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Stresa Festival 2019 – Concerto di apertura diretto da Gianandrea Noseda

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Sulle placide sponde del Lago Maggiore e nella raccolta cittadina di Stresa, tra eleganti ville in stile Liberty, variopinti cespugli di ortensie, reminiscenze rosminiane e hotel dal gusto Belle Époque affacciati sul Verbano, da oltre mezzo secolo d’estate risuonano le melodie delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore, note anche più semplicemente come Stresa Festival. Giunta alla sua cinquantottesima edizione incentrata sul tema “Scoprendo il presente/Discovering the present”, la kermesse ha accolto, nel corso degli anni, insigni artisti del calibro di Martha Argerich, Salvatore Accardo, Mstislav Rostropovič, Carlo Maria Giulini, Teresa Berganza, Claudio Abbado, Arthur Rubinstein, solo per citarne alcuni.

Per il concerto di apertura, dal suggestivo titolo Pergolesi incontra Mozart (con Stravinskij), un affascinante gioco di specchi, maschere, rimandi e riverberi tenutosi a Stresa al Palazzo dei Congressi, ritroviamo un beniamino del pubblico internazionale che solitamente frequenta le Settimane Musicali, Gianandrea Noseda, dal 2000 direttore artistico della manifestazione musicale. Per l’occasione, il maestro milanese guida la spagnola Orquestra de Cadaqués, fondata nel 1988 in seno al Festival de Cadaqués e ora residente a Barcellona, della quale Noseda è direttore principale da più di un ventennio dopo aver vinto, nel 1994, la Cadaqués Orchestra International Competition.
La serata si apre nel nome di Wolfgang Amadeus Mozart, con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in do maggiore K. 503, composto tra 1786 e 1787 da un Salisburghese trentenne ed eseguito al Burgtheater di Vienna, un brano a tratti cameristico pervaso da una pacata, gaudiosa serenità. Con gesto sciolto e ampio, molto arioso, Noseda ottiene dalla compagine orchestrale sonorità luminose, dando vita a un Mozart giocoso, vitalistico e spensierato, in special modo nell’Allegro maestoso e nel conclusivo Allegretto. Nella composizione brilla il solista Pierre-Laurent Aimard, artista residente dell’edizione in corso del festival, celebre soprattutto per le sue interpretazioni di musica del Novecento e contemporanea, in primis di Boulez, Messiaen, Ligeti e Stockhausen. Con un tocco delicato ma deciso, in alcuni momenti accarezzando la tastiera con leggerezza come se stesse tessendo un pizzo all’uncinetto, il pianista francese opta per una resa ammiccante, inusuale e sbarazzina della partitura, molto gradita dagli ascoltatori presenti in sala. Come fuori programma Aimard esegue con incisività una trascrizione per pianoforte di Stravinskij.

Dopo un breve intervallo, il concerto prosegue con l’esecuzione integrale del Pulcinella di Igor Stravinskij, balletto con canto in un atto su libretto di Léonide Massine, commissionato tra 1919 e 1920 dall’impresario teatrale Sergej Pavlovič Djagilev, fondatore dei celeberrimi Ballets Russes. Riuscito connubio tra antico e moderno, tra classico e neoclassico, il balletto è ispirato a un canovaccio partenopeo del Settecento che vede protagonista lo scaltro Pulcinella. In esso, Stravinskij amalgama, alterna e plasma sapientemente composizioni di Giovanni Battista Pergolesi (in particolare tratte dalle opere Il Flaminio, Lo frate ‘nnamorato e Adriano in Siria), Domenico Gallo, Fortunato Chelleri e di anonimi musicisti napoletani, con sferzanti e turgide melodie scritte di suo pugno, in un seducente e riuscito viaggio tra armonie settecentesche e novecentesche. Servendosi di una gestualità maggiormente scattante ed energica, Gianandrea Noseda opta per una lettura variegata nelle dinamiche e nelle sfumature, vibrante nella resa e compatta nelle sonorità, attenta a sbalzare con nitidezza ed enfasi ogni minimo dettaglio.

Di livello il cast scritturato. Il soprano Barbara Frittoli, in possesso di uno strumento vocale corposo e nell’insieme omogeneo, si distingue per un registro acuto rigoglioso e per l’estrema espressività nell’interpretare e nel porgere la parola, come evidente soprattutto nell’andantino “Se tu m’ami, se tu sospiri”, reso con pathos, eleganza e intensità. Il tenore Francesco Marsiglia si impone per il metallo squillante dei penetranti acuti e per la buona tenuta dei fiati, pregi dimostrati già durante la serenata “Mentre l’erbetta pasce l’agnella”; notevole la velocità e la precisione con le quali sciorina le parole in napoletano nel presto “Una te fa la nzemprece”. Il basso Nicola Ulivieri svetta per una vocalità ampia e ben proiettata, di grana scura ed emessa con morbidezza, nonché per la sensibilità musicale e per la recitazione gustosa, doti palesi nell’allegro alla breve “Con queste paroline”. Tra i momenti più poetici della serata, piace qui ricordare almeno l’arioso trio “Sento dire no’ncè pace”, improntato a ritmi solenni e ben cadenzati, dove le tre voci si fondono tra di loro con garbo.
Al termine, festante e prolungato successo da parte del folto pubblico presente in sala, ripagato da un inaspettato e apprezzatissimo bis, il terzetto Conte di Almaviva (Ulivieri), Susanna (Frittoli) e Don Basilio (Marsiglia) dalle mozartiane Nozze di Figaro “Cosa sento! Tosto andate”, interpretato con brio spumeggiante e ironia.

Palazzo dei Congressi – Stresa Festival 2019
CONCERTO DI APERTURA
“PERGOLESI INCONTRA MOZART (CON STRAVINSKIJ)”

Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per pianoforte e orchestra n. 25 in do maggiore K. 503

Igor Stravinskij
Pulcinella. Balletto con canto in un atto

Bis:
W.A. Mozart: Le nozze di Figaro, “Cosa sento! Tosto andate”

Orquestra de Cadaqués
Direttore Gianandrea Noseda
Pianoforte Pierre-Laurent Aimard
Soprano Barbara Frittoli
Tenore Francesco Marsiglia
Basso Nicola Ulivieri
Stresa, 23 agosto 2019

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