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Pesaro, Rossini Opera Festival – Péchés de vieillesse, pianista Alessandro Marangoni

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Metti una sera a casa Rossini. Una compagnia intima e raccolta, un pianoforte e la sua musica. Non quella drammatica dei grandi melodrammi seri napoletani e neppure il ritmo travolgente delle opere buffe. Qui si respira la cantabilità dell’incedere melodico italiano filtrato da una squisita raffinatezza tutta francese, con uno sguardo che si allarga all’orizzonte europeo, dai languori chopiniani al vorticoso virtuosismo lisztiano. Fa pensare al Cortegiano di Baldassar Castiglione questo Rossini ormai ritirato a vita privata e celebrato in tutto il mondo musicale come il maggior operista vivente. Peccato che abbia abbandonato la composizione di lavori teatrali e riversi ormai la sua creatività solo sulla tastiera di un pianoforte. Un vero peccato. Di vecchiaia, come il musicista stesso ribattezzerà le centinaia di pezzi che partorisce in tanti anni di dorato romitaggio a Passy. Brani apparentemente leggeri, magari anche facili, ma che – proprio come accade per il cortigiano rinascimentale – sembrano nascere nel segno di quella sprezzatura che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi (Castiglione dixit).

E poi c’è l’ironia, che sembra davvero essere il filo rosso che attraversa buona parte di tali composizioni (oltre che il timbro di fondo dell’esistenza del Nostro). Ma nella scelta del programma del concerto che ha aperto il primo fine settimana di questa singolare edizione autunnale del Rossini Opera Festival, in diretta streaming dal Teatro Rossini di Pesaro, c’è un intento: “Il programma di oggi – spiega il pianista Alessandro Marangoni – tratteggia – sebbene in maniera parziale data la vastità e l’eterogeneità della produzione dei Péchés de vieillesse – un aspetto di novità e sperimentazione al pianoforte: Rossini, che amava definirsi “un pianista di quarta classe”, pone l’attenzione al suono dello strumento, un suono romantico, utilizzando in pieno tutte le sue potenzialità tecniche ed espressive ed esplorando tutta la tastiera e la gamma dinamica”.

Intento perfettamente riuscito: i Peccati rossiniani sono così restituiti in tutta la loro originale freschezza dalle dita agili di Marangoni, pianista intelligente e colto, capace di cogliere in ogni brano la tinta che ne informa lo spirito, ma pure in grado di valorizzare gli echi e i rimandi ad altri autori o, semplicemente, a un’atmosfera culturale (non necessariamente solo musicale). Si pensi ad esempio alla Napoli così elegantemente parigina della Tarantelle pur sang, avec traversée de la procession. Oppure al descrittivismo della celebre Un petit train de plaisir, accompagnata dalle didascalie parlate dell’interprete; o ancora al sognante romanticismo della Barcarole. I languori del Prélude inoffensif o le intime dolcezze de Une caresse à ma femme si alternano all’originalissimo incastro euro asiatico della Petite polka chinoise. Con due chicche, due prime esecuzioni assolute ritrovate dallo stesso Marangoni: l’impegnativo Thême et variations e il minuscolo – sole 19 battute – Rien, un foglio d’album d’occasione del 1861 in Sol minore, in tempo di Andantino. Il pianismo di Marengoni è ricco di colori, il fraseggio è duttile, l’agogica cangiante. Tra le note, anche nell’esile trama sonora di tali miniature, brilla sempre il luminoso genio di questo singolarissimo Cortigiano ottocentesco.

Rossini Opera Festival 2020
Gioachino Rossini
PÉCHÉS DE VIEILLESSE

Alessandro Marangoni, pianoforte

Da Vol. VII, Album de chaumière
5. Prélude inoffensif
3. Petite polka chinoise
Da Vol. VI, Album pour les enfants dégourdis
7. Une caresse à ma femme
Thême et variations (inedito)
Da Vol. VI, Album pour les enfants dégourdis
8. Barcarole
Un rien (inedito, prima esecuzione moderna)
Da Vol. VIII, Album de château
9. Tarantelle pur sang (avec traversée de la procession)
Da Vol. VI, Album pour les enfants dégourdis
9. Un petit train de plaisir comico-imitatif
Pesaro, Teatro Rossini
Streaming 14 novembre 2020

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