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Milano, Teatro alla Scala – Concerto di riapertura con Maisky, Rana, Piazzola

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L’indisposizione del cantante annunciato, il sostituto arrivato all’ultimo minuto, il cambio di programma, l’omaggio a un grande della musica scomparso da poche ore. Ma soprattutto, un teatro, “il” teatro d’opera per eccellenza in Italia e nel mondo, che riapre. Serata singolare alla Scala di Milano, per un concerto dal forte valore simbolico, ricco di emozione, pur se caratterizzato da alcuni intoppi. Cose che talvolta accadono quando si fa musica dal vivo, situazioni che ci danno la misura della fragilità e della fugacità del nostro essere al mondo. Proprio come la pandemia, che aveva costretto a chiudere il teatro all’indomani della prima (e unica) recita de Il Turco in Italia di Rossini (noi c’eravamo!) e che forse ora concede una tregua. Sul palco, la pianista Beatrice Rana, il violoncellista Mischa Maisky e – in luogo dell’indisposto Luca Salsi – il baritono Simone Piazzola.

L’annuncio del cambio in corsa è stato dato dal sovrintendente Dominique Meyer, affacciatosi sul palco a fianco del sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Oggi c’è il sole a Milano e di nuovo ci sarà musica in questo teatro. Sono sicuro che anche voi come me – ha detto Meyer rivolgendosi al pubblico – avete ascoltato musica registrata o in streaming nel periodo di chiusura, ma non c’è niente di così emozionante come la musica dal vivo. Stasera torniamo a farla insieme”.
“Quando nel mondo si pensa a Milano – ha affermato Sala -, molto spesso il pensiero va alla Scala. Nella nostra storia millenaria, Milano ha sempre avuto questa capacità di ripartire dalla cultura. La cultura – ha aggiunto – è il traino del cambiamento. Ciò che abbiamo vissuto non è una lezione ma un momento di riflessione ed è vero che alcune cose andranno cambiate. Cultura, creatività, università, imprenditorialità, il senso di solidarietà dei milanesi: queste cose ci rendono tranquilli sul nostro futuro. Milano ha le energie per trasformarsi e diventare migliore”.

Le note di Rossini hanno chiuso, quelle di Ravel riaprono. Beatrice Rana esegue La valse nel segno di un pianismo liquido, cangiante nella tavolozza di colori sino all’esplosione virtuosistica del finale. Nella Sonata n. 1 in mi minore per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms, Mischa Maisky esibisce un suono pieno, ricco, rotondo, valorizzando così la scrittura che, soprattutto nel primo movimento, insiste sulle note più gravi, mentre l’incedere della pianista appare più trattenuto e pudico. Un secondo movimento di malinconia eleganza precede una conclusione ove l’omaggio a Bach è trasfigurato da una sensibilità febbrile, squisitamente romantica e come tale ci viene restituito dai due interpreti. Maisky cambia dunque d’abito, indossando un’ampia casacca bianca, e si presenta al pubblico con l’aspetto quasi di profeta biblico per eseguire la superba prima Suite per violoncello solo Bwv 1007 del Kantor di Lipsia. Tuttavia, il suo è un Bach laico, come spogliato di tensione metafisica e al contrario intimo e raccolto, colmo di una umanissima ferialità. Il Preludio è rapido e leggero, quasi sussurrato, il discorso musicale si raccoglie in pensosa meditazione nella Sarabanda, si stempera nella vaga movenza di danza del Minuetto e fiorisce vibrante nella Giga finale. “La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie” diceva Hugo Von Hofmannsthal.

Simone Piazzola sostituisce degnamente l’indisposto Salsi (che non gli abbia nuociuto il tour de force canoro dei concerti post Covid?). Comincia con un ritratto di Carlo Gérard lontano anni luce da certi eccessi veristi: c’è invece una calda e dolente umanità nel suo canto accorato sì ma misurato e tornito. La voce è di bella pasta, ampia e timbrata, emessa con gusto, il fraseggio sempre curato. Commovente l’addio all’amico e alla vita di Rodrigo nel Don Carlo, a tratti struggente l’invettiva e la preghiera di Rigoletto. Vivo il successo del pubblico, ovviamente contingentato e nel rigoroso rispetto delle regole anti Covid. Bene due i bis: “Di Provenza il mar il suol” per Piazzola e una emozionante versione per violoncello e orchestra del tema d’amore dalla colonna sonora di Nuovo cinema Paradiso, doveroso omaggio a Ennio Morricone.

Teatro alla Scala
CONCERTI STRAORDINARI  2020/21

Maurice Ravel, La valse
Johannes Brahms, Sonata n. 1 in mi minore op. 38 per violoncello e pianoforte
Johann Sebastian Bach, Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo, BWV 1007
Umberto Giordano, da Andrea Chénier: Nemico della patria
Giuseppe Verdi
da Don Carlo: O Carlo, ascolta
da Rigoletto: Cortigiani, vil razza dannata

Simone Piazzola, baritono
Mischa Maisky, violoncello
Beatrice Rana, pianoforte
Milano, 6 luglio 2020

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