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Verona, Teatro Filarmonico – Il matrimonio segreto

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Uno spettacolo in chiaroscuro, ove ogni situazione è come in controluce rispetto all’altra. Così Marco Castoldi, in arte Morgan, racconta la sua idea de Il matrimonio segreto, il capolavoro di Domenico Cimarosa di cui ha curato la regia per un allestimento andato in scena nel 2012 al Teatro Coccia di Novara e ripreso in questi giorni sul palco del Filarmonico di Verona. In effetti, le scenografie di impronta simbolico-minimalista di Patrizia Bocconi, con le suggestive luci di Paolo Mazzon, fanno da discreta cornice a un’azione che tuttavia non si distingue per particolari trovate, scorrendo invece sui binari di una quieta convenzionalità. Così, tra un gioco di sipari, pochi elementi scenici e le eleganti poltrone Proust, un soffio di vivacità giunge dagli originali costumi di Giuseppe Magistro, che mescolano colorate parrucche settecentesche ad abiti dal gusto punk–rock (e in effetti, Morgan spiega di intendere il Matrimonio segreto come una “Barock Opera”, anche se il significato di tale espressione non risulta poi così chiaro). Ci sono poi alcuni mimi che intervengono in diversi momenti, ma anche la loro presenza, fatta eccezione per un paio di occasioni, non contribuisce a far decollare lo spettacolo.

Sul podio dell’orchestra areniana il giovanissimo Alessandro Bonato, 24 anni appena, dimostra di avere studiato a fondo la partitura: con trasporto chiede e ottiene dai professori sonorità nitide e scandite nell’articolare il fraseggio e nell’evidenziare i diversi timbri, accentua i contrasti dinamici, è attento a calibrare il suono in modo da non sovrastare il canto. Tuttavia, la sua lettura manca di quel respiro e di quella vaporosa leggerezza necessarie a una musica che ha del miracoloso, nel suo coniugare un’affettuosa ispirazione melodica a una comicità temperata da un’ombra di disincanto.

Più che discreto il livello del cast vocale, con le sue punte nella Carolina di Veronica Granatiero, bella voce morbida e preziosa, nonché interprete spigliata, e nel Conte Robinson di Alessandro Abis, che vanta uno strumento di pastosa consistenza e una notevole sensibilità interpretativa. Simpatico e vivace sulla scena ma vocalmente non impeccabile il Geronimo di Salvatore Salvaggio; il tenore Matteo Mezzaro è dotato di un timbro scuro e duttile, ma non è parso stilisticamente a suo agio e dunque non ha reso pienamente giustizia al ruolo di Paolino, palesando qualche difficoltà nella sua magnifica aria “Pria che spunti in ciel l’aurora” (purtroppo non aiutato dalla direzione). Apprezzabili le prestazioni di Irene Molinari (impettita Fidalma) e Rosanna Lo Greco (esuberante e provocante Elisetta).

Teatro Filarmonico – Rassegna autunnale Viaggio in Italia
IL MATRIMONO SEGRETO
Dramma giocoso in due atti
Libretto di Giovanni Bertani
Musica di Domenico Cimarosa

Carolina Veronica Granatiero
Il Signor Geronimo Salvatore Salvaggio
Paolino Matteo Mezzaro
Il Conte Robinson Alessandro Abis
Fidalma Irene Molinari
Elisetta Rosanna Lo Greco

Orchestra e tecnici dell’Arena di Verona
Direttore Alessandro Bonato
Regia Marco Castoldi, in arte Morgan
Regista collaboratore Catia Pongiluppi
Scene Patrizia Bocconi
Costumi Giuseppe Magistro
Luci Paolo Mazzon
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Allestimento della Fondazione Teatro Coccia di Novara
Verona, 29 ottobre 2019

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