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Bologna, Teatro Manzoni – Concerto di Olga Peretyatko

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Lanciata con Rossini in quel di Pesaro e ormai forte di una notevole carriera internazionale, Olga Peretyatko torna a Bologna dopo un bel po’ di anni proponendo un concerto dal programma piuttosto variegato. Oltre a brani da opere che il soprano russo ha interpretato sulla scena durante la sua carriera, come le arie di Susanna, Leïla, o delle donne dei Contes d’Hofmann, troviamo pezzi che potrebbero anche essere prove per nuovi debutti.

La serata inizia con una briosa ouverture de Le nozze di Figaro diretta con gesti piccoli e controllati da Alessandro Cadario, alla guida dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Olga Peretyatko entra e attacca recitativo e aria di Susanna “Alfin giunse il momento… Deh vieni non tardar”. Il soprano mostra fin da subito una voce piena e rigogliosa nei centri e nel primo registro acuto, uniti da una linea di canto omogenea; anche gli affondi nelle zone più gravi risultano dominati con buona tecnica e sapienza, anche se non sono certo il suo punto di forza. Il timbro è chiaro, ma venato da una patina leggermente metallica, di scuola tipicamente russa. L’aria di Susanna mette in luce tutto ciò ed è affrontata con proprietà di accenti e una giusta dose di seduzione. Il recitativo e aria della Contessa “E Susanna non vien… Dove sono i bei momenti”, vedono una Peretyatko che cerca di mutare colore per questo diverso personaggio della stessa opera, arrivando a intuizioni di sicuro effetto nella resa del fraseggio, venato di malinconia, mentre brillano le messe in voce nella prima parte dell’aria. Convincono meno gli acuti nella parte finale, che, nonostante siano pieni, timbrati e voluminosi, sono gestiti con una scarsa dinamica, e appaiono fin troppo uguali tra loro.

Dopo una burrascosa ed esuberante sinfonia dalla rossiniana Gazza ladra, il soprano vira verso la parte belcantista del programma, proponendo tuttavia due cavatine da ruoli mai interamente eseguiti in teatro. Si parte con un “Com’è bello, quale incanto” della Lucrezia Borgia, in cui, a parte qualche scarto di intonazione iniziale, il soprano si trova perfettamente a suo agio, sia vocalmente, dato che la voce affronta le arcate donizettiane in tutta la sua bellezza, sia interpretativamente, presentando una donna matura nella cui voce risuona una vena di rimpianto. Più prudente è invece “Bel raggio lusinghiero” da Semiramide, in cui gli estremi acuti si dimostrano un po’ al limite, e, anche se giocata sulla seduzione, risulta più ordinaria dell’aria precedente.

La seconda parte del concerto è imperniata su brani dal repertorio francese. “Me voilà seule dans la nuit… Comme autrefois dans la nuite sombre” da Les pêcheurs de perles di Bizat colpisce per la sicurezza e la morbidezza della linea vocale. Segue poi la ben nota aria della bambola dei Contes d’HoffmannI di Offenbach, eseguita con precisione e la giusta meccanicità. Peretyatko brilla quindi in “Elle a fuit la tourturelle”, dalla stessa opera, dove la voce può bearsi in oasi liriche di sicuro fascino; il soprano infatti è ormai interprete affermata delle amanti di Hoffmann nei Contes, di cui mancava giusto “L’amour lui dit: la belle”, dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che quei ruoli debbano essere sostenuti dalla stessa interprete e che le divisioni nette tra Olympia, Antonia, Giulietta e Stella lasciano ormai il tempo che trovano.
Unica incursione al di fuori del repertorio francese in questo segmento è la ninna nanna “Estrela” di Altino Pimenta, orchestrata da Angelo Inglese, tratta dall’album “Songs for Maya” che la cantante ha inciso dedicandolo alla figlia, reso da Peretyatko in modo ottimale. Dopo un’ultima ouverture rossiniana tratta da Il signor Bruschino, correttamente eseguita, il programma ufficiale si chiude con la celebre “Je veux vivre” dal Roméo et Juliette di Gounod: centratissima, briosa al punto giusto, vocalmente perfetta, l’aria fa quasi sperare in un debutto completo del ruolo, e si configura come un’ottima scelta per il finale.
Gli applausi del pubblico portano a due bis: una ninna nanna di Francesco Paolo Tosti, ancora orchestrata da Inglese, e “Summertime” da Porgy and Bess di Gershwin.

Teatro Comunale di Bologna – Concerto straordinario
BEL RAGGIO LUSINGHIER
CONCERTO DI OLGA PERETYATKO

Musiche di Mozart, Rossini, Donizetti, Bizet,
Offenbach, Inglese, Gounod

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Alessandro Cadario
Soprano Olga Peretyatko

Bologna, 9 luglio 2021

Photo credit: Andrea Ranzi

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