talvolta con forza eccessiva e anche a fronte di una dizione perfettibile. Rebeka non frequenta molto spesso il repertorio barocco, anche se avrebbe tutto il bagaglio tecnico per farlo. Nella registrazione di cimenta con due arie celeberrime: “Ombra mai fu” dal Serse di Händel e “When I am Laid in Earth” da Dido and Aeneas di Purcell. Anche se stilisticamente non sono centrate al 100% si evince un bel potenziale anche in questo repertorio. Dà una fine interpretazione del primo brano (peccato per la mancata messa di voce all’inizio dell’aria), mentre nel secondo, nonostante una dizione e cura dei recitativi perfettibili, rende bene con il colore della voce la sofferenza dell’addio alla vita. Il brano arcinoto (e anche abusato diciamolo) che chiude la registrazione, ossia l’Adagio in Sol minore di Albinoni/Giazotto è un lungo vocalizzo che si spinge fino ai sopracuti trasportando l’ascoltatore in una dimensione celeste che si dissolve nel nulla con un formidabile pianissimo finale. Rebeka dimostra ancora una volta pieno controllo tecnico, tra fiati lunghissimi ben sostenuti e dominio del vibrato e delle dinamiche su tutta la gamma.

Il Coro della Radio Lettone e la Sinfonietta Riga, diretti da Modestas Pitrėnas, sono efficaci nel dettare il tono e l’atmosfera giuste per ogni brano tra sonorità eteree, contemplative o più fervide, supportando anche l’interprete nei suoi lunghi crescendo o diminuendo fino al ppp. Nel complesso si è raggiunto un bell’equilibrio acustico. I collezionisti di cd potranno forse rimanere delusi dal libretto, carente di note introduttive o ai brani prescelti e in tal senso il presente articolo può fornire un po’ di utile contesto. Trattasi pur sempre di un prodotto di un’etichetta indipendente in tempi di pandemia e di pagine molto note; pertanto si può forse chiudere un occhio, soprattutto a fronte di un ascolto che ripaga pienamente le aspettative. Rebeka si conferma un’interprete molto seria per approccio, sicura delle proprie idee, granitica nella tecnica e generosa nell’uso dei suoi mezzi vocali, messi al servizio di un’interpretazione sincera ma misurata. Al di là di quale significato si voglia attribuire al verbo credere, l’ascolto fornisce veramente un momento di consolazione, riflessione e pace interiore, al riparo dalle ansie e incertezze di questo periodo. L’obiettivo della cantante può quindi considerarsi raggiunto.

CREDO
Marina Rebeka soprano
Modestas Pitrėnas direttore
Sinfonietta Riga
Coro della Radio lettone
Etichetta: Prima Classic
Formato: CD

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