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Venezia, Teatro La Fenice – Werther

Dopo un lungo periodo di assenza, è tornato al Teatro La Fenice il Werther di Jules Massenet. Il capolavoro in quattro atti del compositore francese, tratto dal romanzo epistolare di Goethe, è stato proposto nell’allestimento, nato per Bologna, firmato dalla regista Rosetta Cucchi, con le scene di Tiziano Santi e i costumi di Claudia Pernigotti.
Il protagonista sembra rivivere a ritroso la propria dolorosa vicenda: appare fin dall’inizio abbandonato in proscenio su una poltrona a ripensare con dolore alla mancata realizzazione del suo sogno familiare, alla vita che avrebbe potuto trascorrere insieme all’amata Charlotte. Domina un sentimento di ambivalente esclusione che ricorda per certi aspetti la dimensione psicologica vissuta da Pascoli nel suo Gelsomino notturno, scritto per le nozze di un amico. La casa, simbolo degli affetti, si allontana sulla scena progressivamente, proprio come un sogno che diviene sempre più distante, fino a scomparire. Di lato i tigli, due tronchi spogli, sotto i quali Werther sarà sepolto. Entrambi i protagonisti non hanno il coraggio di rischiare, si lasciano vivere senza scegliere davvero e la morte di Werther è la naturale conseguenza del suo isolamento.

Alla guida dell’orchestra della Fenice, Guillaume Tourniaire sottolinea gli accordi tesi e dissonanti del preludio, anticipazione del tormento interiore di Werther, ma sa trovare anche i colori nostalgici e patetici che connotano la raffinata scrittura di Massenet.
Al tenore Jean-François Borras, chiamato a sostituire la sera della prima l’indisposto Piero Pretti, va il merito di aver salvato la recita, di essersi prontamente adattato alle esigenze della produzione. La sua giovane voce, anche se non sempre compatta, risulta nell’insieme adeguata alle esigenze di un ruolo sognante e appassionato quale quello di Werther. Il mezzosoprano Sonia Ganassi offre una lettura equilibrata e contenuta del personaggio di Charlotte. Non sarebbero dispiaciuti però accenti più intensi, romantici e una recitazione più disinvolta. Piuttosto esile la voce del soprano Pauline Rouillard (Sophie); funzionali gli apporti di Armando Gabba (Le Bailli) e Simon Schnorr (Albert). Ricordiamo ancora il Kolbe Children’s Choir preparato da Alessandro Toffolo.
Caloroso il successo di pubblico.

Teatro La Fenice – Stagione lirica e balletto 2018/2019
WERTHER
Dramma lirico in quattro atti
Libretto di Édouard Blau, Paul Milliet, Georges Hartmann
Musica di Jules Massenet

Werther Jean-François Borras
Charlotte Sonia Ganassi
Albert Simon Schnorr
Le Bailli Armando Gabba
Schmidt Cristian Collia
Johann William Corrò
Sophie Pauline Rouillard
Brühlmann Safa Korkmaz
Käthchen Simona Forni
Gli altri figli del borgomastro:
Solisti del Kolbe Children’s Choir

Orchestra del Teatro La Fenice
Direttore Guillaume Tourniaire
Kolbe Children’s Choir diretto da Alessandro Toffolo
Regia Rosetta Cucchi
Scene Tiziano Santi
Costumi Claudia Pernigotti
Luci Daniele Naldi
Allestimento Teatro Comunale di Bologna
Venezia, 25 gennaio 2019

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