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Parma, Parco della musica – Rigoletto

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Chissà se Giuseppe Verdi avrebbe mai immaginato che un giorno il suo Rigoletto, in scena, non avrebbe potuto abbracciare e accarezzare la figlia. O che il Duca di Mantova, per sedurre Gilda, non l’avrebbe sfiorata nemmeno con un dito. E non si tratta delle scelte bizzarre del regista di turno. Bensì della rigorosa applicazione di disposizioni normative. Così, in una tiepida serata parmigiana, un pubblico numeroso – ma distanziato nel rispetto delle disposizioni di cui sopra – ha potuto applaudire una delle prime messinscene operistiche italiane post Covid. Al Parco della musica di Parma abbiamo visto e ascoltato una singolare versione del capolavoro verdiano, ribattezzata Rigoletto al barsò, espressione dialettale che significa “sotto la tettoia”, quella dell’auditorium Paganini, che campeggiava nella sua stilizzata architettura dietro orchestra e solisti.

Il compito di tradurre in teatro le regole anti-Covid è stato affidato dal Festival Verdi al regista Roberto Catalano, che ha salutato il pubblico prima dell’inizio spiegando che ha voluto “trasformare una difficoltà in un’opportunità”, puntando sul valore simbolico e performativo delle luci di scena. In effetti, il palco è spoglio e ci sono solo quattro fari che vengono spostati dagli interpreti, creando semplici movimenti scenici. La luce intercetta e amplifica le emozioni e i sentimenti dei personaggi che in questo allestimento più che in altri palpitano di vita grazie alla sola musica (e che musica!). Catalano costruisce così uno spettacolo sobrio (e non poteva essere altrimenti) ma persuasivo, che ti fa dimenticare la bizzarria di un affetto paterno che non si scioglie nel calore di un abbraccio o di una dichiarazione d’amore che non culmina in un bacio appassionato. Contribuiscono alla riuscita della serata i bellissimi costumi appartenenti al Regio e le magnifiche luci disegnate da Fiammetta Baldiserri, che rendono l’Auditorium Paganini parte integrante della narrazione, in singolare controcanto con una tersa notte stellata.

Sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini (a ranghi ridotti), Alessandro Palumbo tiene le fila del discorso musicale con sensibilità e gusto, nel segno di un incedere teatralmente convincente. Va detto che non si tratta della versione integrale dell’opera, priva di coro e di alcuni personaggi; tuttavia, i tagli non compromettono il senso complessivo del dramma.

Sul palco, un cast di giovani (lo sottolinea in apertura di serata il direttore generale Anna Maria Meo) che fanno del loro meglio e offrono una prova nel complesso convincente. In crescendo la prestazione di Federico Longhi, un Rigoletto, come scrive Verdi stesso, “appassionato e pieno d’amore”, dalla voce ampia e chiara, dal fraseggio curato e dall’espressività misurata. Gilda ha la forma esile e la voce liliale di Giulia Bolcato, sensibile nel fraseggio quanto a fuoco nel virtuosismo, mentre il Duca di Mantova di David Astorga esibisce una bella pasta vocale soprattutto nei centri, accompagnata a una apprezzabile baldanza d’interprete. Andrea Pellegrini è uno Sparafucile di bel colore scuro, Italo Proferisce un Monterone tonante, ottimi tutti i cortigiani, anche nel loro “sostituire” gli interventi corali: Daniele Lettieri (Matteo Borsa), Gianni Giuga (Conte di Ceprano), Claudio Levantino (Marullo). Si segnalano anche i bravi allievi dell’Accademia Verdiana: Mariangela Marini (Maddalena e Giovanna), Chiara Notarnicola (un paggio) ed Emil Abdullaiev (un usciere). Si replica fino al 16 luglio e lo spettacolo vale una trasferta a Parma.

Teatro Regio di Parma
RIGOLETTO
Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave,
dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo

Musica di Giuseppe Verdi

Duca di Mantova David Astorga
Gilda Giulia Bolcato
Rigoletto Federico Longhi
Sparafucile Andrea Pellegrini
Maddalena/ Giovanna Mariangela Marini
Monterone Italo Proferisce
Matteo Borsa Daniele Lettieri
Conte di Ceprano Gianni Giuga
Un paggio Chiara Notarnicola
Marullo Claudio Levantino
Un usciere Emil Abdullaiev

Filarmonica Arturo Toscanini
Direttore Alessandro Palumbo
Regia Roberto Catalano
Luci Fiammetta Baldiserri
Elementi scenici e costumi Teatro Regio di Parma
Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
Parma, Parco della musica, 29 giugno 2020

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