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Treviso, Teatro Comunale – Recital di Fabio Sartori

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La città di Treviso ha festeggiato i 150 anni del Teatro Comunale Mario Del Monaco con un concerto del suo figlio musicale oggi più illustre. Si tratta del tenore Fabio Sartori, in carriera da oltre un ventennio e ormai di casa nei più prestigiosi teatri internazionali.
Di Sartori ricordo le prime prove, nella seconda metà degli anni ’90: il debutto in una Bohème di giovani, prodotta dalla Fenice, poi il rapido passaggio alla Scala nel Macbeth diretto da Muti, e un’altra Bohème a Bologna. Devo dire che all’epoca non mi aveva entusiasmato. Al di là delle indubbie potenzialità vocali e del fraseggio animato, la qualità delle emissioni lasciava talvolta a desiderare, soprattutto negli acuti che, non completamente “immascherati”, difettavano ancora nella proiezione del suono. Quello che si ascolta oggi nei teatri è un Sartori molto diverso: un cantante notevolmente cresciuto sia dal punto di vista tecnico che interpretativo. Un serio professionista che ha trovato nel repertorio verdiano il suo terreno d’elezione.

Ne abbiamo avuto prova anche nel gala trevigiano che ha aperto l’Autunno Musicale 2019, dove il tenore ha proposto, accompagnato dall’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta con puntualità e attenzione al canto da Marco Titotto, una selezione di arie celebri tratte da opere di Verdi, Puccini e Leoncavallo. Nella piccola sala del Comunale, la voce di Sartori – che corre benissimo anche in grandi spazi – si è imposta in tutta la sua pastosità da lirico pieno, risultando addirittura torrenziale: timbratissima e corposa al centro, ricca di luminosità e squillo negli acuti. Di Verdi il cantante ha eseguito solo due brani, “Ah, la paterna mano” da Macbeth e “La mia letizia infondere” da I Lombardi alla prima crociata, arie piuttosto comode e dalla tessitura centrale, ma comunque indicative, nel controllo della linea di canto e nella resa del fraseggio, della speciale sintonia dell’interprete con il melodramma verdiano. Sartori ha la capacità di alternare con efficacia fraseggi dolci e patetici a momenti vigorosi e acuti squillanti, sfoggiando accenti scanditi ed energici; di fatto si muove con agio sia nelle opere giovanili che in quelle dell’ultimo Verdi, da Attila, per intenderci, fino a Don Carlo e Aida: il prossimo anno debutterà a Firenze anche Otello, affrontando così l’unico ruolo da tenore di forza del catalogo verdiano.

Sartori ha proposto con ottimi risultati anche due pagine di Puccini, “Addio, fiorito asil” da Madama Butterfly e “E lucevan le stelle” da Tosca, opera cantata la scorsa estate all’Arena di Verona. Ma per quanto l’attuale organizzazione vocale gli consenta di sostenere agevolmente ruoli da lirico spinto, come appunto Cavaradossi, mi sembra che il repertorio pucciniano non si adatti del tutto al suo temperamento e alle sue qualità vocali. Gli sconsiglierei pertanto di accostare parti come Des Grieux o Calaf, di cui peraltro ha cantato il “Nessun dorma” come bis. Pregevole lo sconfinamento verista con l’esecuzione di “Vesti la giubba” da Pagliacci, dove Sartori ha esibito una suggestiva espressione lirica e patetica, dimostrandosi incline a una lettura di buon gusto, emendata da effetti veristi tipici di una tradizione deteriore.
Il pubblico trevigiano ha accolto ogni aria con ovazioni e, alla fine, ha salutato Sartori con una standing ovation ricambiata, oltre che dall’aria da Turandot, anche dalla “Mattinata” di Leoncavallo. A rendere ulteriormente piacevole la serata ha contribuito la conduzione della musicologa Elena Filini, che con competenza e disinvoltura ha “cucito” il programma (fra cui brani strumentali da Luisa Miller, Manon Lescaut, Le nozze di Figaro, Cavalleria rusticana e Faust), offrendo spiegazioni e aneddoti legati alla carriera di Fabio Sartori e alla storia del Teatro Comunale.
Ricordo che il cartellone dell’Autunno Musicale 2019, organizzato dal Comune di Treviso e dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con l’associazione Musincantus, comprende numerosi concerti, esposizioni, conferenze, e riserva un capitolo importante a Puccini, di cui si propone Madama Butterfly (25 e 27 ottobre), La Messa di Gloria, con la partecipazione di Fabio Armiliato e la direzione di Giancarlo Andretta (21 novembre) e Gianni Schicchi abbinato a un atto unico di Donizetti, Rita (dal 4 all’8 dicembre).

Teatro Comunale Mario Del Monaco – Autunno Musicale 2019
RECITAL DI FABIO SARTORI
Concerto per il 150° anniversario dalla ricostruzione

Arie e brani strumentali di G. Verdi, G. Puccini, G. Bizet,
W.A. Mozart, R. Leoncavallo, P. Mascagni, C. Gounod

Tenore Fabio Sartori
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Direttore Marco Titotto
Presentatrice Elena Filini

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