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Songs of Nature and Farewell – Hemisphaeria Trio (Da Vinci Classics CD)

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Non solo “Lusso, calma è voluttà”. Il nuovo cd Songs of Nature and Farewell (edito da Da Vinci Classics) presenta più di un motivo di interesse. Anzitutto per la ricercatezza di un repertorio quantomai raffinato e insolito (almeno per il pubblico italiano); in secondo luogo per l’apertura alla contemporaneità; infine per l’indiscutibile qualità esecutiva affidata a quattro giovani musicisti. Si tratta infatti del debutto discografico dell’Hemisphaeria Trio Damiana Mizzi soprano, Roberto Mansueto violoncello e Marcos Madrigal pianoforte – affiancato dal flautista Andrea Oliva, interpreti di un cd che spazia dal Novecento storico di Ravel a due rarità, incise per la prima volta, di altrettanti compositori contemporanei: Songs of Nature and Farewell dell’inglese James Francis Brown e Chant d’amour de la Dame à la licorne della compositrice rumena Liana Alexandra.

Di Ravel si possono ascoltare le Chansons Madécasses e la giovanile La flûte enchantée tratta da Shéhérazade (1903). I primi tre brani, composti fra il 1925 e il ’26, su versi di Evariste-Désiré Parny de Forges, sono un omaggio all’isola di Madagascar e conducono l’ascoltatore in un viaggio fra sonorità entro le quali, nelle intenzioni del compositore, dovrebbe celarsi anche un afflato erotico. Difficile da cogliere per noi ascoltatori di oggi: vi si ritrova invece la consueta, raffinata, scrittura raveliana fatta di sospensioni e di quel particolarissimo gusto timbrico che trova perfetta espressione nel dialogo tra la bella voce di Damiana Mizzi e gli ottimi strumentisti. Molto interessante il secondo poema, che apre uno squarcio sulla contemporaneità, sottraendo la musica di Ravel a quell’empireo ove talvolta sembra essere confinata, per farla dialogare con la storia: Aoua! Aoua! Méfiez-vous des blancs (Aoua! Aoua! Guardatevi dai bianchi) scatenò non poche polemiche alla prima esecuzione in forma privata nel 1925 per la sua chiara presa di posizione anticolonialista. Musicalmente, l’improvviso accendersi dell’eloquio marca le distanze con le atmosfere rarefatte della prima lirica e l’incantamento panico dell’ultima. Chiare influenze debussyane si colgono ne La flûte enchantée dalla celebre Sheherazade, scritta nel 1903 da un Ravel affascinato dal mondo esotico che ritrovò nei poemi orientali di Tristan Klingsor (dissimulazione wagneriana del nome di Leon Ledere). Per questa incisione, l’Emisphaeria Trio ha realizzato un’inedita trascrizione per voce, flauto, violoncello e pianoforte; l’esecuzione è sempre controllatissima, i suoni levigati e morbidi, l’incedere molto musicale.

Danno invece voce alle sole parole di un altro grande musicista francese, Camille Saint-Saëns e alle sue Rimes Familières (1890), Songs of Nature and Farewell dell’anglosassone James Francis Brown (1969), tre liriche eseguite in prima assoluta nel 2011 alla Wigmore Hall di Londra. Allievo di Hans Heimler (allievo a sua volta di Alban Berg), Brown è oggi fra i compositori più eseguiti in Inghilterra, con un repertorio ampio che spazia fra musica da camera, sinfonica e musica per film. I tre brani risultano molto piacevoli all’ascolto, di impianto tonale e di varia espressività.

Rara l’esecuzione, e anche in questo caso una prima incisione assoluta, di Chant d’amour de la Dame à la licorne (1995), della compositrice rumena Liana Alexandra (1947-2011). Pur se formatasi ai corsi di Darmstadt, Alexandra scrive nel segno di una grande cantabilità, su liriche che il poeta Etienne de Sadeleer ha composto ispirandosi al ciclo di arazzi fiammingo del XV secolo La dame à la licorne.

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