Reggio Emilia, Teatro Municipale Valli – Lucrezia Borgia

Dopo aver felicemente esordito a Bergamo, altrettanto felicemente la Lucrezia Borgia del Festival Donizetti è approdata al Teatro Valli di Reggio Emilia, prima tappa di un giro che nei prossimi mesi la porterà a Piacenza, Ravenna e Trieste. Un’occasione che non ho voluto perdere: non solo perché l’opera, con la sua eccezionale fusione di intreccio grottesco (nel senso hugoliano del termine), gusto teatrale mélodramatique, forme musicali sinuose e scrittura vocale scintillante, è fra le più belle di Donizetti, ma anche perché, rispetto all’allestimento orobico, quello reggiano presenta un cast rinnovato nei suoi piloni principali: nuovi Lucrezia, Gennaro e Orsini, nuova la direzione. Di queste primizie scriverò, rimandando per il resto alla corrispondenza da Bergamo di Stefano Balbiani.

Nei panni della Borgia troviamo Francesca Dotto, che sembra avere ottime carte da giocare in questo repertorio. A onor del vero, non tutto fila alla perfezione: si contano qualche esitazione iniziale, note gravi talvolta sfocate, una tenuta relativamente disomogenea, con un percepibile affaticamento alla fine del primo atto. Tuttavia, il soprano si fa assai apprezzare per il piglio volitivo con cui affronta i virtuosismi spinti della parte, per la sincerità dell’immedesimazione scenica, per la perfetta dizione, per l’espressività del fraseggio. Ne esce una Lucrezia assieme amorevole e perfida, autoritaria e arrendevole, credibile insomma in tutte le sfaccettature del suo carattere, anche a dispetto di una lettura registica che la vorrebbe prima di tutto mater dolorosa.
Sorprende positivamente Francesco Castoro nel ruolo di Gennaro. Il giovane tenore possiede una voce dal timbro certo non personalissimo, ma limpido, fresco, perfetto per le tante incarnazioni del tenore romantico, assieme malinconico e passionale, che si trovano nel repertorio belliniano e donizettiano. Il suono esce naturale e copioso, il fraseggio è espressivo, l’approdo agli acuti avviene in modo molto naturale. Nell’aria del secondo atto “Anch’io provai le tenere | smanie d’un puro amore”, che Donizetti scrisse per il tenore “toccante” per eccellenza, Giovanni De Candia alias Mario, Castoro si fa apprezzare per la languidezza degli accenti e l’attento dosaggio dei volumi. Una volta acquisita maggiore convinzione scenica il suo sarà un Gennaro notevole.
Maffio Orsini è Veta Pilipenko, che conferma le positive impressioni che aveva suscitato di recente nella Luisa Miller del Festival Verdi. Nonostante un fraseggiare che appare ancora acerbo e un’emissione talvolta asprigna, il mezzosoprano russo mostra un bel timbro relativamente scuro, una buona propensione al canto di bravura, e una presenza scenica scaltrita. Piace per equilibrio e carattere sia nella cavatina “Nella fatal di Rimini” che nella grottesca (sempre à la Hugo) ballata “Il segreto per esser felici”.

Dal podio direttoriale Carla Delfrate offre una lettura che si potrebbe definire “media”, caratterizzata da lodevole attenzione per l’eloquio dei cantanti, accorte sottolineature delle raffinatezze timbriche dello strumentale, e soddisfacente equilibrio complessivo. Forse in qualche occasione avrebbe potuto giovare un passo più spedito, ma non si può negare che la nave giunga in porto senza scossoni. Applausi meritati, dunque, quelli che il pubblico tributa alla bacchetta al calar del sipario. [Rating:3.5/5]

Teatro Municipale Valli – Stagione d’opera 2019/20
LUCREZIA BORGIA
Melodramma in un prologo e due atti di Felice Romani
Musica di Gaetano Donizetti
Edizione critica a cura di Roger Parker e Rosie Ward © Casa Ricordi, Milano
con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo
e della Fondazione Teatro Donizetti

Don Alfonso Marko Mimica
Donna Lucrezia Borgia Francesca Dotto
Gennaro Francesco Castoro
Maffio Orsini Veta Pilipenko
Jeppo Liverotto Manuel Pierattelli
Don Apostolo Gazella Alex Martini
Ascanio Petrucci Roberto Maietta
Oloferno Vitellozzo Daniele Lettieri
Gubetta Rocco Cavalluzzi
Rustighello Edoardo Milletti
Astolfo Federico Benetti
Un usciere Claudio Corradi
Un coppiere Alessandro Yague
La principessa Negroni Francesca Verga

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Banda di palcoscenico del Conservatorio Gaetano Donizetti di Bergamo

Direttore Carla Delfrate
Maestro del coro Corrado Casati
Regia Andrea Bernard
Scene Alberto Beltrame
Costumi Elena Beccaro
Movimenti coreografici Marta Negrini
Lighting design Marco Alba
Assistente alla regia Tecla Gucci
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo
in coproduzione con la Fondazione Teatri di Reggio Emilia,
la Fondazione Teatri di Piacenza, la Fondazione Ravenna Manifestazioni
e la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Reggio Emilia, Teatro Valli, 6 dicembre 2019