Chiudi

Venezia, Teatro La Fenice – Concerto di Natale 2020

Condivisioni

Il tradizionale Concerto di Natale del Teatro La Fenice, per il protrarsi dell’emergenza Covid, si è svolto a porte chiuse ed è stato diffuso in streaming. È questa una modalità che consente a un pubblico ampio ed eterogeneo di seguire le attività delle nostre istituzioni musicali, ora purtroppo pesantemente danneggiate, ma che non potrà mai sostituire l’emozione della musica in presenza, il naturale propagarsi delle onde sonore con il loro timbro e l’autentica intensità. I teatri, lo sappiamo, avevano fatto tutto il possibile per riaprire, adeguandosi alle norme sanitarie contro il diffondersi del contagio, ma chi doveva pensare alla mobilità e ai mezzi di trasporto non ha avuto la stessa sollecitudine.

L’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Gianluca Capuano, in una sobria cornice visiva, ha dunque eseguito il Concerto grosso in re maggiore op. 6 n. 4 e il Concerto grosso in sol minore op. 6 n. 8 (fatto per la notte di Natale) di Arcangelo Corelli. Il celebre violinista romagnolo con i suoi concerti grossi amplia, di fatto, le possibilità foniche già sperimentate con successo nella sonata a tre. L’opera 6 costituisce un significativo modello a cui guarderanno tutti gli autori successivi, Händel compreso. I due concerti proposti nella prima parte del programma sono un eloquente esempio dell’invenzione corelliana, caratterizzata da uno sviluppo tematico lineare e da una equilibrata levigatezza formale. Il numero 8 della raccolta, pubblicata postuma nel 1714, è un autentico capolavoro e la Pastorale conclusiva è tra le più belle che siano mai state scritte. Capuano propone un’esecuzione misurata, asciutta e una dinamica senza eccessi, con i solisti del concertino che con equilibrio arricchiscono l’elegante excursus melodico di Corelli.

Questo è un Natale, purtroppo, segnato da molti lutti e forse per questo è stata scelta anche una composizione che invita a riflettere sulla morte: lo Stabat Mater per soprano, contralto, archi e continuo di Giovanni Battista Pergolesi, commissionato nel 1736 dalla Confraternita napoletana dei Cavalieri di San Luigi e da eseguirsi durante la liturgia della Settimana Santa. Il capolavoro di Pergolesi ha un linguaggio di straordin aria espressività e alterna momenti di malinconica profondità ad altri che esaltano lo splendore delle voci femminili. Silvia Frigato (soprano) è molto corretta stilisticamente: tutti i trilli sono con l’appoggiatura superiore, le emissioni controllatissime, a tratti manierate nelle sottolineature “madrigalistiche” (si pensi per esempio a “Cujus animam gementem”). Come sempre misurata ed elegante Sara Mingardo (contralto) che conosce molto bene questo lavoro pergolesiano e con garbo introduce in “Fac ut portem” una cadenza conclusiva; nei duetti, poi, dosa con assoluto equilibrio ogni suo intervento.
Il concerto è visibile gratuitamente sul sito www.teatrolafenice.it e sul canale YouTube del Teatro La Fenice, canale che conta oltre 82 mila iscritti ed è una delle piattaforme video digitali più seguite tra quelle dei teatri europei.

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino