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Amsterdam, De Nationale Opera – Donizetti Queens in Concert (con Marina Rebeka)

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Sembrava di trovarsi nell’Eldorado del belcanto ascoltando lo streaming di Donizetti Queens in Concert dalla De Nationale Opera (DNO) di Amsterdam. Il teatro olandese, nel mese di maggio, aveva programmato la messa in scena di un nuovo allestimento di Anna Bolena curato dalla regista olandese Jetske Mijnssen, con protagonisti Marina Rebeka, J’Nai Bridges, Roberto Tagliavini e Ismael Jordi, diretti da Enrique Mazzola. Il Covid-19 ha imposto la cancellazione della produzione sostituita da un concerto con gli stessi interpreti, registrato e trasmesso on-line nel sito del teatro con qualità sonora altissima. Dal titolo completo si è passati a una selezione di pagine da Roberto Devereux, Maria Stuarda e Anna Bolena. La regista si è limitata a riempire la scena e parte della platea, vuota di pubblico, di candele, così da immergere il concerto in un clima di luci soffuse. Nulla di più.

La prima lode va rivolta a Enrique Mazzola, bacchetta che conosce cosa significa accompagnare le voci e le sostiene in un repertorio dove il canto regna sovrano e richiede un gesto attento e sensibile alle grandi arcate sonore alle quali il direttore dona vibrazione e impeto sorvegliati quando la temperatura del dramma prende il sopravvento sul lirismo; così nel finale del primo atto di Maria Stuarda, con il noto scontro fra le due regine, “Figlia impura di Bolena”, o nel finale di Anna Bolena. Anche le pagine che fanno da contorno ai grandi numeri vocali sono ben dirette, come l’Ouverture da Roberto Devereux e il respiro, davvero mirabile, donato al magnifico coro “Vedeste? Vedemmo…” da Maria Stuarda.

I grandi blocchi vocali proposti, inframmezzati da presentazioni preregistrate durante le prove a cura del direttore e della regista, comprendono il duetto fra Elisabetta e Roberto, “Un tenero core”, e quello fra Sara e Roberto, “Il vero intesi?”, da Roberto Devereux. Si passa poi a Maria Stuarda, con il larghetto di Elisabetta “Ah! Quando all’ara scorgemi”, il citato finale primo e la preghiera “Deh! Tu di un’umile preghiera”. Si finisce con Anna Bolena passando dal duetto fra Seymour e Enrico VIII, “Tutta in voi la luce mia”, al finale del primo atto “Tace ognuno”; dall’aria di Percy, “Vivi tu”, alla grande scena finale di Anna Bolena, con l’aria “Al dolce guidami” (eseguita senza il recitativo che la precede) e la successiva cabaletta “Coppia iniqua”.

Veniamo alle prestazioni degli interpreti principali, affiancati dai validi pertichini, tutti membri validissimi della De Nationale Opera Studio: il basso-baritono Frederik Bergman, il baritono Maksym Nazarenko e il mezzosoprano Maya Gour.
Il soprano Marina Rebeka, avvicinatasi sempre più al belcanto di Bellini e Donizetti, offre in questa occasione una prova maiuscola. La voce è di colore prezioso, luminosa e sostenuta da centri sostanziosi, nei quali la cantante sfoggia suoni perlacei di grandissimo fascino e screziature brunite, senza che il vibrato intervenga a incrinare l’emissione tecnicamente solidissima. Non si è dinanzi, come spesso capita, al soprano lirico-leggero imprestato a questo repertorio, che molte virtuose hanno avvicinato previlegiandone, anche se con cura espressiva, gli aspetti puramente vocali, assorti in una dimensione di puro lirismo. Il suo è il canto di un soprano lirico pieno, che non si limita a eseguire la preghiera di Maria Stuarda con abbandono venato di patetismo svaporato, ma carica i suoni di morbidezza e tersa levigatezza. Così avviene nell’aria “Al dolce guidami”, cantata splendidamente, e nella cabaletta finale affrontata con grinta assolutamente inebriante, conclusa con un ardito sopracuto. Anche il temperamento non manca al grande soprano lettone. Lo si ammira al momento in cui intona con impeto e travolgente intensità il finale primo di Anna Bolena in “Ah! Segnata è la mia sorte”, concluso, ancora una volta, con un sopracuto a perdifiato intonatissimo, fermo nel suono e radioso. Credo che pochissime cantanti la eguaglino oggi in questo repertorio, sapendo come lei equilibrare il virtuosismo vocale con le esigenze di un canto piegato alle ragioni dell’espressione drammatica.

Ricchezza di suono possiede anche il mezzosoprano americano J’Nai Bridges, dotata di voce carnosa e di singolare fascino timbrico ambrato. Tende ad aprire i suoni in acuto e la dizione è invero perfettibile, ma nonostante il vibrato e qualche suono talvolta un po’ disordinato nell’emissione, le qualità sfoggiate come Sara di Nottingham in Roberto Devereux e nel duetto fra Seymour e Enrico VIII da Anna Bolena la vedono emergere per il rigoglioso dispiego di mezzi vocali indubbiamente apprezzabili.
Ottima la prova di Roberto Tagliavini, basso cantante di sorvegliata compostezza, che come Enrico VIII fa valere, nel duetto con Giovanna Seymour da Anna Bolena, un cantabile nobile, ma all’occorrenza è altero quanto basta.
Il tenore spagnolo Ismael Jordi, che studiò con Alfredo di Kraus, fa percepire le qualità di tale scuola. Sa legare i suoni con eleganza, smorzarli ad arte, dar senso alle frasi curandosi non solo di cantare benissimo ma anche di essere espressivo. Si impone così nel duetto con Elisabetta da Roberto Devereux, nel quale rende un piccolo capolavoro di grazia la strofa “Indarno la sorte, un trono m’addita” (finissima la smorzatura su “le gemme del serto non hanno splendor”), poi in quello con Sara, dove basterebbe la frase “Ardo per te d’amor” che introduce la bella sezione melodica del duetto, intonata con stile e ardente contegno, a siglare la classe sopraffina del suo canto, seguito da un “Tu m’ami e deggio perderti!” da incorniciare. Quando è chiamato al difficile compito di eseguire l’aria di Percy “Vivi tu” da Anna Bolena, cimentandosi con l’impossibile scrittura pensata per Giovanni Battisti Rubini, attacca l’aria con morbidezza, ne sostiene il cantabile accarezzando i suoni con senso dello stile, senza andare alla ricerca di belcantismi leziosi o di suoni misti lontani dal suo essere vocale, risolvendola con intelligenza. Così avviene anche quando, dinanzi alla tessitura iperacuta della cabaletta, la affronta con sorvegliata compostezza, senza forse essere spericolato, evitando l’esperimento di suoni in falsettone che vadano alla ricerca di uno stile arcaico, ma mantenendo sempre il controllo dell’emissione omogeneo e morbido su tutta la gamma.
Una serata di belcanto da capogiro.

Amsterdam, De Nationale Opera – Stagione 2020/21
DONIZETTI QUEENS IN CONCERT
Roberto Devereux, Maria Stuarda, Anna Bolena

Marina Rebeka soprano
J’Nai Bridges mezzosoprano
Ismael Jordi tenore
Roberto Tagliavini basso

Orchestra da Camera Olandese
Coro dell’Opera Nazionale Olandese
Direttore Enrique Mazzola
Regia Jetske Mijnssen

Amsterdam, streaming 16 maggio 2021

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