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Voix d’espoir – Veronica Simeoni e Michele D’Elia (Maggio Live CD)

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Avremmo dovuto proprio oggi, 20 marzo, presentare a Torino questo cd, al Teatro Regio, in una conferenza-concerto con gli interpreti stessi e, chi scrive, avrebbe introdotto il pomeriggio, in attesa di ammirare poi Veronica Simeoni come Marguerite ne La damnation de Faust di Berlioz in scena nel tanto discusso ma al tempo stesso stimolante spettacolo di Damiano Michieletto in cartellone al Regio. Come tutti sappiamo, l’epidemia del Covid-19 ha bloccato il mondo e reso impossibile questo e ben altro. Non ci resta che parlarvi del cd appena uscito, della sua singolarità, dello spirito che ha indotto i due protagonisti e realizzarlo, sostenuti dal marchio discografico Maggio Live, che dopo aver immesso sul mercato storiche registrazioni dal vivo di memorabili serate operistiche fiorentine per la prima volta realizza, proprio con questa registrazione, un cd in studio.

Il titolo è Voix d’espoir, il medesimo del brano di Donizetti che chiude la raccolta di mélodies scelte con cura nel ricco repertorio della musica da camera francese che spazia da “Les nuits d’été” di Berlioz alle “Duex romances” di Debussy, da “Adieux de l’hôtesse arabe” di Bizet, omaggio al gusto per l’esotismo tipico dell’Ottocento francese e non solo, ad una scelta di mélodies di Reynaldo Hahn, letterato, compositore e cantante, noto soprattutto per il legame sentimentale e poi per l’amicizia che lo unì per l’intera vita a Proust. Prima del citato brano donizettiano, nella cui linea melodica subito si riconosce il motivo della celeberrima aria “Una furtiva lagrima” dall’Elisir d’amore, ancora “Trois esquisses lyriques pour chant et piano” del compositore contemporaneo Federico Biscione su versi di Verlaine, Baudelaire e Rimbaud.
Un programma colto e raffinato quello che il mezzosoprano Veronica Simeoni e il pianista Michele D’Elia scelgono dopo anni di collaborazione artistica, studio e amicizia. Fra i due interpreti si coglie quello che nelle belle note di copertina Alberto Mattioli definisce “complicità ed affiatamento completi”, mentre le altrettanto dotte note di Elvio Giudici, che introducono all’ascolto dei brani, ricordano come alla lirica da camera si richieda di “rendere sonora la musica nascosta di certi versi” anche se, nel caso dei due artisti in questione, la formazione sia stata per lo più operistica, e le note di Jorge Binaghi tracciano infatti un profilo più che esaustivo sulla parabola artistica e di repertorio di Veronica Simeoni, la cui voce è assai simile a quella che solitamente si definisce Falcon, modellata sull’esempio offerto della leggendaria cantante francese, Marie-Cornélie Falcon che, come noto, era in grado di cantare parti di mezzosoprano, ma la cui estensione sconfinava spesso su tessiture sopranili che resero non solo ampio il suo range vocale ma addirittura creò un genere vocale che spaziava dalle sonorità del mezzo a quelle del soprano drammatico, con tutto il temperamento vocale ed interpretativo che questo comportava.

Le scelte interpretative della carriera certo luminosissima di Veronica Simeoni si sono appunto sviluppate in tal senso e l’hanno vista negli anni arrivare alle grandi parti mezzosopranili verdiane dopo molti anni di frequentazione col belcanto ottecentesco italiano e col repertorio francese stesso, che l’hanno vista interprete di riferimento in opere di Donizetti, fino al grand-opéra di Meyerbeer con Selika ne l’Africaine, Charlotte in Werther di Massenet e ovviamente Carmen, in cui la fascinosa signora Simeoni è oggi protagonista di riferimento. Questo ecclettismo è sempre stato sostenuto da una consapevolezza stilistica che la Simeoni non fatica a far rivivere col suo timbro screziato di sensualità, ma pervaso da quel sentimentalismo nostalgico e malinconico che l’accompagnamento pianistico di Michele D’Elia, sempre morbido, raffinato e fluido, all’occorrenza cristallino, le regala con una sensibilità di tocco pianistico che non si limita ad accompagnare la voce ma agisce in totale comunione d’intenti con essa per arrivare ad approdi esecutivi davvero inediti per artisti che francesi non sono, eppure sanno cogliere fin nel midollo l’anima espressiva di queste pagine illuminandone il vero spirito, fatto di colori, sfumature, abbandoni e suggestioni che addirittura nei respiri e nelle pause comunicano le sottili rispondenze che continuamente gli interpreti trasmettono nel trovare la giusta dimensione ad ogni sentimento espresso, che sia esso delicatamente amoroso, di assenza e di dolore (in tal senso i brani “Sur les lagunes” e “Absence” dalle berlioziane Nuits d’été, che parlano di morte, vedono la Simeoni piegare la sua voce con cullante mestizia), o più marcatamente sensuale, con una patina di sentimentalità mai compiaciuta, eppure palpitante di emozioni, nascente da una fusione perfetta fra voce e piano, al servizio della musicalità espressiva dei versi e mai del protagonismo di chi li rende musica e canto. Un colloquio fra voce e piano così intimo e vero da rendere il clima stilistico di questo mondo musicale davvero autentico.
Oggi non abbiamo quindi presentato a Torino al pubblico “Voix d’espoir” – il titolo stesso del cd ci inviti alla speranza – ma la sua magia resta impressa in queste tracce audio e nessun virus potrà negarcela. Buon ascolto.

VOIX D’ESPOIR
Veronica Simeoni, mezzosoprano
Michele D’Elia, pianoforte
Mélodies di Berlioz, Debussy, Hahn, Biscione, Donizetti
Maggio Live
Formato: CD

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