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Chiesa di San Girolamo, Certosa di Parma – Stabat Mater di Pergolesi

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La magnifica chiesa di San Girolamo, nel complesso della Certosa di Parma, ha fatto da cornice a una bella esecuzione dello Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, forse il più alto capolavoro musicale sulle parole dolenti di Jacopone da Todi. Protagonisti, gli archi dell’Orchestra Toscanini, guidati dal direttore principale Enrico Onofri, con le voci di Carmela Remigio e Marianna Pizzolato. Si tratta del secondo di tre concerti in streaming gratuito, inseriti nel quadro di un’iniziativa denominata La Passione. Segni che restano, voluta dalla Fondazione Toscanini. Oltre al concerto al quale abbiamo assistito, ci sono lo Stabat Mater ed altre pagine di Vivaldi dirette da Federico Maria Sardelli, con solista Sara Mingardo, registrato nell’abbazia di San Giovanni Evangelista, e le Sette ultime parole di Cristo in croce di Haydn, ancora con Onofri nella Certosa. Quest’ultima, peraltro, sembra proprio essere quella citata da Stendhal nel suo celebre romanzo: ulteriore suggestione per un contesto architettonico elegante, impreziosito da affreschi in un vaporoso stile barocco.

Pregevole, dicevamo, l’esecuzione. Il direttore stacca tempi dilatati nelle pagine liriche, mentre imprime un incedere decisamente spedito a quelle mosse. La sua lettura, lontana dall’idea di un Settecento asciutto e nervoso, pare piuttosto ispirata a una morbidezza di fondo e a una densità di suono che tuttavia non pregiudica la limpidezza della scrittura (se ne coglie la matrice quartettistica). Il fraseggio è duttile e ben articolato nelle arcate melodiche, terse e levigate, pur sostenute da un incisivo vigore ritmico. Ben assecondato in questo dagli archi dell’orchestra Toscanini, precisi e intonati.

Le voci di Carmela Remigio e Marianna Pizzolato si fondono in modo singolare: chiara e duttile la prima, morbida e scura la seconda, trovano una complementarietà timbrica che esalta la scrittura pergolesiana. Remigio e Pizzolato, che cantavano per la prima volta insieme, si segnalano anche per essere entrambe molto musicali, nonché sensibilissime interpreti. Questo anzitutto per quel che concerne l’attenzione all’articolazione del testo latino che, sì, non è un libretto d’opera, ma forse proprio per questo esprime una pregnanza di significato ancor più cogente. C’è poi la capacità di restituire l’affetto del brano eseguito senza mai perdere il giusto equilibrio tra l’umanissima emozione – pur sempre il dolore di una madre per l’uccisione del figlio – e la sacralità di un racconto che rende ragione del precipitare del Divino nell’umano. Ovvero l’incarnazione come paradigma per comprendere il Cristianesimo, il cui contenuto teologico e salvifico trova proprio nella Pasqua il suo vertice, itinerario di kenosis e resurrezione.
Lo Stabat Mater è in streaming sul sito e sulle pagine social della Fondazione  Toscanini (qui il link), visibile per 30 giorni dalla prima trasmissione, prevista per venerdì 2 aprile alle ore 20,30.

Giovanni Battista Pergolesi
STABAT MATER
Per soli, archi e basso continuo

Carmela Remigio, soprano
Marianna Pizzolato, mezzosoprano
Filarmonica Toscanini
Enrico Onofri, direttore

Parma, chiesa di San Girolamo (Certosa), 2 aprile 2021

 

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