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Bellagio, LacMus Festival 2021 – Concerto di Louis Lortie

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Meta prediletta dal turismo – soprattutto d’oltralpe – e zona ricca di bellezze naturali, il Lago di Como si sta sempre più confermando come una realtà vivace e propositiva anche sotto l’aspetto cultural-musicale, come dimostrato dalle numerose manifestazioni teatrali che si susseguono nei mesi estivi. Un posto di rilievo lo ricopre il LacMus Festival, una kermesse internazionale di musica giunta alla sua quinta edizione e che ha sede principalmente a Tremezzina, sulla riva occidentale del ramo comasco del Lario.
In un anno come il 2021 in cui parecchie sono le ricorrenze importanti, non può mancare un omaggio per il 700° anniversario della nascita di Dante Alighieri; per l’occasione, il LacMus Festival ha in serbo una gustosa novità, approdando per la prima volta sulla sponda opposta, a Villa Melzi d’Eril a Bellagio, splendida dimora storica progettata dal celebre architetto e ornatista bedanese Giocondo Albertolli agli inizi del XIX secolo, impreziosita da un vasto giardino all’inglese ideato nientemeno che dall’architetto e urbanista neoclassico Luigi Canonica e dal botanico e agronomo lombardo Luigi Villoresi.

La serata, dal titolo Après une lecture du Dante, ha luogo (solo in parte, come vedremo più avanti) negli affascinanti giardini e vede protagonista uno dei due direttori artistici della kermesse, il pianista franco-canadese Louis Lortie. Virtuoso della tastiera apprezzato in tutto il mondo e che non necessiterebbe di ulteriori presentazioni, negli anni Lortie ha lavorato a fianco di prestigiosi direttori quali Wolfgang Sawallisch, Lorin Maazel, Riccardo Chailly e Kurt Masur. A Bellagio propone un recital pianistico con musiche di Franz Liszt, che soggiornò sei mesi a Villa Melzi d’Eril, eletta a suo buen retiro sul Lago di Como tra agosto 1837 e gennaio 1838. Lortie esegue la raccolta Années de Pèlerinage. Deuxième Année – Italie, composta a cavallo tra anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, secondo volume dei lisztiani Anni di pellegrinaggio, nei quali l’artista ungherese riunisce le ispirazioni paesistiche, popolaresche e pittorico-letterarie dei propri viaggi in Svizzera e Italia, intrapresi assieme alla scrittrice e compagna Marie d’Agoult.

Il musicista franco-canadese, suonando senza spartito, si distingue per un’estrema sensibilità interpretativa, per una tecnica ferrea e rigorosa, per un tocco elegante e delicato ma, all’occorrenza, intenso e vitale, nonché per la freschezza e la rifinita politezza del fraseggio. Gli accenti soffusi risultano torniti con raffinata dolcezza, a tratti impalpabile, mentre quelli maggiormente sostenuti risultano robusti e incisivi ma mai plateali o esuberanti. Si susseguono, così, le sonorità acquarellate e liquescenti dello Sposalizio, ispirato al celeberrimo dipinto di Raffaello alla Pinacoteca di Brera; quelle maggiormente austere e funebri de Il pensieroso (omaggio al ritratto scultoreo di Lorenzo de’ Medici duca di Urbino realizzato da Michelangelo per le Cappelle Medicee nella Sagrestia Nuova in San Lorenzo); la scherzosità schietta e solare della Canzonetta del Salvator Rosa, trascrizione pianistica di una melodia verosimilmente di Giovanni Battista Bononcini, erroneamente attribuita al pittore barocco partenopeo Salvator Rosa. Seguono tre Lieder senza parole, che si rifanno a tre sonetti di Francesco Petrarca: il Sonetto 47 (“Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno”), dallo spiccato intimismo; il Sonetto 104 (“Pace non trovo, e non ho da far guerra”), intriso di patetismo e slancio cantabile; il Sonetto 123 (“I’ vidi in terra angelici costumi”), in forma tripartita, dal suono di ricercata morbidezza.

Il programma musicale è inframmezzato dalla recitazione del noto canto V dell’Inferno dantesco, reso con efficacia e pregnanza dal pianista e attore Alberto Baldrighi. Chiude il concerto l’ultimo brano della serie, Après une lecture de Dante, ispirato alla Divina Commedia e, più precisamente, all’Inferno, alla supplica dei dannati e allo struggente episodio di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Lortie ne dà una lettura appassionata, dai colori accesi e scoppiettanti e dalle sonorità puntute, che si stemperano in un’atmosfera languorosa e, al contempo, travolgente, nella scena d’amore tra Paolo e Francesca.
Un’interpretazione, quella di Lortie, accorata, analitica e raffinata, molto apprezzata dagli spettatori, come dimostrato dai prolungati ed entusiastici applausi, ricambiati con due bis lisztiani, affrontati con brio ed eleganza: Un Sospiro dai Tre Studi da concerto, improntato a melodie seriche e leggerezza di tocco, e Au lac de Wallenstadt dagli Années de Pèlerinage. Première Année – Suisse, contraddistinto da un linguaggio terso e pastorale.
Una serata, purtroppo, in parte guastata dalle bizze meteorologiche. Una pioggia sempre più intensa ha difatti accompagnato sin dall’inizio il recital, interrotto subito dopo la Canzonetta del Salvator Rosa per poter trasferire pianoforte, pubblico e sedie al coperto, nell’ingresso di Villa Melzi (che, lo ricordiamo, è una dimora privata ora abitata dai nobili Gallarati Scotti e, di conseguenza, non accessibile o visitabile), con un inevitabile ritardo di una ventina di minuti nel prosieguo del concerto, a scapito sfortunatamente della magica e irripetibile atmosfera che si era creata nei giardini. Il bello della diretta.

Villa Melzi d’Eril – LacMus Festival 2021
APRÈS UNE LECTURE DU DANTE
Musiche di Franz Liszt

Pianoforte Louis Lortie
Voce recitante Alberto Baldrighi
Bellagio, 15 luglio 2021

Photo credit: Daniele Marucci – myLakeComo.co

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