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Verona, Arena Opera Festival 2019 – Plácido Domingo 50

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Dieci anni fa, nel Gala che celebrava i 40 anni dall’esordio areniano e dal debutto in Italia, cantava ancora da tenore. I recenti festeggiamenti per il traguardo del mezzo secolo lo hanno visto invece  esibirsi unicamente come baritono. Simbolo della vecchia guardia che non molla, Plácido Domingo può ormai permettersi di tutto. (Ex) tenore, baritono, direttore d’orchestra e direttore di teatri internazionali, è musicista eclettico e personaggio iconico. Un mito che il pubblico acclama a prescindere.

Che dire della sua esibizione al Plácido Domingo 50. Arena Anniversary Night? In rapporto all’età anagrafica – ufficialmente 78 anni (ma il mistero dell’età è notorio) – il cantante sorprende ancora per la vocalità corposa e il calore timbrico del registro centrale, mentre l’interprete conquista per la presenza scenica fortemente carismatica. Tuttavia, per quanto la corda baritonale gli consenta di accostare ruoli più comodi per tessitura ed estensione in acuto, resta il fatto che Domingo baritono non è. Lo ha dimostrato anche in questa serata veronese all’insegna di Verdi, affrontando gli ultimi atti di Nabucco e Macbeth, e pagine dal secondo e dal terzo atto di Simon Boccanegra.
Le cose migliori si sono ascoltate nel Simone e, più in generale, in qualche momento cantabile, dove Domingo ha avuto modo di mettere in luce sfumature affettuose e ombreggiature ora drammatiche, ora nostalgiche, mentre più laboriosi sono risultati i passi eroici e concitati (la cabaletta di Nabucco “O prodi miei”). Una vocalità di fatto distante per colore e incisività da quella baritonale richiesta, confinata fra il forte e il mezzoforte e piegata a un fraseggio e un accento generici. Più che al tratteggio di personaggi veri e propri, si era di fronte a un grande protagonista della lirica che faceva il verso a se stesso. Naturalmente, fatti questi rilievi, non si può che esprimere ammirazione per la tempra, l’energia e la comunicativa che questo divo e artista a 360 gradi è ancora in grado di esibire a quasi 60 anni dal debutto sulle scene.

Alterne le prestazioni dei colleghi chiamati a fargli corona in questa serata di festa. Marko Mimica ha esibito una vocalità poco adatta a ruoli da basso profondo quali Zaccaria (Nabucco) e Fiesco (Simone), denotando scarsa timbratura nei gravi, ma anche qualche disagio in acuto. Nei panni di Abigaille e Lady Macbeth, Anna Pirozzi ha cantato con la consueta professionalità, sempre immedesimata espressivamente, oltre che sicura nel registro alto (solo il re bemolle finale della scena del sonnambulismo risultava forzato, anziché emesso “con un fil di voce”). Quanto ad Amelia del Simone, invece, non mi pare si tratti di un ruolo nelle sue corde.
Apprezzabile il contributo di Arturo Chacón-Cruz, che ha risolto con voce fresca, acuti facili e fraseggio accurato le arie di Macduff e Gabriele Adorno, e buona la prova di Géraldine Chauvet come Fenena. Nelle parti di fianco si sono distinti Elisabetta Zizzo (Anna del Nabucco), Romano Dal Zovo (Gran Sacerdote di Belo e Medico) e Carlo Bosi (Abdallo e Malcom).
Dal podio Jordi Bernàcer ha sostenuto Domingo e gli altri protagonisti con una direzione elastica e ben contrastata, capace di assecondare il canto con tempi appropriati e giusto respiro, appoggiandone le fluttuazioni melodiche e le concitazioni con attenzione. Come sempre affidabili gli interventi del coro preparato da Vito Lombardi.

Per la parte visiva, l’ambientazione dei tre atti verdiani era affidata alla regia tradizionale di Stefano Trespidi, alle scene scarne e alle suggestive proiezioni sugli spalti a cura di Ezio Antonelli, e ai costumi recuperati dai magazzini areniani da Silvia Bonetti. Con risultati senz’altro funzionali, solo qua e là intaccati da qualche pausa di troppo tra un quadro e l’altro e dalla non richiesta ripetizione del “Va’ pensiero”, bissato dopo un applauso appena cordiale.
Dopo oltre tre ore di spettacolo, caldo successo per tutti e ovazioni per Domingo, festeggiato a sorpresa anche da spettacolari fuochi d’artificio.

Arena Opera Festiva 2019
PLACIDO DOMINGO 50 – ARENA ANNIVERSARY NIGHT

NABUCCO di Giuseppe Verdi
Sinfonia
Va’ pensiero
Oh chi piange?…Del futuro nel buio discerno
Atto IV
Nabucco Plácido Domingo

MACBETH di Giuseppe Verdi
Atto IV
Macbeth Plácido Domingo

SIMON BOCCANEGRA di Giuseppe Verdi
Atto II
O inferno!…Amelia qui!…Sento avvampar nell’anima
Tu qui?…Parla, in tuo cor virgineo
Figlia?…Vecchio inerme il tuo braccio colpisce?
Atto III
M’ardon le tempia…
Chi veggo!..Gran Dio, li benedici
Simon Boccanegra Plácido Domingo

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona
Direttore Jordi Bernàcer
Regia Stefano Trespidi
Scene e projection design Ezio Antonelli
Coreografia Giuseppe Picone
Maestro del coro Vito Lombardi
Coordinatore del ballo Gaetano Petrosino
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
Verona, 4 agosto 2019 

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