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Su Classica HD, concerto vivaldiano con Raffaele Pe per le vittime Covid

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Anche Brescia, come Bergamo col Requiem di Donizetti, ha ricordato in musica le vittime del Covid-19. E lo ha fatto con un concerto di grande valore artistico e simbolico, registrato nei giorni scorsi nella magnifica cornice della chiesa di Santa Maria del Carmine, che sarà trasmesso domenica 19 luglio alle ore 21.10 su Classica Hd (canale 136 di Sky). Promosso dalla Fondazione Teatro Grande e dal Comune di Brescia, il concerto si intitola Stabat Mater e ha per protagonista il controtenore Raffaele Pe, affiancato da La Lira di Orfeo, l’ensemble barocco da lui fondato nel 2014.

Il programma è interamente costituito da brani e opere sacre di Antonio Vivaldi: la Sonata Al Santo Sepolcro, il Concerto Madrigalesco Rv 129, il salmo Nisi Dominus Rv 608 e lo stupendo Stabat Mater che il Prete Rosso scrisse nel 1712 per la bresciana chiesa di Santa Maria della Pace, parrocchia d’origine di suo padre. I promotori hanno scelto come sede del concerto la più spaziosa chiesa del Carmine, le cui severe forme tardo quattrocentesche sono state nel tempo arricchite da ulteriori interventi artistici. Tra essi, in singolare dialogo con la sequenza latina attribuita a Jacopone da Todi, un potente Compianto sul Cristo morto in terracotta, collocato nella cappella a sinistra del presbiterio, capolavoro sacro della scultura protorinascimentale, nonché il seicentesco organo Antegnati, tra i più pregiati di Lombardia.

La musica di Vivaldi, inserita in un simile contesto, ha ancor più efficacemente sortito l’effetto di trasformare il dolore in bellezza. Grazie anche alla straordinaria prestazione di Pe, oggi uno degli interpreti di riferimento del repertorio barocco a livello internazionale, anche lui, come Vivaldi, di padre bresciano. “La nostra città ha attraversato una prova molto difficile – ha detto il sindaco Emilio Del Bono introducendo il concerto -: tra marzo e maggio, 958 concittadini hanno perso la vita. Un rosario di volti, molti dei quali conosciuti da diversi di noi, la cui assenza ci rende più poveri. Tuttavia, una consapevolezza ci ha attraversato: quella di vivere in una comunità ricca di competenze, di umanità e generosità. Abbiamo visto tante persone che si sono dedicate agli altri. Brescia è una città dai valori solidi e dalle radici sane, figlia di una civiltà lontana, di secoli di umanesimo, una cultura di cui abbiamo grandemente bisogno”.

Di altissimo livello, dicevamo, la prova di Raffaele Pe, che vanta un fraseggio di rara intelligenza, con un’attenzione del tutto peculiare alla parola, cui conferisce tratti incisivi, vestendo di vibrante umanità l’aulico latino delle preghiere. Questo accade in particolare nello Stabat Mater, certamente il momento più emozionante del concerto: il controtenore si è fatto latore di un canto venato da una assorta, dolorosa malinconia, ove la pastosità e la dolcezza del timbro sono state valorizzate da un’eccezionale morbidezza di emissione. La voce è lucente in acuto e corposa nei gravi, l’interprete è capace di bellissime ombreggiature, appassionate e intensamente elegiache, ma pure di sgranare con fenomenale precisione la coloratura. Ottima la prestazione dell’ensemble e vivissimo il successo di pubblico.

Photo credit: Umberto Favretto

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