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Rosate (Milano), Cascina Paù – Carmen

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In principio fu Peter Brook che, negli anni Ottanta, portò a teatro una Tragédie de Carmen, riducendo il dramma all’osso, eliminando tutte le scene superflue, i cori, la corrida e il contrabbando. Concentrando l’attenzione sui quattro protagonisti e sul divampare in loro delle passioni, ne sortì una narrazione serrata e potente, che rendeva ancor più ragione di quella dimensione dionisiaca così amata da Nietzsche nel capolavoro di Georges Bizet. Proprio da quella suggestione è partito Gianmaria Aliverta, regista e dominus di VoceAllOpera, per la sua nuova incursione nel melodramma fatto di pochi mezzi ma tanta creatività ed entusiasmo. Nella bucolica cornice di Cascina Paù a Rosate (Milano), un folto pubblico ha così potuto assistere a una singolare riduzione di Carmen, curata dallo stesso Aliverta, che in settanta minuti di musica riusciva nell’intento di mantenere chiara la trama dell’opera, salvaguardando al contempo i momenti chiave della magnifica partitura.

L’appuntamento, ormai immancabile per gli appassionati di Rosate e dintorni, si deve a un concorso di provvidenziali fattori, che insieme compongono l’immagine di un’Italia che ci piace molto e che talvolta, colpevolmente, dimentichiamo che esiste. Anzitutto, ci sono Aliverta e la sua squadra, fatta di giovani e giovanissimi professionisti, disposti a mettere l’anima in quello che fanno, indipendentemente dai mezzi a disposizione. Poi, c’è la passione (e generosità) di una elegante signora che qui tutti chiamano “la dottoressa” (non sappiamo perché sia medico o, più semplicemente, laureata), che mette a disposizione la cascina e – diciamolo pure – i fondi necessari all’operazione (e al ricco rinfresco che la chiude: come si dice in questi casi, “tutti i salmi finiscono in gloria”). A non trascurabile corollario di ciò, l’impegno di molti accoglienti volontari, sotto il patrocinio di un sindaco che sembra un bonus pater familias.

Ma veniamo a Carmen che, nella riduzione di Aliverta, dismette i panni della sigaraia e indossa la tuta blu da… meccanico. Un maschiaccio spavaldo e insolente che non perde tuttavia la sua carica di seduzione. Siamo negli anni Cinquanta e lo capiamo bene grazie alle belle scene del giovanissimo Danilo Coppola (che con pochi elementi fa miracoli), nonché ai costumi pastello di Sara Marcucci, davvero centrati nella loro eleganza vintage. Se Don José conserva il ruolo di militare e Micaela quello della brava ragazza di buona famiglia, Escamillo si trasforma da torero in macellaio ambulante, con tanto di colorito carretto spinto da una bici. Unico personaggio non cantante, il Lillas Pastia affidato alla spigliata recitazione, peraltro in ottimo francese, di Gianluca Cavagna, che qui ha un chiosco che distribuisce alcolici (e forse anche altre sostanze).
La tenuta musicale è assicurata dalla valentissima pianista Eleonora Barlassina, mentre il cast vocale è di ottima qualità. Nelle vesti di Carmen, ruolo feticcio per ogni mezzosoprano, Elena Caccamo unisce una notevole disinvoltura scenica a una voce di bella pasta, soprattutto nel settore medio alto del registro. Il tutto, condito da un’interpretazione particolarmente curata, anche sul piano squisitamente vocale. Alessandro Goldoni è un Don José maschio e volitivo, ma anche tormentato e disperato: voce ampia e sufficientemente scura, usata con intelligenza, senza strafare. Liliale, ma con una punta di vezzosa sensualità (così almeno ci pare l’abbia voluta il regista), la Micaela di Barbara Massaro, che ha timbro luminoso e fraseggio duttile. Omar Kamata, peraltro simpaticissimo, era perfettamente a suo agio, sia vocalmente che scenicamente, nell’Escamillo convertito dall’arena alla grigliata. Alla fine, applausi entusiastici per tutti.

Stagione VoceAllOpera
CARMEN
Opéra-comique in quattro atti di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
dalla novella omonima di Prosper Mérimée
Musica di Georges Bizet
Adattamento di Gianmaria Aliverta

Carmen Elena Caccamo
Don Josè Alessandro Goldoni
Micaela Barbara Massaro
Escamillo Omar Kamata
Lillas Pastia Gianluca Cavagna

Pianista Eleonora Barlassina
Regia e drammaturgia Gianmaria Aliverta
Scene Danilo Coppola
Costumi Sara Marcucci
Rosate, Cascina Paù, 2 giugno 2019

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