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Verona, Teatro Filarmonico – Il maestro di cappella e Gianni Schicchi

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Funziona l’insolito accostamento tra Cimarosa e Puccini messo in campo dalla Fondazione Arena di Verona nel cartellone del Teatro FilarmonicoIl maestro di cappella Gianni Schicchi, un classico del teatro buffo settecentesco e l’unica incursione nel buffo dell’operista che più di tutti incarna il melodramma del secolo breve, si illuminano a vicenda per contrasto. L’ironia e la leggerezza della vecchia scuola napoletana, con quell’eleganza leziosa quanto basta, trovano un’eco singolare nella frastagliata scrittura pucciniana e nella simpatica guasconeria di uno Schicchi tanto disonesto quanto irresistibile.

I due allestimenti sono affidati a due diversi registi, mentre unico era il protagonista, nel caso della nostra recita l’ottimo Federico Longhi, invero più a suo agio nei panni del fraudolento personaggio pucciniano che non in quelli del direttore cimarosiano. Qui Longhi ha faticato a trovare una cifra interpretativa convincente, forse anche per una regia che non lo facilitava, costringendolo a muoversi continuamente e talvolta a cantare anche con le spalle al pubblico. In Schicchi, viceversa, ha saputo colorire con vivacità la sua performance non solo sul piano attoriale ma pure su quello vocale, con una notevole varietà di accenti e un fraseggio curato, senza mai scadere nella caricatura. La voce, poi, è ampia e chiara, ben timbrata in tutta la gamma, con centri consistenti e acuti ben proiettati.
Nel complesso molto buono il cast dello Schicchi, con sugli scudi la prova di Barbara Massaro, il cui bel timbro brunito e morbido ha conferito una screziatura di leggera sensualità alla dolce Lauretta. Bravo il tenore Giovanni Sala quale Rinuccio solido e appassionato, così come autorevole e divertito è parso il Simone di Mario Luperi; buona pure la prova di Rossana Rinaldi quale Zita, di Ugo Tarquini (Gherardo), Elisabetta Zizzo (Nella), Dario Giorgelè, simpaticissimo Betto, nonché di Roberto Accurso (Marco) e Alice Marini (La Ciesca). Completavano bene il cast Maurizio Pantò (Pinellino), Nicolò Rigano (Guccio), Alessandro Busi (Spinelloccio/ Ser Amantio), nonché il bravissimo Marco Bianchi nei panni del bambino Gherardino.

Il giovane direttore veronese Alessandro Bonato, classe 1995, tiene bene le fila del Maestro di cappella, partecipando attivamente all’azione scenica insieme ai musicisti, tutti sul palcoscenico, e si getta poi a capofitto nella partitura pucciniana che dimostra di avere studiato a fondo. Di questa, Longhi tende a sottolineare l’articolazione della scrittura, dando bella evidenza a tutti gli strumenti, in particolare a legni e fiati, secondo una prospettiva squisitamente novecentesca, memore sì di quanto Puccini aveva fatto ma più sbilanciata sulla contemporaneità. Buona l’attenzione al canto, anche se, a volte, il volume sonoro sovrastava gli interpreti.

Sul fronte registico, non più che gradevole l’impostazione data da Marina Bianchi all’intermezzo di Cimarosa, che – come detto – ha fatto partecipare attivamente all’azione anche i musicisti, vivacizzandola con la presenza di sei ballerini/mimi, coordinati da Luca Condello. Il tutto, in un contesto scenico settecentesco disegnato da Michele Olcese, con i costumi di Silvia Bonetti. L’allestimento dello Schicchi, per la regia di Vittorio Borrelli, era nato per il Teatro Regio di Torino, ed è stato qui ripreso da Matteo Anselmi, con le scene elegantemente decò di Saverio Santoliquido e Claudia Boasso e i costumi di Laura Viglione. La scena si immagina dunque a cavallo tra gli anni Venti e gli anni Trenta del Novecento e la regia è vivace e simpatica, con una giusta sottolineature dell’elemento comico e con la figura di Buoso affidata a un mimo che, al momento dell’applauso, si rianima come se risorgesse. Apprezzabili le luci di Paolo Mazzon.

Teatro Filarmonico – Stagione 2018/19
IL MAESTRO DI CAPPELLA
Intermezzo comico
Musica di Domenico Cimarosa

Il maestro di cappella Federico Longhi

Orchestra dell’Arena di Verona
Direttore Alessandro Bonato
Regia Marina Bianchi
Scene Michele Olcese
Coordinatrice ai costumi Silvia Bonetti
Lighting design Paolo Mazzon
Nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona

GIANNI SCHICCHI
Opera comica in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini

Gianni Schicchi Federico Longhi
Lauretta Barbara Massaro
Zita Rossana Rinaldi
Rinuccio Giovanni Sala
Gherardo Ugo Tarquini
Nella Elisabetta Zizzo
Gherardino Marco Bianchi
Betto di Signa Dario Giorgelè
Simone Mario Luperi
Marco Roberto Accurso
La Ciesca Alice Marini
Maestro Spinelloccio/Ser Amantio di Nicolao Alessandro Busi
Pinellino Maurizio Pantò
Guccio Nicolò Rigano

Orchestra dell’Arena di Verona
Direttore Alessandro Bonato
Regia Vittorio Borrelli ripresa da Matteo Anselmi
Scene Saverio Santoliquido e Claudia Boasso
Costumi Laura Viglione
Lighting design Paolo Mazzon
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Allestimento del Teatro Regio di Torino
Verona, 21 maggio 2019

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