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Verona, Teatro Filarmonico – Madama Butterfly

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Una sorta di bosco incantato, teatro di una favola bella e crudele. Affascina e convince l’impianto scenico pensato da Dario Gessati per Madama Butterfly di Giacomo Puccini, in scena al Teatro Filarmonico di Verona con la regia di Andrea Cigni. Il bosco di betulle che avvolge la semplice casa della protagonista è una costante per i tre atti dell’opera, ma non stanca la vista. Risulta anzi mobile, grazie al sollevarsi e allo scivolare dei lunghi tronchi screpolati sulla scena, in una sorta di danza che fa da controcanto allo svolgersi della vicenda, illuminata dalle luci spesso calde di Paolo Mazzon. Alcune foglie cadono dal cielo nei momenti chiave dell’opera, con quella leggerezza che dà sostanza visiva alla poesia delle piccole cose di cui è intriso il capolavoro pucciniano. Siamo ai nostri giorni (lo capiamo dagli smartphone usati dagli ospiti al matrimonio tra i protagonisti), ma potremmo essere in una dimensione senza tempo, come senza tempo è la storia della piccola farfalla che diventa donna raccontata da un Puccini forse mai così commovente. Cigni costruisce una regia elegante ed equilibrata, rispettosa del libretto senza essere didascalica o leziosa, con alcune scelte di forte impatto simbolico, come quando alcuni mimi col viso coperto da una maschera bianca e inespressiva giocano con il bimbo di Butterfly mentre lei dorme in attesa del ritorno di Pinkerton. Poco prima, nel corso del coro muto, su un grande telo nero, quasi un sudario funebre che copre la scena lasciando intravedere la sola Cio-Cio-San, viene proiettato un video che non è altro che il suo sogno di riabbracciare l’amato. Molto belli sono i costumi disegnati da Valeria Donata Bettella.

Tenera, spontanea, umanissima la Butterfly di Yasko Sato che – è vero – non ha una voce grande e fatica in acuto, ma compensa ampiamente i limiti con un’interpretazione profondamente interiorizzata, con un fraseggio analitico, con un gusto singolare per il canto di conversazione. La figura minuta, la gestualità essenziale, scevra di manierismi, sono ulteriori elementi per comporre un ritratto convincente. Il Pinkerton del tenore Valentyn Dytiuk ha dalla sua la giovanile baldanza e un timbro limpido, sufficientemente morbido e duttile; l’interprete è certo perfettibile. Eccellente lo Sharpless di Mario Cassi, che vanta una voce di bella pastosità e rotondità, con un canto animato da un fraseggio assai curato. Manuela Custer, grazie all’oro brunito della voce, dà vita a una fiera e dolente Suzuki. Ottimo il Goro di Marcello Nardis e nel complesso adeguati gli altri interpreti: Lorrie Garcia (Kate Pinkerton), Nicolò Rigano (Yamadori), Salvatore Schiano di Cola (Commissario imperiale), Cristian Saitta (zio Bonzo), Maurizio Pantò (Ufficiale del Registro), Sonia Bianchetti (madre di Cio-Cio-San), Emanuela Schenale (cugina di Cio-Cio-San). Molto bene ha fatto il coro istruito da Vito Lombardi.

La duttilità, la trasparenza, la discreta ampiezza dei contrasti sia dinamici che di peso sonoro contribuiscono alla riuscita della direzione di Francesco Ommassini che tesse le fila di una narrazione liquida e sfumata, espressionista e decadente, molto attenta a restituire le ragioni profonde di una partitura così ricca e cangiante.

Teatro Filarmonico – Rassegna autunnale Viaggio in Italia
MADAMA BUTTERFLY
Tragedia giapponese in tre atti di Luigi Illica e Giuseppe Giocosa
dal dramma Madame Butterfly di David Belasco
Musica di Giacomo Puccini

Cio-Cio-San Yasko Sato
Suzuki Manuela Custer
Kate Pinkerton Lorrie Garcia
F.B. Pinkerton Valentyn Dytiuk
Sharpless Mario Cassi
Goro Marcello Nardis
Il Principe Yamadori Nicolò Rigano
Lo zio Bonzo Cristian Saitta
Il Commissario imperiale Salvatore Schiano di Cola
L’Ufficiale del registro Maurizio Pantò
La Madre di Cio-Cio-San Sonia Bianchetti
La Cugina di Cio-Cio-San Manuela Schenale

Orchestra e coro dell’Arena di Verona
Direttore Francesco Ommassini
Maestro del Coro Vito Lombardi
Regia Andrea Cigni
Assistente alla regia Luca Baracchini
Scene Dario Gessati
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Paolo Mazzon
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Allestimento della Fondazione Arena in coproduzione con
Teatro Nazionale croato di Zagabria
Verona, 15 dicembre 2019

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