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Ravenna Festival, Trilogia d’autunno 2019 – Aida

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Trilogia d’autunno, atto secondo. Dopo Norma, sul palco del Teatro Alighieri di Ravenna va in scena Aida, con un cast nel complesso ottimo di giovani interpreti. Anche in questo caso, la regia di Cristina Mazzavillani Muti punta su una gestualità asciutta e sulla suggestione creata dalle videoproiezioni di Ezio Antonelli, che evocano un Egitto fantastico, riletto attraverso la lente di un’immaginazione ricca di colori. Tuttavia, le proiezioni, se non mancano di creare momenti oggettivamente gradevoli alla vista, alla lunga rischiano di essere un po’ stucchevoli. Tanto più che l’allestimento è sostanzialmente oratoriale, con il coro spesso schierato sul palco, fermo, e i cantanti impegnati in pochi movimenti. Tale impaginazione molto tradizionale viene come scossa da alcune scelte quantomeno singolari. A cominciare dall’idea, che troviamo intelligente, di restituire con la danza la rivalità tra Aida e Amneris, affidando a due ballerine il compito di fare da alter ego delle protagoniste femminili. Lara Viscuso, Aida, e Lara Guidetti, Amneris, danzano così nel corso della scena del trionfo che risulta spoglia di tutti i tradizionali orpelli, sfilata dei vincitori compresa. Prima, a inizio secondo atto, la danza degli schiavi mori aveva visto l’irrompere sul palco di uno scatenato gruppo di giovanissimi danzatori, abbigliati in abiti contemporanei e impegnati in una improvvisazione dove non sono mancati passi hip hop, accompagnati dal ritmo di due bravi percussionisti. Ma il vero coup de théâtre arriva poco prima dell’ultima scena dell’opera: si alza inaspettato il canto del soprano turco Simge Büyükedes. Si tratta del poema Makber di Abdülhak Hâmid Tarhan, una delle figure chiave del Romanticismo turco; scritto a seguito della morte della moglie Fatma, il poema sostituisce alla tradizionale accettazione della morte la disperazione, il rifiuto, la rabbia…e infine la ricerca della pace in seno alla natura. E prelude così alla conclusione del dramma.

Monika Falcon è un’Aida tutta giocata sulla dimensione lirica: la voce non è grandissima, ma di bellissima pasta, chiara e luminosa; l’interprete, se sotto il profilo attoriale sconta alcune rigidità, dal punto di vista musicale è particolarmente attenta e partecipe. La fierezza della principessa etiope passa così in secondo piano di fronte alla donna innamorata. Fierezza invece non manca all’Amneris autorevole di Ana Victória Pitts, che vanta uno strumento importante per volume e colore, anche se talvolta sembra eccedere nelle emissioni di petto. Il tormento è tuttavia la cifra distintiva di siffatta Amneris apparentemente forte e determinata ma interiormente ferita da un amore impossibile e che quindi, in definitiva, risulta essere la vera sconfitta di questa storia. Al debutto nel ruolo, il tenore Azer Zada disegna un Radames sicuro nel suo impeto giovanile, sia quando si tratta di vestire i panni del condottiero, sia quando la voce si piega alle morbidezze del canto amoroso. Notevolissimo l’Amonasro di Serban Vasile, che ha voce davvero bella ed è interprete particolarmente incisivo. Così come ottimo è il Ramfis di Andrea Vittorio De Campo; molto bene tutti gli altri: Adriano Gramigni (il Re), Riccardo Rados (un messaggero), Maria Paola Di Carlo (Grande sacerdotessa).
Dal podio, Nicola Paszkowski assicura una buona resa complessiva sia in termini di tavolozza di colori che di passo teatrale. Qualche incertezza ha invece colto il coro, soprattutto nella componente maschile.

Ravenna Festival – Trilogia d’autunno 2019
AIDA
Opera in quattro atti
Libretto di Antonio Ghislanzoni
Musica di Giuseppe Verdi

Aida Monika Falcon
Aida danzatrice Lara Viscuso
Amneris Ana Victória Pitts
Amneris danzatrice Lara Guidetti
Radames Azer Zada
Amonasro Serban Vasile
Ramfis Andrea Vittorio De Campo
Il Re d’Egitto Adriano Gramigni
Grande sacerdotessa Maria Paola Di Carlo
Un messaggero Riccardo Rados
Lamento funebre Simge Büyükedes

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro Luigi Cherubini
Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini
Direttore Nicola Paszkowski
Maestro del coro Antonio Greco
Regia Cristina Mazzavillani Muti
Scene e visual designer Ezio Antonelli
Light designer Vincent Longuemare
Video programmer Davide Broccoli
Costumi Anna Biagiotti
Assistente ai costumi Sofia Vannini
Coreografia Lara Guidetti
DanzActori Trilogia d’Autunno
e Giovani Energie Creative
Nuovo allestimento
Ravenna, Teatro Alighieri, 2 novembre 2019

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