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Novara, Teatro Coccia – Cassandra, in te dormiva un sogno

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Cassandra, in te dormiva un sogno, prima assoluta dell’opera commissionata e prodotta dal Teatro Coccia di Novara, composta da Marco Podda, su libretto di Daniele Salvo e Giulia Diomede, con la regia di Daniele Salvo, è uno spettacolo che tenta di creare un nuovo linguaggio di teatro musicale, come è nelle intenzioni degli autori e del direttore del teatro stesso, Corinne Baroni, che lo ha fortemente voluto credendo nel valore di questa operazione.

Partiamo dal concetto di streaming, che in questi mesi di pandemia, con la chiusura dei teatri, si è visto declinato nelle più diverse maniere. Al di là di chi ha preferito mantenere il teatro chiuso, c’è chi, all’opposto, si è buttato alla ricerca di divi (apparsi sui nostri palcoscenici come mai fino a oggi era capitato a seguito della chiusura dei grandi teatri d’Europa e d’oltre Oceano) proponendo opere in forma di concerto, chi ha prodotto spettacoli in forma completa come se il pubblico fosse presente in sala e poi, con alcune telecamere fisse del teatro, ha realizzato la produzione in diretta streaming, nei casi più fortunati avvalendosi della diretta tv trasmessa dalla benemerita Rai5, in quest’ultimo caso con risultati di ripresa ovviamente migliori.

Cosa ha fatto invece il Teatro Coccia? Qualcosa di completamente nuovo e innovativo, che piaccia o meno lo pone, o dovrebbe porlo dinanzi all’attenzione di tutti come un teatro di vera sperimentazione teatrale multimediale. Durante l’ondata pandemica dello scorso marzo aveva ideato la prima opera scritta e pensata esclusivamente per il web, Alienati, opera smart working ispirata al senso di alienazione di tutti i personaggi, affidati a uno stuolo di cantanti lirici di gran nome. Una operazione unica nel suo genere, così come oggi è questo spettacolo di altissima sofisticazione visiva, concepito come produzione nata per essere ripresa in diretta, ma vista solo attraverso gli schermi, senza la presenza di pubblico in sala. Insomma, un linguaggio e una messa in scena che nascono e sono pensati appositamente per lo streaming, nella versione scenica tecnologico-mediata studiata per l’occasione.

Partendo da una nuova concezione di teatro musicale, che tiene in considerazione chi ne fruisce da casa, gli autori di questo spettacolo utilizzano la sala del Teatro Coccia come fosse un set dove girare un film-opera in diretta: platea come luogo dell’azione dove spiccano i pochi ma ricercati elementi scenici, che sono una gigantesca nave a grandezza naturale (bellissima, disegnata da Danilo Coppola, autore delle scene), un cavallo, mimi in abiti neri (tutti i costumi sono firmati da Daniele Gelsi) con maschere di morte (perfetta personificazione della morte è Melania Giglio nel ruolo di Thanatos) e palcoscenico a sipario chiuso sul quale si proiettano video. Le luci di Ivan Pastrovicchio, ricercatissime e di rilievo artistico superiore, contribuiscono a creare il clima di un mito antico e tragico, quello di Cassandra, che profetizzò inascoltata la fine della leggendaria Troia. Dinanzi alla figlia di Priamo scorrono le immagini della città in macerie, della sua potenza annientata con l’inganno dopo un lungo assedio; tutto questo traspare della visione arida e secca dell’impianto visivo, grondante di tragicità, di terra e fuoco, di rovine e immagini ancora fumanti di sangue (le proiezioni di città bombardate durante il secondo conflitto mondiale sono di grande impatto).
Quattro telecamere e operatori che riprendono lo spazio scenico, come se si fosse in un film, contribuiscono, inutile negarlo, a un risultato di grande forza e presa emotiva. Resta l’immagine, questo è indubbio, di uno spettacolo bellissimo, capace di restituire l’atmosfera tragica che esce dai video dei nostri pc con forza dirompente, coniugando, come detto, l’età classica con richiami alla modernità.
A non convincere è il linguaggio utilizzato con il preciso intento di unire i diversi generi alla ricerca di una innovazione artistica che crei un amalgama fra teatro parlato, recitato/cantato e più squisitamente operistico, approdando a una sintesi più voluta che naturale. Si persegue l’unitarietà, attraverso una polivalenza che porterà questo spettacolo a divenire anche un film. Per quanto il linguaggio musicale su basi registrate con l’Ensemble strumentale della Cappella Tergestina diretto da Petar Matošević richieda la presenza di un direttore, il bravo Riccardo Bisatti, che coordina i diversi ambiti, facendo interagire il mondo della prosa con quello della lirica (che a differenza della musica agiscono in presa diretta), l’impressione che ne deriva è di un genere troppo composito per avere il seguito sperato. “Una nuova concezione di format di opera lirica – come ricorda il compositore Marco Podda – in cui sono compresenti alla musica elementi multisensoriali (acustici extra musicali, visivi ed olfattivi)”.

Fra gli interpreti, nei panni di Cassandra, si ascolta il soprano Lidia Fridman, davvero bravissima, in bella evidenza nel lungo monologo che porta alla fine dell’opera e la vede imporsi in un lamento al quale dona un intenso respiro tragico. Più orientate verso un canto recitato le parti di Ecuba e Thanatos affidate rispettivamente a Giulia Diomede e Melania Giglio.
Inutile essere anche noi Cassandre e profetizzare se questo percorso di narrazione musicale emozionale avrà un seguito, ma è certo che, utilizzando uno streaming altamente “artistico”, il Coccia, in tempi di pandemia come questi, sia stato il teatro italiano che forse più di tutti ha osato intraprendere strade completamente nuove, sperimentando un innovativo teatro musicale concepito per essere appunto visto in streaming e poi, nel caso, rimodulabile in altre diverse maniere. Diamogliene atto, anche se quando i teatri d’opera riapriranno, sarà bene meditare se proseguire su questa strada o meno.

Teatro Coccia Novara
CASSANDRA, IN TE DORMIVA UN SOGNO
Opera Virtuale Multimediale in un atto
Libretto Daniele Salvo e Giulia Diomede
Musica Marco Podda

Cassandra Lidia Fridman
Thanatos Melania Giglio
Ecuba Giulia Diomede
Clitemnestra Chiara Valli
Agamennone Matteo Giambiasi
Taltibio Francesco Pizzighello
Figuranti Allievi Attori della STM-Scuola del Teatro Musicale
Enrica Camiolo, Linda Caterina Fornari, Letizia Panagini, Chiara Romagnoli

Ensemble strumentale della Cappella Tergestina
Direttore Petar Matošević
Regia Daniele Salvo
Scenografia Danilo Coppola
Costumi Daniele Gelsi
Disegno luci Ivan Pastrovicchio
Videoproiezioni a cura di Indyca
Prima Assoluta
Commissione del Teatro Coccia di Novara con il patrocinio della Fondazione Inda
e in collaborazione con Archivio Fondazione Inda

Streaming sul canale YouTube del Teatro Coccia e su A-Novara,
28 e 29 novembre 2020

 

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